Ho un libro in testa

13ago
2011

Avviso ai Naviganti: occhio al pesce che nuota nell'aria

Cari Naviganti di Hounlibrointesta, per qualche giorno lascio Il Deserto dei Tartari, la vuota Milano. Andrò in montagna, su uno di quei picchi che vedete dipinti da Buzzati, dove internet non arriva, e quindi non potrò collegarmi al blog, ma di certo lo avrò sempre in testa. Un saluto, buon Ferragosto, post Ferragosto, e soprattutto grazie a tutti voi, per i vostri interventi, per i vostri commenti, perché con voi questo blog sta diventando un luogo sempre più ricco di incontri. Un posto che riunisce e unisce occhi e sguardi diversi del mondo dei libri.

 

Lascio una mappa per chi, navigando nel web, in questi giorni dovesse arrivare su Hounlibrointesta per la prima volta, o per chi ha voglia di farsi un giro con più calma qua e là.
Cliccando nelle categorie, trovate: Cronache dalla libreria di Monica Zanfini, ovvero l’occhio del libraio;  Il corso di scrittura (ma anche di lettura) di Elena Varvello, scrittrice e docente della scuola Holden; La Lettrice Innamorata, i libri che hanno conquistato il cuore della scrittrice Barbara Garlaschelli; Lettori su rotaie, i libri che le persone leggono sui mezzi di trasporto, avvistati dallo scrittore Gabriele Dadati; Nella testa degli scrittori di Caterina Morgantini, i libri che gli scrittori hanno in testa perché li hanno letti e amati e perché li stanno scrivendo; Non avere paura dei libri, il racconto autobiografico a puntate di Christian Mascheroni, scrittore e autore televisivo, ovvero la storia di come è nata la passione per i libri. Ognidove, i primi appuntamenti di Davide Sapienza, scrittore viaggiatore; Versi diversi, i versi di diversi poeti scelti dalla poetessa Isabella Leardini; Vite da lettore, i ritratti fatti ai lettori in giro dalla fotografa Patrizia Traverso. E poi Scelto dall’autore, Vi racconto il mio libro, A pag… brani da leggere. E varie altre cose che potrete scoprire cliccando nelle altre voci delle categorie, un percorso in fieri.
Ci rivediamo martedì 23 agosto. A settembre, ve lo annuncio già, avremo anche il punto di vista di Elisabetta Migliavada, che ci racconterà le sue giornate di editor. E poi un’ombra particolare e poi…

 

Parto e vorrei lasciare un pensiero per tutti, per chi si trova al mare, in montagna, in città, o chissà dove. E se è vero che tutti noi che siamo qui abbiamo dei libri in testa, è anche vero che ovunque siamo sopra le nostre teste c’è il cielo. E quindi vi saluto con un pesce che ha l’abitudine di navigare nell’aria.

Chicca Gagliardo

 

 

 

I pesci che vivono al di là dell’acqua

dal libro Gli occhi degli alberi di Chicca Gagliardo e Massimiliano Tappari (Ponte alle Grazie).

 

La quasi totalità dei pesci conosce solo la realtà liquida del Pianeta sommerso. A parte i brevi momenti in cui, attraversando con un salto la superficie dell’acqua, riescono a toccare l’inconsistenza dell’aria.
Alcuni pesci, attratti dall’esistenza che è al di là, hanno modificato il proprio corpo. Tra questi, i più singolari sono tre: il Pesce volante, il Perioftalmo e il Pesce celeste (vedi foto in alto).

 

Il Pesce volante ha sviluppato ampie pinne pettorali che si spiegano come ali. Si leva dal mare spiccando il volo e volando può percorrere centinaia di metri. Poi si rituffa portando con sé l’odore delle brezze.

Il Perioftalmo ha scelto la terraferma. Lo attirano i rami, come un uccello. Erroneamente viene spesso considerato un anfibio, invece è un pesce: respira l’ossigeno disciolto nell’acqua che immagazzina nella grande bocca e nelle camere branchiali. Amante dei raggi solari, il Perioftalmo vive sulle mangrovie abbracciato ai rami, con le pinne che ha trasformato in piccole zampe.

Il Pesce celeste ha scelto la profondità del cielo. Respira l’ossigeno presente nell’acqua delle nuvole, che sempre segue.

Il corpo è affusolato, per opporre meno resistenza al flusso delle correnti del vento, ed è ricoperto di scaglie lisce e argentate che come tanti specchi riflettono le sfumature del cielo: le venature rosee dell’alba, l’azzurro terso del mattino, il blu indaco delle notti estive. Quando al tramonto il sole si immerge nel mare, la testa è rosso fuoco, la pinna caudale dorata e poi viola.

Il Pesce celeste è ermafrodito, sia maschio sia femmina, può autoriprodursi fecondando le proprie uova che disperde nell’aria.

Sopra il dorso si è sviluppato un aculeo ricurvo, retrattile, che usa come timone. Quando viveva nell’acqua, l’aculeo era corto e appuntito come una freccia, gli serviva per attaccarsi alle prede e divorarle. Da quando è avvenuta la metamorfosi, il Pesce celeste si nutre d’aria e di pace. È diventato immortale.

La vita immortale finisce appena riaffiora l’istinto predatorio. Allora il corpo color del cielo si inclina e precipita.

 

Categorie: appuntamento

Commenti