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Ho un libro in testa

Vanni Santoni parla del suo nuovo libro “Tutti i ragni” (:duepunti edizioni) e ci fa leggere un estratto. Qui su Hounlibrointesta ha raccontato anche il suo romanzo Se fossi fuoco, arderei Firenze.
Occhio: pagina dopo pagina, Vanni Santoni tirerà fuori i ragni dalla tela della vostra memoria, quelli incontrati nell’infanzia, nell’adolescenza, nell’età adulta. Quelli minacciosi, minacciati. Quelli che hanno qualcosa da dirti.

COM’È NATA L’IDEA DI “TUTTI I RAGNI”
di Vanni Santoni

Questo librino nasce da un invito fattomi da Giorgio Vasta, che è, assieme a Dario Voltolini, il curatore della collana ZOO:scritture animali. Va da sé che, sebbene non pratichi molto la forma racconto, ho accettato subito e col massimo entusiasmo, oltre che per la stima che ho per i curatori, anche per quella per i miei predecessori in collana (con Genna, Enia, Giorgi, Mozzi, Lagioia, D’Amicis, Bianchi, Falco, Abbate, Santangelo, più Magliani che è uscito in contemporanea a me, è indubbiamente una fetta importante del “meglio” della letteratura italiana contemporanea) e non ultima quella per Carbone di :duepunti edizioni, con cui ho avuto il piacere di collaborare sul tema della pseudoeditoria.

L’idea dietro la collana è di utilizzare gli animali come filtro privilegiato per raccontare l’uomo, che di “frammenti animali”, secondo le parole dello stesso Vasta, è fatto. Ho scelto i ragni, oltre che per una personale predilezione (o ossessione), anche perché fino a quel momento l’impronta della collana era marcatamente “mammifera” e volevo provare a esplorare un altro terreno – ancora più distante, se vogliamo, da quello dell’homo sapiens. Leggi di più..

Categorie: vi racconto il mio libro

Giulio Passerini ci spiega come funziona Evernote, un’app deputata alla gestione di note e appunti (io ho un metodo infallibile, li annoto su: computer, cellulare, mail che mi invio, agende, quaderni, quadernini tascabili, fogli, foglietti, scontrini… e così infallibilmente mi perdo in un labirinto).

I VESTITI NUOVI DEL LETTORE
Meglio una pessima idea oggi che una buona idea mai
di Giulio Passerini

Il modo migliore per trovare una buona idea è quello di farsene venire in mente una moderata quantità di pessime. Quando raggiungete quota nove pessime idee gioite: la decima, di solito, farà un po’ meno schifo delle altre e la soluzione al vostro problema sarà più vicina, basta aver pazienza.

Ma le idee, buone o brutte che siano, si sa, non rispettano l’orario d’ufficio e vengono quando uno meno se lo aspetta. Come fare allora per tener traccia delle peggiori sciocchezze e dei migliori Eureka? E di tutto quello che vorremmo fare, leggere, ascoltare e vedere? Le possibilità non mancano: taccuini, registratori vocali (anche se al mito della nota audio io credo poco: non sono mai riuscito a non sentirmi un idiota a parlare da solo per strada con un coso per registrare), e chi più ne ha più ne metta. C’è persino chi si manda le mail da solo (io per esempio) con la prevedibile conseguenza di intasarsi in piena autonomia la casella di posta elettronica. Leggi di più..

Categorie: I vestiti nuovi del lettore

Incontriamo Riccardo Angiolani che ci racconta come e perché ha scritto Sotto il cielo di Hale-Bopp, un romanzo nato sotto il segno di una misteriosa stella cometa che ci pone una domanda: la verità è quella che vediamo da vicino o quella che vediamo da lontano?
Alla fine, Riccardo ci fa leggere anche un capitolo del suo libro. Buona lettura.

IL CAOS DELLA PROSPETTIVA
di Riccardo Angiolani

Siamo nella primavera del 1997 e in quella porzione di Universo visibile dalla tranquilla città di Ancona sfreccia luminosa la cometa di Hale-Bopp, portatrice di sventure, come vogliono alcune dicerie popolari, o forse solo freddo astro celeste, indifferente alle faccende di noi umani. Intanto, in quella stessa minuscola porzione di Terra, si consumano tragiche e comiche avventure, si bruciano amori, si perde il senno, si celebrano strani riti, si ingaggiano inseguimenti e si compiono sgangherati omicidi. Un vortice di eventi messo in moto dai tre protagonisti della storia – il dj/scrittore Joe Delirio, il delinquentello Pascal e il travestito Berto/Berto – che s’intrufolano, nottetempo, nell’appartamento dell’anziana Zenaide Mustacci per recuperare uno strano amuleto.
In “Sotto il cielo di Hale-Bopp”, il mio romanzo uscito in queste settimane per i tipi di Foschi editore, la narrazione degli eventi non segue il filo cronologico, ma si dipana seguendo gli accadimenti di storie che si incrociano, ognuna delle quali porta avanti una porzione della storia principale, sfasandone in questo modo l’ordine temporale. Così, la domanda che deve porsi il lettore non è “Come andrà a finire?”, quanto, piuttosto: “Come e perché si è finiti dove si è finiti?”. Leggi di più..

Categorie: vi racconto il mio libro

Non ci incontrammo mai. Se non una sola volta, per caso, all’incrocio di pagina 43 nel libro Gli enigmi di una sola notte.

Lettori fotografati da Patrizia Traverso, autrice di Preferisco leggere (Tea).

Questo spazio si intitola VITE DA LETTORE perché i lettori vivono più vite. Patrizia Traverso e io (Chicca Gagliardo) cercheremo di foto-grafare, con le sue foto e le mie parole scritte, le meraviglie della lettura. Saremo qui ogni martedì mattina.

Per leggere le puntate precedenti, clicca in alto a destra su Categorie: Vite da lettore

Categorie: Vite da lettore

Pietro De Viola, autore di “Alice senza niente” (Terre di Mezzo Editore), il romanzo cult sulla vita dei precari, ha scritto un racconto pensando a noi di Hounlibrointesta.
L’ultima volta abbiamo incontrato Pietro nel post intitolato Le nuove professionalità secondo Pietro De Viola e il caso #iosonoAlice.
Novità? Gli ho chiesto. E lui: «Pare proprio che Alice non ne voglia sapere, di tornarsene a casa. Mi scrive un amico, si chiama Carlo Mercadante, di mestiere fa il musicista. Ha letto “Alice senza niente”, gli è piaciuto, lo ha riletto, ha pensato a un post. Ma non gli bastava. Lui – come detto – è un musicista, e la cosa che sa fare meglio è mettere le parole in musica. Nasce così “Niente in tasca“, un brano ispirato alla storia di Alice e Riccardo. Il pezzo uscirà su Youtube, in quello che sarà – sono le parole dell’autore – “un video precario, realizzato da precari, che suoneranno strumenti precari”. Qualche esempio? Bustine di zucchero, elastici, chitarre scordate, bicchieri di vetro…
#iosonoAlice continua intanto sul web, e di questo ringrazio pubblicamente l’instancabile Camilla di Libri su libri. Ecco il tumblr dedicato ai racconti di precari e aspiranti tali».

E adesso godetevi il racconto che Pietro ha pensato per noi.

BREVE DIARIO DI UN COLONNELLO
racconto inedito di Pietro De Viola

18 dicembre

Giungo nei pressi del campo operazioni ad una settimana dal Natale. Il comando centrale ha stabilito che l’occupazione dovrà avvenire entro quella data. Io lo so bene: reco con me l’ordine – segretissimo – di missione. Facile, per loro: non si sposteranno dai caldi ricoveri in legno pregiato, niente acqua e vento né insidie nascoste.

Occupazione obiettivo prioritario. Limite: mezzanotte del 25 dicembre. Ordine riservato.”

Dovrò immediatamente riorganizzare le forze assumendo il comando dell’intera divisione. Non sarà un lavoro complesso: ho buttato giù uno schema organizzativo durante il lungo viaggio. Ciò che temo è invece lo scoramento della truppa. Mi giunge notizia di soldati segnati da mesi di privazioni, ormai pigri e indolenti. Le compagnie si sono mescolate tra loro, qualcuno ha cominciato a bivaccare, so per certo che di almeno tre alti ufficiali non si hanno notizie da giorni (passati al nemico? E come? Indagare). Proseguo nel mio viaggio.

19 dicembre

Raggiungo il campo.

E’ l’una, ma nonostante l’ora tarda mi metto immediatamente all’opera. Prendo contatto con i più alti in grado e faccio radunare tutti sulla spianata centrale. I soldati mi appaiono in condizioni pietose. Qualcuno dorme in piedi, molti sono ubriachi, nessuno indossa l’uniforme d’ordinanza. Il mio attendente è persino strappato. Lo congedo e gli ordino di recarsi in infermeria. Mi dicono che il campo non ha più un’infermeria, inoltre la legatoria manca di tutto. Capisco che il mio lavoro sarà più difficile del previsto.

All’alba, con enorme fatica, tutto appare più ordinato. Mi rifocillo e riposo due ore sul mio scaffale da campo.

Alle dieci sono nuovamente al lavoro. Bisogna assegnare i compiti: la giornata passerà tra esercitazioni e riunioni operative. A mezzanotte, dopo il rancio di colla a caldo, faccio schierare la divisione.

“Battaglioni di libri!”

E loro, adesso ordinati e impettiti, con una voce sola: “Presentiii!”

“Siete pronti a morire per la libertà altrui?”

Scoppia il loro urlo: “Pronti!”

Emozione, timidi colpetti di bandelle. Leggi di più..

Categorie: passaparola

Ogni domenica, Marco Corrias, giornalista e scrittore, pubblica uno o due capitoli del suo romanzo storico, inedito e ancora senza titolo. L’intento è quello di coinvolgere tutti voi lettori in una sorta di editing collettivo. Insomma, riscriviamo insieme questo romanzo. Ma potete anche solo gustarvi il piacere di poter leggere e seguire passo passo la nascita di un romanzo.
Per leggere
la trama clicca qui. Per leggere i capitoli precedenti clicca in fondo su Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo.

Nel romanzo di Marco Corrias, tra i personaggi, potete incontrare anche Caravaggio.

Capitolo 27
(dove si racconta dei due gemelli)

Sua Eccellenza Gaetano Barberini, ministro in carica al Sant’Uffizio, distolse lo sguardo dalla grande vetrata che incorniciava la cupola di San Pietro. Trasse un leggero sospiro e tornò a leggere il biglietto che mani ignote avevano depositato, sette giorni prima, nella buca delle denunzie anonime, posta a metà della facciata dell’austero palazzo alle spalle del Vaticano.

La buca da qualche tempo conteneva più denunzie del solito, e Sua Eccellenza sapeva, per antica esperienza, essendo egli servitore del Sant’Uffizio da vent’anni, che questo fatto voleva dire una sola cosa: i romani sentivano che la collera del Papa stava per abbattersi sui malfattori della città, fossero essi semplici criminali o senza Dio, o peggio ancora eretici. E allora profittavano dell’aria nuova che annusavano per aiutare la ruota della giustizia a mettersi in moto. Che poi lo facessero per liberarsi di nemici che non osavano affrontare a viso aperto o per saldare vecchi conti in sospeso, questo era un particolare che non sfuggiva alla saggezza di Sua Eccellenza Barberini e sicuramente anche ai sei cardinali della Santa Congregazione. Leggi di più..

Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo

13mag
2012

La mia madeleine

Qui su Hounlibrointesta abbiamo tutti diversi libri in testa. E nella testa di tutti c’è un inizio: il primo libro che ha preso posto nella biblioteca della memoria. Il mio è ancora qui con me. Così ora vorrei dire due parole a chi me lo leggeva nel lettone.

Cara mamma,
quando tu eri una ragazza più piccola di quanto non sia io adesso e io avevo pochi anni più di un feto
(quattro, tre?) mi piaceva ascoltarti leggere e toccavo le pagine, guardavo.
Oggi il libro te lo rileggo io, per raccontarti quante cose sono successe nel frattempo.

Ho imparato a conoscerle le parole, a riconoscerle, a scriverle e a coltivare le loro radici segrete.

È vero: a essere magre o grasse sono le cose, non le persone.

Mi sono innamorata di scrittori innamorati della luna, come Tommaso Landolfi. Ascolta che bello, dice le stesse cose del libro:
«Quando c’è la luna fuori della finestra chiusa succedono cose strane, e meravigliose – aggiunse come riflettendo – ; cioè insomma ci sono cose che corrono navigano girano per conto loro mentre noi dormiamo. Non è strano questo? Non è strano anche che si possa dormire mentre la luna attraversa il cielo?». Leggi di più..

Categorie: a pagina...

State per leggere un inedito della poetessa Francesca Serragnoli. Fate attenzione: è una pietra rara.

VERSI DIVERSI a cura di Isabella Leardini
versi – da conservare, far girare – di autori diversi

La settimana è quell’onda d’acqua
che va contro la domenica
capelli grigi tremano fra il vento e il cielo
la settimana riposa in quella sabbia
che scendeva un tempo
dalle tue mani di dolce mangiafuoco
il gioco delle tue labbra spostava
la luna e la polvere
chiamavano l’onda per nome
chiamavamo quell’acqua, quel foulard
volevamo toccare la domenica, quel costato
come ragni del Signore, iniziare lì.

Francesca Serragnoli
inedito

Il commento della poetessa Isabella Leardini Chi segue questa rubrica ha già incontrato la poesia di Francesca Serragnoli, ma quello di oggi è un regalo speciale. Il suo ultimo libro “Il rubino del martedì” è uscito nel 2009, nel 2011 ha ripubblicato con aggiunte quello che era stato il suo esordio “Il fianco dove appoggiare un figlio” del 2003. Francesca oggi ci ha dato un inedito… e un suo inedito è una pietra rara. Lei non se ne separa facilmente finché non sono finiti. E le poesie di Francesca spesso sembrano non trovare mai una fine. È una poetessa autentica, che coltiva un libro per anni come un giardino, lo ascolta, lo lascia crescere e spesso sente di non saperlo domare fino in fondo, proprio per la verità innata della sua poesia. Quante volte ho visto i suoi fogli scarabocchiati fino all’ultimo istante prima di una lettura, con le parole cambiate a matita, nel suo incessante bisogno di toccare quello che in lei fiorisce anche selvaticamente. Pensando alla sua furia di ritoccare la parola tra mille ripensamenti, non si sa come le sue poesie alla fine, riescano ad arrivarci così perfette da sembrare nate in un unico respiro. È il miracolo della sua poesia, il mistero che la rende unica e che fa brillare ogni cosa che le sue mani lasciano andare.

Categorie: Versi diversi

Dal caso “Studio illegale” ai romanzi di Diego De Silva e L’ultimo hacker di Giovanni Ziccardi.
Ve ne parla Monica Zanfini, libraia. La sua rubrica “Cronache dalla libreria” è su Hounlibrointesta ogni giovedì pomeriggio alle 16, per scoprire il punto di vista di chi in libreria sta dall’altra parte (e ne vede di tutti i colori).

CRONACHE DALLA LIBRERIA Categorie professionali
di Monica Zanfini

Capita, in libreria, di sentirsi chiedere un consiglio su romanzi da regalare ad amici o parenti che fanno i medici, gli ingegneri, gli avvocati: a volte mi sembra una inutile crudeltà, una negazione di un momento di intrattenimento ed evasione.

Tutti gli architetti, anche se non lo hanno letto, hanno sicuramente nelle loro biblioteche domestiche il libro di Tom Wolfe dal titolo eloquente “Maledetti architetti”: era un regalo che tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo passato andava per la maggiore.

Ma la categoria professionale con il maggior numero di lettori forti è quella degli avvocati, che in molti casi sono anche “scrittori forti”: devono scrivere per lavoro, esporre i fatti con chiarezza, non annoiare il giudice che li legge.

E nei romanzi se ne trovano tanti: dagli avvocati di successo dei legal-thriller americani a quelli giovani e un po’ “scalcagnati” di matrice italica. Leggi di più..

Categorie: Cronache dalla libreria