Ho un libro in testa

Archivio: giugno 2011

Se non sapessi nulla di Satisfiction, dopo avere letto alcune righe la porterei subito via con me. Perché quelle righe sono tratte da uno dei libri che mi sono più cari: Il Trattato di funambolismo di Philippe Petit (ne ho parlato più volte qui, su Hounlibrointesta) e sono le righe con cui Gian Paolo Serino presenta la filosofia della sua rivista:

 

A differenza dello stunt-man, la cui prestazione è calcolata per enfatizzare ogni rischio che fa drizzare i capelli, un buon funambolo ce la mette tutta per far dimenticare i pericoli, per distogliere dai pensieri di morte con la bellezza di ciò che esegue sul cavo. Lavorando in preda alla massima tensione, il funambolo a grande altezza esegue esercizi che hanno lo scopo di creare una sensazione di libertà illimitata. Diversamente dalle altre arti, l’esperienza del cavo a grande altezza è diretta, semplice, immediata e non richiede la minima spiegazione. L’arte è la cosa stessa, una vita nella sua più nuda evidenza. Se c’è bellezza, è la bellezza che sentiamo in noi.
(Dalla prefazione di Paul Auster al Trattato di funambolismo di Philippe Petit)

Gian Paolo Serino

 

A fianco, c’è l’editoriale di Vasco Rossi (editore spericolato di Satisfiction) che è una canzone inedita sul filo della mente.
Il nuovo numero della rivista letteraria Satisfiction da oggi, 30 giugno, lo potete trovare in libreria, a costo zero. Come un vero funambolo si muove agilmente tra consigli di lettura e inediti a grande altezza, firmati da scrittori di altissimo livello: si comincia con un racconto dell’americana Jayne Anne Phillips, autrice di culto di short stories, si prosegue con Joyce Carol Oates che ti fa entrare nell’anima di Sylvia Plath, si va avanti con…

 

Facciamo così, intanto incontriamo il direttore, Gian Paolo Serino, nel suo fotoracconto. Gian Paolo ha anche scelto un  indedito di Satisfiction da farvi leggere subito qui, su Hounlibrointesta. E alla fine, troverete tutta la lista degli autori e le informazioni.

 

 

IL FOTORACCONTO: I VOLTI DI GIAN PAOLO SERINO

 


 

 

Dalla vita voglio tutto. Tranne un cane, una famiglia, un mutuo e un cardigan che duri 20 anni.

 

 

 

 

Chi sono: non sono un critico letterario, ma un estensore di recensioni emotive. Non voglio raccontare la trama  di un libro: voglio far andare il lettore oltre lo specchio d’inchiostro. Leggi di più..

Categorie: Fotoracconto

La scrittrice Barbara Garlaschelli è qui con noi, su Hounlibrointesta, ogni mercoledì. Per parlarci del suo amore per i libri e dei libri che parlano d’amore.

 

 

LA LETTRICE INNAMORATA
di Barbara Garlaschelli

 

Questa volta la Lettrice Innamorata cambierà ruolo e diventerà La Scrittrice Innamorata. Ho iniziato a pubblicare nel 1992 e da allora non ho mai smesso (magari con lunghi, sani intervalli tra un libro e l’altro). Alcuni miei libri li ho amati molto, altri meno, alcuni hanno vissuto una breve parabola, altri continuano a vivere tutt’oggi.

La scrittura ha molto a che fare con gli eventi della vita, non solo perché spesso li narra, ma perché la vita irrompe sempre tra le pagine.

Tra i miei libri che continuano a vivere ci sono Sirena (mezzo pesante in movimento), Non ti voglio vicino e FramMenti.

Il primo è autobiografico ed è il libro più “mio”, nel senso che racconto un pezzo vero della mia storia; il secondo (che è anche l’ultimo in ordine di uscita) è quello che per me autrice ha rappresentato una svolta strutturale nella scrittura e una sorta di evoluzione.

Ma quello di cui vi voglio raccontare oggi è FramMenti (storie da un fortino di periferia), perché, tra tutti, è il libro che ha avuto la storia più straordinaria e la vita più difficile. E’ stato pubblicato, con coraggio, nel 2006 dalla piccola casa editrice Mobydick. Coraggio perché FramMenti non è un romanzo, non racconta d’amore (anzi, sì, racconta anche molto amore) ma racconta di uomini e donne che hanno incontrato la follia. Alcuni ci continuano a convivere, altre ne sono stati sfiorati, altri inghiottiti.

Chi mi segue (e spero anche quelli verranno) sanno che non scrivo molto sui miei libri, nella convinzione che i libri, come i figli, puoi portarli fino a un certo punto, curarli, proteggerli ma poi devi lasciarli andare liberi per il mondo. E se la devono cavare da soli (con te che sei lì che non li dimentichi, ma che continui la tua vita).

E poi, come i figli, ce ne sono alcuni a cui diamo più attenzione, con i quali siamo più protettivi perché ci appaiono più fragili (per scoprirei, magari, che non è così).

FramMenti è uno di questi. Forse perché ciò che contiene rappresenta per me una tale preziosità (com’è scritto su una delle pareti del Centro psico-sociale in cui è nato e cresciuto) da non volermene distaccare. E poi perché dentro e attorno a esso si è mosso un mondo, dalla presentazione nel 2006 alla sede della CGIL di Milano, una delle più emozionanti della mia vita; a un reading teatrale protagonista l’attrice Elena Bucci accompagnata gruppo Faxtet; a un corto realizzato per il film collettivo “Walls & Borders” nel 2009, regia di Antonello Schioppa, protagonista Pierpaolo Candela.

FramMenti è un libro di voci e storie sul disagio mentale, raccontate dalle persone – utenti e operatori – incontrate in quasi due anni di lavoro dell’autrice al Centro psico-sociale di Via Ugo Betti a Milano, un quartiere periferico ad alta densità di popolazione. Leggi di più..

Categorie: La Lettrice Innamorata

Oggi il nostro Topo di libreria, Monica Zanfini, tira fuori dagli scaffali una storia d’amore.
Le cronache dalla libreria sono qui, su Hounlibrointesta, ogni mercoledì mattina.

 

 


 

 

ROSE ROSSE PER TE HO COMPRATO STASERA di Monica Zanfini

 

Una collega, non bellissima ma dal fascino prorompente (capelli rossi e ricci), ha trovato per lungo tempo sul suo desk una rosa rossa: omaggio di qualche ammiratore che, quotidianamente, le esprimeva la propria passione.

Agiva in modo furtivo e rapido: lei era lusingata e ha iniziato a parlarcene. Siamo un bel gruppo di donne in libreria, e tutte abbiamo iniziato a fare supposizioni di ogni genere:

“ Sarà giovane?”

“Non saprei, ma il linguaggio dei fiori i giovani non lo conoscono”.

“Allora pensi che sia un vecchio?”, chiedeva ansiosa la diretta interessata.

“No, non dico questo, ma sicuramente è qualcuno che ha un po’ di esperienza del mondo e sa cosa significa regalare una rosa rossa a una donna”

“Perché, cosa significa?”

“È passione!”

“Ma sarà bello?”

“Ma, chissà, magari è uno sfigato!”

Insomma abbiamo trascorso giornate in appostamento e alla fine abbiamo scoperto lo spasimante; era una lei.
Una sera, con grande discrezione, le abbiamo fatto trovare sul desk un pacchettino con un libro: era Powerbook della Winterson (anche la donna amata dalla protagonista ha i capelli rossi).
Perché la potenza dei libri è davvero incredibile, per chi li scrive e per chi li legge e per chi frequenta le librerie.

 

 

Categorie: Cronache dalla libreria

UNA SETTIMANA PIENA DI LIBRI, SPUNTI E PUNTI DI VISTA DIVERSI

Hounlibrointesta è un luogo d’incontro, con tanti punti di vista diversi sul mondo dei libri: potete conoscere scrittori, librai, editor, agenti letterari, artisti, poeti…

Ecco il calendario degli appuntamenti della settimana
(aggiornato a maggio 2012)

Lunedì mattina Catene di smontaggio di Gabriele Dadati (scrittore e editor).

Lunedì pomeriggio La prima puntata settimanale di Grand Tour de Force dello scrittore Michele Monina: 12 capitali europee raccontate in 12 libri scritti strada facendo e pubblicati in 12 mesi. Una maratona di scrittura senza precedenti. Gran finale: maggio 2013.

Martedì Il corso di scrittura (ma anche di lettura) di Elena Varvello (scrittrice e docente alla scuola Holden). Un corso bellissimo che potete leggervi interamente dalla prima puntata.

Mercoledì mattina: La cassetta degli attrezzi: letture, scritture, lavoro editoriale di Davide Musso (editor, scrittore, giornalista). Oppure I vestiti nuovi del lettore di Giulio Passerini (collabora come ufficio stampa per le Edizioni E/O, coordina per conto del CRELEB (Centro di Ricerca Europeo Libro, Editoria e Biblioteca dell’Università Cattolica) i progetti riguardanti l’editoria digitale.

Mercoledì pomeriggio: La lettrice innamorata della scrittrice Barbara Garlaschelli. Oppure Incontri ravvicinati del tipo “scrittore famoso” della giornalista Marta Perego, ovvero incontri con illustri nomi della letteratura internazionale. Visti molto da vicino. Da Amos Oz a Nick Hornby, Jennifer Egan, David Nicholls, Jonathan Safran Foer…

Giovedì mattina: Non avere paura dei libri di Christian Mascheroni (scrittore e autore televisivo). Oppure Una stanza tutta per sé di Sandra Bardotti (lavora presso Wuz.it). Ovvero, andiamo a vedere le stanze dove gli scrittori creano le loro storie, da Paolo Sortino ad Alessandro Bertante, Alessandra Sarchi…

Giovedì pomeriggio: Cronache dalla libreria di Monica Zanfini (libraia). La libreria vista da chi sta dall’altra parte e ne vede di tutti i colori.
E poi: la seconda puntata settimanale di Grand Tour de Force dello scrittore Michele Monina: 12 capitali europee raccontate in 12 libri scritti strada facendo e pubblicati in 12 mesi. Una maratona di scrittura senza precedenti che su Hounlibrointesta potete seguire in tempo reale. Gran finale: maggio 2013.

Venerdì: Le giornate di un editor di Elisabetta Migliavada (direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti).

Sabato: Versi diversi. Ovvero versi di diversi autori scelti dalla poetessa Isabella Leardini, dai più grandi nomi della letteratura di tutti i tempi ai nuovi poeti di oggi.

Domenica: Il romanzo di tutti: un editing collettivo di Marco Corrias, giornalista e scrittore. Potete seguire passo passo, puntata dopo puntata, la nascita di un romanzo storico inedito (tra i personaggi c’è anche Caravaggio).

E poi c’è Davide Sapienza (scrittore viaggiatore) che ci manda i suoi post dall’Ognidove; la fotografa Patrizia Traverso che ci invia le foto delle persone che leggono in giro; l’artista Massimiliano Tappari con Cover novel; Silvia Sereni (giornalista esperta di editoria) con le sue biografie speciali in Ritratti di uomini e donne anche illustri.
E tanti altri appuntamenti a sorpresa, perché il bello del blog è di essere una corrente in movimento, dove tutto può accadere in ogni momento.

E poi su Hounlibrointesta gli scrittori raccontano il libro che hanno in testa. Dalla A di Milena Agus alla V di Giorgio Vasta, inserendo il nome in “Cerca” potete trovare:
Milena Agus, Silvia Bergero, Matteo B Bianchi, Susanna Bissoli, Ángeles Caso, Cristiano Cavina, Paolo Cognetti, Michael Cunningham, Matteo De Simone, Viola Di Grado, Barbara Di Gregorio, Paolo Di Paolo, Gabriele Dadati, Fausta Garavini, Sergio Garufi, Fabio Geda, Giovanni Montanaro, David Nicholls, Amélie Nothomb, Lorenzo Pavolini, Alberto Pellegatta, Romana Petri, Paolo Piccirillo, Gilda Policastro, Rosella Postorino, Gianluigi Ricuperati, Vanni Santoni, Francesca Scotti, Gilberto Severini, Veronica Tomassini, Giorgio Vasta…
(la lista non è completa, mancano nomi che sto inserendo)
E poi leggete gli interventi sulla scrittura di Mario Capello, Marco Peano…

E poi ci sono pagine di libri da leggere (come nella rubrica A pagina…), recensioni, consigli (divertitevi a girare qua e là, giorno per giorno, oppure cercate nelle rubriche in ordine alfabetico che trovate elencate cliccando su Categoria seleziona). E poi c’è tutto quello che ci passa e ci passerà per la testa.

Se volete sapere qualcosa in più su di me, potete cliccare qui (dal Festivaletteratura di Mantova) oppure qui.

Potete seguire le news di Hounlibrointesta su Facebook, alla pagina http://www.facebook.com/Hounlibrointesta

e su twitter @ChiccaGagliardo

Benvenuti su Hounlibrointesta, il posto dove puoi incontrare chi ha i libri in testa.

Chicca Gagliardo

Categorie: AAA CHE COSA POTETE CERCARE SU HOUNLIBROINTESTA rapida guida al blog

 

Quando il pianista suona l’ultima nota, inizia il silenzio. Quando lo scrittore suona l’ultima parola, inizia la sinfonia delle voci dei lettori.

 

C. G.

 

La voce di un lettore può suonare così: per ascoltare clicca qui.

 

 

Foto di Patrizia Traverso, autrice di Preferisco leggere (Tea).

 

 

Questo spazio si intitola VITE DA LETTORE perché i lettori vivono più vite. Patrizia e io cercheremo di foto-grafare, con le sue foto e i miei brevi scritti, le meraviglie della lettura. Saremo qui ogni martedì, dalle prime ore del mattino.

Per leggere le puntate precedenti, clicca in alto a destra su Categorie: Vite da lettore

 

 

 

Categorie: Vite da lettore

Preparatevi, sta per partire la nuova puntata delle avventure del nostro avvistatore di libri in treno. Qui, su Hounlibrointesta, ogni lunedì. Per leggere le puntate precendenti, clicca in alto su Categorie: Lettori su rotaie.
E voi fate mai caso a quello che leggono le persone sui mezzi di trasporto?


 

 

Lunedì sera sul treno da Milano Centrale a Piacenza c’era una ragazza carina, addosso un abito color malva e le unghie di mani e piedi colorate di rosso acceso, che leggeva il tascabile di Lo potevo fare anch’io (Mondadori) di Francesco Bonami. Io intanto leggevo le cose mie. Poi s’è liberato qualche posto (c’è sempre gente che scende a Lodi) e la ragazza è venuta a sedersi di fronte a me. Solo a quel punto mi sono reso conto che nel leggere sottolineava con attenzione. E mi sono chiesto: ma perché, perché sottolinea con attenzione questo libro tremendissimo? E m’è tornata in mente la breve vita di una rivista bolognese che si faceva qualche anno fa. Si chiamava “Veins Magazine” e io ci collaboravo firmando in ogni numero una recensione in forma di lettera aperta all’autore. Che fosse vivo o che fosse morto, che fosse del presente o del passato, che fosse italiano o straniero. E a Francesco all’epoca (che era un’altra epoca della mia vita) io sul numero 3 avevo scritto, proprio a proposito di questo libro. Ecco qua, tagliando le lungaggini:

 

 

Caro Francesco,

a pagina 159 del tuo libro, Lo potevo fare anch’io. Perché l’arte contemporanea è davvero arte uscito da Mondadori nel 2007 (si tratta dell’ultima di testo prima dell’indice dei nomi) proprio alle ultime righe scrivi: “In fondo, non è né più né meno che un libro contemporaneo che parla della contemporaneità. Avrebbe forse potuto scriverlo qualcun altro, magari uno di voi, ma l’ho fatto prima io”. Be’, sai, mi hai fatto venire in mente Benigni quando a metà dei curiosissimi anni Novanta diceva: “Perché non ho scritto la Divina Commedia? Perché non mi è venuta in mente!”, salvo poi rimediare a metà degli avvilenti anni Duemila avvitando il suo nome a quello di Dante in curiose letture pubbliche davanti a folle oceaniche a tal punto da entrare nella rosa del Nobel, un po’ a rimedio del fatto che sette secoli fa non lo si è dato al fiorentino giusto perché il premio allora non esisteva.

D’ogni modo, ti dirò, io tutto sommato sono contento di non aver scritto questo libro […]. Leggi di più..

Categorie: Lettori su rotaie

VERSI DIVERSI a cura di Isabella Leardini

pochi versi scelti, concentrati – da conservare, far girare – di autori diversi


 

Come ti amo io? Lascia che conti:
ti amo in alto in largo e nel profondo
a cui l’anima arriva di nascosto,
tesa all’Essere e alla Grazia ideale.
Ti amo dentro il più calmo bisogno
di ogni giorno, dal sole alla candela.
Libera come chi cerca giustizia;
E pura come chi fugge gli onori.
Con la passione dei vecchi dolori
ti amo e con la mia infantile fede.
E con l’amore che credevo perso
coi miei perduti santi, col respiro
ti amo, con il ridere e coi pianti
di tutta la mia vita …e se Dio vuole
ancora meglio, dopo, potrò amarti.

 

Elizabeth Barret Browning

 

 

Abbiamo incontrato l’amore di Antonia Pozzi osteggiato dal padre. Un secolo prima un’altra poetessa combatteva la sua battaglia appassionata. Elizabeth Barrett aveva tanti fratelli maschi, un papà severo e possessivo, e non poteva più camminare per una lesione al midollo spinale dopo una caduta da cavallo. Ma mentre lei viveva quasi rinchiusa in una torre, i suoi versi se ne andavano in giro al suo posto, e questa ragazzina prodigio ben presto era diventata una delle poetesse più stimate d’Inghilterra. Elizabeth ha quasi 40 anni quando Robert Browning si innamora di lei dopo aver letto le sue poesie e cerca di incontrarla. Si scrivono, si incontrano, e si innamorano scrivendo e desiderandosi a distanza per due anni. Lui tra l’altro è più giovane di lei di 6 anni, ed il padre di Elizabeth di questa storia proprio non ne vuole sapere. Sapete cosa ha fatto lei? Ha aspettato il momento buono e se l’è sposato di nascosto il suo giovane poeta. Sono scappati insieme a Firenze, dove nonostante la malattia Elizabeth è riuscita perfino ad avere un figlio ed ha vissuto 15 anni di perfetta felicità. La sua è una delle storie più belle e coraggiose che ci siano in poesia e i suoi Sonetti dal portoghese sono tutti piccoli diamanti. La poesia che leggete è famosissima, per questo posso azzardare con un omaggio personale: questa è una traduzione che ho tentato io, in endecasillabi, ma ahimè con un verso di troppo… però se volete una bella edizione vi consiglio quella tradotta da Francesco D’Alessandro con uno splendido scritto di Annalisa Alleva, per l’editore Il Labirinto; premiamo i piccoli editori di qualità che non si stancano di ritradurre e pubblicare opere come questa.

 

 

Categorie: Versi diversi


 

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini


Paolo Piccirillo è nella lista dei migliori scrittori under 40 stilata da Il Sole 24 ore. Ha esordito con il romanzo Zoo col semaforo (Nutrimenti), libro del mese Fahrenheit (Radio tre) marzo 2010. A settembre Paolo rappresenterà l’Italia a Scritture Giovani, lo spazio del Festivaletteratura di Mantova dedicato ai nuovi scrittori europei.

 

 

Ho in testa un libro che da qualche giorno a questa parte mi ha preso per i capelli e mi ha sollevato fuori da casa mia. Fuori dalla finestra.

Mi ha innalzato, mi ha costretto a volare non lasciandomi mai i capelli, aiutandosi anche col mio collo; mi ha fatto male, mi ha stretto forte la gola e mi ha portato più in alto degli aerei e delle stelle, mi ha portato sopra New York e mi ha lasciato sospeso nell’universo, a miliardi di metri di altezza.

Ho iniziato a soffrire di vertigini, e da un po’ di giorni a questa parte vorrei scendere, tornare a casa, ma questo libro ad ogni frase mi ripete: “Let the great world spin”, che è il suo nome in inglese, e in italiano vuol dire più o meno “lascia girare l’immenso mondo” (Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann. Ed. Rizzoli 2010); mi dice quindi continuamente di lasciar stare il mondo, guardarlo dall’alto e tenermi le mie paure, perché è così questo libro: è una continua paura di cadere giù, di crollare, è un fare di tutto affinché questo non accada, è un aggrapparsi ovunque, ad ogni frase ogni parola e ogni verbo.

Ma è anche la scommessa che poi laggiù una volta caduto, a pezzi, deve esserci per forza qualcuno che proverà a raccoglierti.

 

Questo bacio vada al mondo intero mi ha colpito perché ad una straordinaria sapienza narrativa è affiancata una rara profondità dei personaggi. E poi è un libro che mi colpisce da ogni lato, cioè mentre mi emoziono per una frase appena letta, ecco che viene fuori qualcosa di un personaggio che non avevo proprio capito, e mi emoziono ancora di più.

 

 

Ho in testa un romanzo che sto scrivendo proprio in questo periodo.

È la storia di alcuni alberi. Sono alberi malati, inutili, danno frutti marci e foglie sporche.

Allora decidono di farla finita e farsi tagliare via.

Ma poco prima di morire si rendono conto che non sono loro il problema, bensì le radici. E allora faranno di tutto per cambiarle, per averne altre.

Più o meno racconterò questo.

 

 

Categorie: Nella testa degli scrittori

Eccoci alla quarta puntata. Per leggere le puntate precedenti, clicca in alto a destra su Categorie: Non avere paura dei libri. Christian Mascheroni, scrittore e autore televisivo, sarà con noi ogni quindici giorni. Buona lettura!

 

 


 

NON AVERE PAURA DEI LIBRI di Christian Mascheroni

quarta puntata: Eva, berretto di lana

Era una scrittrice senza penna, Eva. Aveva la necessità di girare le pagine della famiglia senza temere di arrivare alla fine del libro.



 

Era figlia, mia madre.

Era figlia di un romanzo incompiuto, sospesa fra le premesse di una famiglia senza cardini e le promesse di un lieto fine.

Era nata da due punti, e tutta la vita, a capo.

Era nata da Robert J., un ex cuoco, ex fotografo ed ex giornalista che ancorava l’affettività alla razionalità e alla scientificità permeabile dei libri. Lui era il nonno, il mio Opa.

Era nata da Margarethe, una donna dai capelli ramati che indossava l’esistenza come uno scialle, con leggerezza; lei stessa, fatta della stoffa della leggerezza umana. Lei era la nonna, la mia Omilein.

I ricordi che ho partono dal momento in cui loro erano già pagine distinte, staccate dalla filigrana della famiglia. Quando soggiornavo per vacanza a Vienna con i miei genitori, si andava a trovarli separatamente. Bastava spalancare le porte delle loro abitazioni per capire che, da tempo, i loro mondi erano scissi. La casa del nonno fagocitata da volumi antichi, mappe e fogli dove disegnare la permanenza dell’infanzia. Quella della nonna, un appartamentino elegante, spoglio, dove i libri erano patinati, dalle copertine lucide per riflettere un’immagine di sé inarrivabile.

Eva –la piccola Jean Seberg dallo sguardo di Pippi Calzelunghe- era semplicemente la divergenza di quei due spiriti, cresciuta negli anni Cinquanta e Sessanta nell’odore osmotico dell’inchiostro e della carta della cartoleria che i nonni avevano in centro a Vienna. L’agiatezza che aveva intriso le maglie già larghe della famiglia Cerny svanì tuttavia presto, lasciando a mia madre lo spazio di un coriandolo per dare un posto allo smarrimento che provò per il resto della sua vita. A lei –la viennese che adorava immedesimarsi nelle sfacciate eroine dei libri adulti di Margery “Bianca e Bernie” Sharp- era rimasto il vuoto di due rapporti senza partitura musicale, distonici, che nel tempo aveva cercato continuamente di riscrivere. Era una scrittrice senza penna, Eva. Aveva la necessità di girare le pagine della famiglia senza temere di arrivare alla fine del libro. Ancora ricordo quando si accigliava e sospirava perché aveva finito un libro che le alleggeriva il peso dell’anima, come quelli di Michael Crichton –Congo e Sol Levante, in particolare- o un setoso Bompiani degli anni ’80. Restava a guardare il libro chiuso a lungo, con la sigaretta fra le labbra, i capelli biondi scomposti sulla fronte umida. Leggi di più..

Categorie: Non avere paura dei libri

La scrittrice Barbara Garlaschelli è qui con noi, su Hounlibrointesta, ogni mercoledì. Per parlarci del suo amore per i libri e dei libri che parlano d’amore.

 

 

LA LETTRICE INNAMORATA
di Barbara Garlaschelli

 

Scriveva Simone de Beauvoir: “Non si nasce donne: si diventa.” Tenete a mente questa frase quando arriverete alla fine di questo articolo. E, magari, anche dopo.

 

Domenica, a pranzo, chiacchieravo con un amico. Parlavamo del rapporto tra le donne e gli uomini, in relazione a loro stessi e all’altro sesso. Io sostenevo che noi donne abbiamo ancora molta strada da fare per raggiungere la sempre citata “parità”; lui sosteneva che sì, era vero, che però noi donne siamo capaci di essere solidali mentre gli uomini no. Io ho espresso i miei dubbi anche sulla solidarietà, che secondo me può esistere solo nel momento in cui esiste la possibilità di scegliere con libertà, se no si chiama fare gruppo per sopravvivere e non per condividere. E da lì tanti discorsi vecchi e nuovi, un po’ di stereotipi, un po’ di analisi più profonda, di certo un bel confronto.

 

Poi, inizio a leggere Donne che abbaiano e mordono (Le tragicomiche avventure di Carmen e le altre) di Ana Manrique (Sonzogno) e come capita spesso, almeno a me, la vita s’incrocia con la letteratura. Il libro di Ana Manrique è un boccone indigesto, soprattutto per noi donne.

 

Ma prima di condividere con voi alcune riflessioni, vi do una quadro della storia: ci sono tre donne molto diverse tra loro – per stato sociale, educazione, vita, cultura – che si incrociano e scontrano, più che incontrano: Carmen, la donna delle pulizie, maltrattata dal marito, con tre figli, uno dei quali psicopatico, alla spasmodica ricerca di un modo per potersi liberare dalle vessazioni famigliari e riconquistare la propria dignità; Rebeca la donna ricca che per vicissitudini varie decade (secondo la sua ottica) dalla posizione di ricca borghese che disprezza il lavoro, a quella di lavoratrice, la donna illuminata e progressista, critica e sconfitta; Susana, la manager perfetta che si scopre tradita e che da quel momento consuma la sua vita alla ricerca della vendetta, per cadere, invece, in un’ossessione che la distruggerà. Leggi di più..

Categorie: La Lettrice Innamorata