Ho un libro in testa

Archivio: febbraio 2012

La scrittrice Barbara Garlaschelli è qui con noi, su Hounlibrointesta, l’ultimo mercoledì di ogni mese. Per parlarci del suo amore per i libri e dei libri che parlano d’amore.

 


 

LA LETTRICE INNAMORATA
e Malacrianza di Giovanni Greco (Nutrimenti)

 

Che stai facendo? Che stai facendo? È la domanda cantilena che ha accompagnato molti di noi nell’infanzia. E sempre perché facevamo qualcosa di sbagliato, o che a noi pareva giusto ma ai grandi no.

Che stai facendo? è uno dei nodi che tornano e tornano nelle storie spezzate dei piccoli protagonisti, spesso senza nome, nel bellissimo e feroce romanzo di Giovanni Greco  (premio Calvino 2011).

In un mondo di adulti feroci e invisibili, i bambini si aggirano con il loro bagaglio di esperienze, di mondo sottosopra – come Nord, Sud, Est, Ovest i quattro che vivono le loro notti nelle fogne sotterranee della città -, di armi affilate per la sopravvivenza.

Una geografia fisica e umana di sopraffazioni e spicchi di solidarietà (ma che sono solo briciole nell’enorme padella vuota di cibo e sentimenti servita dagli adulti a questi bambini) che s’intrecciano, si spezzano, si ricompongono nell’affresco dolente ritratto da Greco.

Una lingua che si reinventa a ogni pagina pur utilizzando parole note. E’ la Malacreanza che diventa creanza e poi criancia che affama e consuma e viene rincorsa dai protagonisti per riuscire a decifrare un universo di violenza il cui significato sfugge loro in continuazione.

L’innocenza con cui i bambini subiscono le peggiori umiliazioni e violenze sono rimandate al lettore da una scrittura limpida come cristallo e complicata come un ricamo.

E poi ci sono i pensieri “normali”, quelli che tutti abbiamo pensato a sette, otto anni. E le immagini che ci hanno accompagnato: il topino dei denti, le ostie depositate nella bocca in riti incomprensibili e ipnotici durante messe lunghissime, le preghiere ripetute a memoria e mai capite…

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Categorie: La Lettrice Innamorata

I lettori si stanno trasformando, i libri si fanno sempre più digitali. E siccome non tutto il futuro vien per nuocere, Giulio Passerini ci spiegherà come usarlo al meglio. Sarà con noi il mercoledì mattina, ogni quindici giorni. Giulio Passerini collabora come ufficio stampa per le Edizioni E/O, coordina per conto del CRELEB (Centro di Ricerca Europeo Libro, Editoria e Biblioteca dell’Università Cattolica) i progetti riguardanti l’editoria digitale e tiene un blog, Who’s the reader?, su cui scrive di copertine e grafica editoriale.

 

I VESTITI NUOVI DEL LETTORE
L’editore tradizionale è ammalato? Macché, ha gli hypercorpi
di Giulio Passerini

 

A riprova che la tradizionale editoria cartacea ha solo da guadagnare sposando il digitale, vi segnalo tre novità su tutte:

Dopo il grande successo della Garzantina universale per Iphone, l’editore Garzanti torna alla carica con Timeline l’app per Ipad dedicata alla cronologia universale: oltre 5000 anni di storia, 1300 eventi e le biografie di 14.000 personaggi per imparare con un touch. Fra l’altro fino al 4 marzo con uno bello sconticino (1,99 invece di 4,99). Scaricabile da qui.

 

I ragazzi delle edizioni :duepunti (instancabili, ammirevoli, bravissimi e super cartacei) si danno al digitale con Hypercorpus. Ecco come raccontano la nascita di questo nuovo progetto:

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Categorie: I vestiti nuovi del lettore

È appena uscito il nuovo romanzo, Uccidere il padre, e Amélie Nothomb è arrivata in Italia.

Vedere e ascoltare Amélie dal vivo è sempre un enigmatico e affascinante gioco di specchi, di riflessi e riflessioni. Ti sembra di conoscere un’Amélie (quella che appare nei libri: tagliente, spietata) ed ecco che se ne svela un’altra (quella in carne e ossa: di una gentilezza rara e sublime, un altro lato sorprendente, ancora controcorrente).
Se siete a Milano, venite ad ascoltarla: alle 18.30 saremo insieme alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte. Parleremo del suo ventesimo libro: Uccidere il padre (edito da Voland, la casa editrice che la pubblica dall’inizio, il 1992, e che per questo ringraziamo). Una storia come sempre spiazzante, che ha per tema la magia, l’arte di barare, la ricerca dell’amore assoluto, i rapporti di sangue quando non sono davvero di sangue e per questo sono più dolorosi, e tutto il misterioso senso dell’esistenza.
E così di Amélie in forma di romanzo adesso ce ne sono 20.

Ci sono anche altre tappe che potete trovare qui.

Un consiglio: i libri di Amélie Nothomb vanno letti almeno due volte. La prima per seguire la trama e divertirsi con gli immancabili, agghiaccianti colpi di scena.

La seconda volta per cercare quelle verità nitide che Amélie coraggiosamente dissemina tra le pagine e concentra in pochissime righe, rovesciando e rompendo gli schemi. Come quando, in Uccidere il padre, scrive:

“Viviamo con questo malinteso, che ciascuno possieda un corpo”.

Che cosa significa? Per trovare la risposta, ribaltatevi, riflettete e riflettetevi. 

 

Noi qui su Hounlibrointesta ci diamo appuntamento con Amélie Nothomb lunedì pomeriggio: vi racconterò cos’è successo con l’Amélie in carne e ossa. Segue punto interrogativo.

Chicca Gagliardo

 

 

 


Categorie: appuntamento

Gabriele Dadati è qui con noi, su Hounlibrointesta, ogni lunedì. Per sapere che cos’è Catene di smontaggio leggi la prima puntata qui.


 

 

CATENE DI SMONTAGGIO di Gabriele Dadati

 

Spesso, parlando di come funziona una storia, si dice che il meccanismo riposa su un conflitto: un personaggio A desidera quella stessa cosa che desidera anche un personaggio B, e la storia che si racconta è la storia del loro confrontarsi o scontrarsi perché o A o B abbiano la cosa contesa, oppure che nessuno dei due l’abbia, oppure che salti fuori una forma alternativa di possesso. A volte, stando in aula, mi è capitato di spiegare che anche un romanzo di formazione funziona così, in fondo: il personaggio A (il giovane protagonista) vuole raggiungere una qualche cosa (la maturità, che si concretizza in possibilità, possessi, prospettive che prima non c’erano) e deve vedersela con il personaggio B, che gli mette i bastoni tra le ruote. Chi è il personaggio B? Il personaggio B è il mondo stesso, gli altri, le prove da affrontare, i disguidi e tutto quanto. Che nell’opporsi ad A di fatto lo trasformano e sono proprio il tramite per raggiungere la cosa desiderata, cioè il diventare grandi (si pensi a come si vedono bene i meccanismi di questo tipo nel film La ricerca della felicitàdiretto da Gabriele Muccino e interpretato da Will Smith).

 

Ora, in una compravendita di una casa, A vuole che B compri l’immobile, B vuole che A gli venda l’immobile, e tutto il contendere sta solo attorno al prezzo. Di fatto, sembra un motore romanzesco da poco, perché sia A sia B vogliono la stessa cosa: che si perfezioni l’affare. Ci si trova, cioè, nella tipica situazione win-win, in cui entrambe le parti avranno soddisfatta la loro voglia. Tuttavia, Alessandra Sarchi mette proprio un meccanismo del genere a reggere il suo romanzo d’esordio dal rothiano titolo Violazione (Einaudi, 2012). Un romanzo bello e ben scritto, dove il fuoco del conflitto riposa sotto le ceneri invece che mostrarsi mentre divampa: perché la casa che si vende non è quel che appare, perché chi la vende non è come appare, perché chi compra ha una voglia malintesa nel comprare, perché un nugolo di personaggi minori gira attorno senza fare altro che girare, vale a dire senza trovare un vero scopo nella vita (sia negli uffici sia fuori dagli uffici). E così la limpidezza del meccanismo sprofonda a un livello più occulto, le contrapposizioni sono una febbre sotterranea che percorre tutte le cose. Non c’è violenza (oddio, veramente sì, tutto sommato c’è anche quella: ma è come l’eruzione improvvisa, quando quel che conta è la lava che corre sotto la crosta per tanto tempo), c’è appunto la violazione.

 

Questo romanzo che parla di bene e di male è un romanzo bello da leggere, e istruttivo. Dunque, lo si consiglia.

Categorie: Catene di smontaggio

Ogni domenica, Marco Corrias, giornalista e scrittore, pubblica uno o due capitoli del suo romanzo storico, inedito e ancora senza titolo. L’intento è quello di coinvolgere voi lettori in una sorta di editing collettivo. Insomma, riscriviamo insieme questo romanzo.
Per leggere
la trama clicca qui. Per leggere i capitoli precedenti vai a Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo

 

I vostri commenti

Mariano da Sassari mi scrive che il titolo del capitolo 18 (dove si racconta come si costruisce una trappola) non è adeguato al contenuto “perché sembra precorrere dei fatti al momento oscuri”. Sono d’accordo con lui. Ne proporrò uno più adeguato. Laura invece entra direttamente nel merito del linguaggio: “Va bene l’uso di una forma un po’ arcaica, ma forse è bene riservarla solo ai dialoghi dei personaggi e non al racconto. Quando si usa la parola “novella”, invece di notizia, si ha un senso di straniamento rispetto allo scorrere del racconto”. Cara Laura, in parte è vero quel che rilevi, ma questo è dovuto al fatto che chi racconta non è un’entità astratta, ma come ho scritto nel primo capitolo si tratta di Alceo. Prometto che ci starò attento. Grazie infine anche a Doriana che ha apprezzato una frase sull’amicizia e la descrizione di alcune scene in cui si parlva di profumi. Alla prossima.
Marco

 

 

Capitolo 19

(dove si racconta dei dubbi di Pungiglione su Lupo)

 

I giorni alla masseria trascorrevano tediosi e sempre più corti. Pungiglione aveva preso l’abitudine di scrivere per qualche ora al giorno. Sentiva il bisogno di raccontare, anche solo a sé stesso, i fatti che in quegli anni avevano così di netto modificato il corso della sua vita.

Si era battuto con la sua famiglia per stabilirsi a Firenze e si trovava a vivere a Roma. Voleva fare lo scultore e ora l’unica attività legata alle arti era quello scrivere che gli placava l’ansia del vivere. Aveva giurato che mai si sarebbe servito della spada per superare gli inciampi che costellano la vita e si era ritrovato spergiuro. Aveva contato su un amico e quell’amico era diventato il suo accusatore. Aveva diffidato di uno sconosciuto che riteneva un nemico e ora quello s’era trasformato in suo amico e protettore.

Era un altro uomo il Pungiglione che ogni giorno attendeva novità e scrutava con malcelata ansia la strada polverosa e solitaria che tra due filari di pini conduceva alla masseria.

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Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo

VERSI DIVERSI a cura di Isabella Leardini

versi – da conservare, far girare – di autori diversi

 

 

 

 

 

perché è tutto vero non
esiste ciò che si perde e manca
ciò che ascolti e lasci
in corsa nel buio
ritorni svelta tra i tuoi ombrelli
li tieni
io so che tu ci sei
ma non è tempo per starti
a guardare
ritorna
ritorna la cosa che tiene sospesi
gli uccelli

così limpidi nel freddo volo
come stasera fuori dalle piazze
nuvole e muri
e tu che sei la gente che passa
il bus di vetro fuori
scavato dal peso – ero io
il veleno che intossica le cose
ero io nella voce
imperfetta delle rive
che muovono i tronchi di mare

 

Roberta Sireno
da Fabbriche di vetro
(Raffaelli Editore)

 

 

Chi ha scritto questi versi? Qualche poetessa russa di inizio secolo? Un astro perduto che oggi torna come quei tronchi riportati a riva? Da dove viene questa voce potente, frantumata e fuori dal tempo? Comprate questo libro facendo una scommessa con me. Un giorno potreste dire sorridendo di avere la prima edizione del primo libro di Roberta Sireno… Così come io sorrido nel leggerlo, perché non si può che essere felici di fronte a un’opera prima così piena di presagi. Non sono una che fa recensioni entusiaste a tutti i giovani, non credo sia salutare e non sono di gusti facili. Ma questa volta devo essere onesta con le mie sensazioni: se non si perderà e terrà vivo l’incendio di vetro che la brucia, Roberta Sireno diventerà un grande poeta. Adesso è una ragazza di 25 anni, che segue il suo dono come una stella guida, con l’euforia dei bambini e la decisione di chi si sente nato per essere questo. Nel mito ai grandi visionari quasi sempre è stato tolto un senso comune. Roberta per me è una creatura del genere. Quando legge le sue poesie fa venire i brividi: sentiamo la musica delle parole che le sale dagli abissi.

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Categorie: Versi diversi

La nuova puntata della rubrica Le giornate di un editor. Ogni venerdì su Hounlibrointesta potremo seguire Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti, e vedere da vicino com’è il lavoro di un editor e come nascono i libri.
Per leggere le puntate precedenti vai in alto a Categorie: Le giornate di un editor.

 

 

LE GIORNATE DI UN EDITOR Toglietemi tutto, ma non il mio quaderno con le mele
di Elisabetta Migliavada

 

 

A parte lo spruzzino per il naso che vedete in primo piano (ebbene sì, ho ancora il raffreddore, accidenti a me!), la foto sopra ritrae il mio fedele amico, l’oggetto da cui non mi separo mai ( e che perdo sempre ma poi ritrovo, per fortuna). Si tratta del mio bloc notes. Un piccolo quaderno in tela con sopra disegni bucolici di mele (sì, sono una romanticona, io), dove scrivo di tutto. Lo so, siamo ai tempi dell’iPad, dei computer, dei BlackBerry, ma io non ci rinuncio, non voglio rinunciarci, un bel quaderno dove scrivere appunti è il migliore degli amici. Elenchi, idee, cose da fare, appunti presi durante le riunioni, persone che devo incontrare, numeri telefonici, email. Leggendo quelle pagine, persino uno Sherlock Holmes dilettante, riuscirebbe a ricostruire le mie giornate. Ci scrivo tutto. Ma proprio tutto. E pensandoci, mi rendo conto che vi ho parlato della mia valigia, vi ho parlato dei miei no, vi ho parlato dei miei tacchi (a proposito, ieri, mentre andavo a pranzare con un’autrice, anche un altro paio di stivali ha deciso di lasciarmi.). Ma non vi ho parlato della mia giornata e il titolo di questa rubrica è proprio la giornata dell’editor.

Ebbene, che faccio io in una giornata?

 

Ore 9.00 Arrivo in ufficio. Ormai l’ho capito: il computer risente del mio umore. Se sono arrabbiata, non si accende. Quindi il segreto è questo: entrare e, come primissima cosa, sorridere al computer. Poi fare un cenno anche alla pianta accanto alla sedia, che altrimenti si sente trascurata (anche questo è provato, vi assicuro). Bene, se queste prime operazioni sono avvenute con successo, procedo a controllare la posta in arrivo. Ho già guardato le email dal BlackBerry, forse ho già risposto a quelle più urgenti, ma ce ne sono molte altre che devo spulciare.

 

Ore 10.00 C’è un libro urgente, è arrivato stanotte mentre sognavo di allevare barboncini (è un sogno ricorrente, se c’è uno psicologo tra voi si faccia avanti). Va guardato subito. Nel frattempo, in base alla storia e a una veloce scorsa delle prime pagine, decido già se altri giunti vanno mandati in lettura o scartati.

 

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Categorie: Le giornate di un editor

Mentre si avvicina la notte degli Oscar, Christian & Eva si riempiono gli occhi di film e libri.
Ognuno di noi è diventato un lettore appassionato grazie a chi ha saputo trasmettere la magnifica passione. Christian Mascheroni, scrittore e autore televisivo, ci fa entrare nella sua famiglia, tra ricordi, emozioni, figure straordinarie che fanno innamorare (ancora di più) dei libri.
Per leggere le puntate precedenti, vai a Categorie: Non avere paura dei libri.
Christian sarà con noi ogni quindici giorni. Buona lettura!

 

NON AVERE PAURA DEI LIBRI di Christian Mascheroni

Ventunesima puntata Ciak, Eva in scena


Eva contro Eva.

Eva, la viennese senza maschere da palcoscenico, era il volto di quelle donne che ti aspetti di vedere sullo schermo di un cinema di periferia, un film d’essai, piano sequenza. Non sapevi mai quale battuta avrebbe pronunciato dopo un ciak, non c’era copione che rispettava. Recitava seguendo un canovaccio che il pubblico le porgeva di volta in volta, involontariamente, chiedendole un’ora di felicità. Non importava se non fosse la sua, non era richiesto all’attrice di condividere. Nessuno aveva colpa, perché a nessuno veniva in mente che dietro una risata ci potesse essere una bocca serrata dalla paura di non essere quella risata invocata. E allora Eva, anche se aveva appena finito di deglutire una giornata di supplizi interiori, appena il motore girava, dava vita a monologhi esilaranti, per i suoi studenti, per i passanti, per i negozianti, per gli sconosciuti. E più tutti ridevano grati di quella commedia dai ritmi perfetti, più lei si sentiva in grado di restare su quel palcoscenico che era la sua imperfetta, maledetta vita da spettatrice.

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Categorie: Non avere paura dei libri

Inizia oggi la prima puntata della nuova rubrica di Marta Perego: Incontri ravvicinati del tipo “scrittore famoso”. Si parte con Jonathan Safran Foer (da un suo libro è tratto il film Molto forte incredibilmente vicino, che domenica sarà alla notte degli Oscar) e si proseguirà, qui ogni quindici giorni, con una serie di illustrissimi nomi della letteratura internazionale. Visti molto da vicino.

Capri, Marta & Jonathan.

 INCONTRI RAVVICINATI DEL TIPO SCRITTORE FAMOSO: JONATHAN SAFRAN FOER
di Marta Perego

Domenica sera è la notte degli Oscar. Ci sono tanti bei titoli che si contendono la statuetta come Miglior Film, ma è di uno in particolare che vi voglio parlare. Si tratta di Molto forte incredibilmente vicino di Stephen Daldry (quello di Billy Elliot, The Hours e The reader), con Sandra Bullock e Tom Hanks. Alcuni miei amici fidati l’hanno visto alla Berlinale e dicono che è così così. È tratto però da un romanzo bellissimo di Jonathan Safran Foer. Un libro che riesce a trattare con leggerezza un tema pesante come un macigno: l’attacco alle torri gemelle.

Io non so come fa Foer ad essere così bravo ( ed non ha sbagliato un libro, a me son piaciuti tutti sia Ogni cosa è illuminata che il saggio Se niente importa). Ma so come muove le mani quando parla. E lo so perché l’ho incontrato, sotto un meraviglioso sole di una Capri al massimo del suo splendore.

E, nell’attesa della notte degli Oscar (tra lustri paillettes e sogni di cinema), vorrei ricordare quest’incontro con voi…

La prima cosa che pensi è: come fai  ad avere 34 anni (Ndr. oggi 35 compiuti il 21 febbraio- AUGURI JONATHAN) con quegli occhialini rotondi da maghetto incompreso e la barba a chiazze? La seconda: come mai siamo a Capri, ci sono quasi 40 gradi, io quasi non riesco a tenermi la maglietta addosso e tu indossi questi terribili gambaletti blu di cotone pesante abbinati a degli altrettanto inguardabili mocassini marroni? La terza: come mai, nonostante tutto- i tuoi abiti imbarazzanti e i capelli spettinati-, mi tremano le ballerine a pensare che davanti ho davvero te, Jonathan Safran Foer, scrittore cult, mito di una generazione che guarda caso è proprio la mia?

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Categorie: Incontri ravvicinati del tipo "scrittore famoso"

I lettori si stanno trasformando, i libri si fanno sempre più digitali. E siccome non tutto il futuro vien per nuocere, Giulio Passerini ci spiegherà come usarlo al meglio. Sarà con noi il mercoledì mattina, ogni quindici giorni. Giulio Passerini collabora come ufficio stampa per le Edizioni E/O, coordina per conto del CRELEB (Centro di Ricerca Europeo Libro, Editoria e Biblioteca dell’Università Cattolica) i progetti riguardanti l’editoria digitale e tiene un blog, Who’s the reader?, su cui scrive di copertine e grafica editoriale.

 

 

 

I VESTITI NUOVI DEL LETTORE
I libri? Facciamoli in crowdfunding!
di Giulio Passerini

 

Quante volte vi è capitato di leggere all’estero un bellissimo libro e scoprirlo poi non disponibile in italiano? O di cercare un volume ormai fuori catalogo? O ancora di avere l’idea per una straordinaria pubblicazione ma troppo costosa per un editore?
Rimboccatevi le mani perché la soluzione è arrivata: si chiama crowdfunding. Il nome è cool, ma in fondo non si tratta di niente di molto diverso della colletta della parrocchia: si crea l’annuncio con la descrizione del progetto, lo si mette online, si apre ai contributi di chi vuol partecipare e una volta raccolti fondi a sufficienza si da il via al progetto avendo cura di ringraziare chi ci ha dato una mano e ripagandolo con i risultati del nostro lavoro.
Siti come Kapipal, Produzionidalbasso o Unglue si occupano proprio di questo. Le prime due sono piattaforme che permettono di raccogliere fondi per progetti di ogni tipo (per un’inchiesta giornalistica, per girare un documentario, per pubblicare un libro…) perfette per finanziare un’autopubblicazione, un volume commemorativo, un libro fotografico troppo costoso per un editore ecc… i contribuenti potranno essere poi ripagati, secondo l’entità dell’investimento iniziale, con un’edizione in brossura o rilegata, con allegati speciali o grafica personalizzata, e così via.
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Categorie: I vestiti nuovi del lettore