La nuova puntata della rubrica Le giornate di un editor. Ogni venerdì su Hounlibrointesta potremo seguire Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti, e vedere da vicino com’è il lavoro di un editor e come nascono i libri.
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LE GIORNATE DI UN EDITOR Toglietemi tutto, ma non il mio quaderno con le mele
di Elisabetta Migliavada
A parte lo spruzzino per il naso che vedete in primo piano (ebbene sì, ho ancora il raffreddore, accidenti a me!), la foto sopra ritrae il mio fedele amico, l’oggetto da cui non mi separo mai ( e che perdo sempre ma poi ritrovo, per fortuna). Si tratta del mio bloc notes. Un piccolo quaderno in tela con sopra disegni bucolici di mele (sì, sono una romanticona, io), dove scrivo di tutto. Lo so, siamo ai tempi dell’iPad, dei computer, dei BlackBerry, ma io non ci rinuncio, non voglio rinunciarci, un bel quaderno dove scrivere appunti è il migliore degli amici. Elenchi, idee, cose da fare, appunti presi durante le riunioni, persone che devo incontrare, numeri telefonici, email. Leggendo quelle pagine, persino uno Sherlock Holmes dilettante, riuscirebbe a ricostruire le mie giornate. Ci scrivo tutto. Ma proprio tutto. E pensandoci, mi rendo conto che vi ho parlato della mia valigia, vi ho parlato dei miei no, vi ho parlato dei miei tacchi (a proposito, ieri, mentre andavo a pranzare con un’autrice, anche un altro paio di stivali ha deciso di lasciarmi.). Ma non vi ho parlato della mia giornata e il titolo di questa rubrica è proprio la giornata dell’editor.
Ebbene, che faccio io in una giornata?
Ore 9.00 Arrivo in ufficio. Ormai l’ho capito: il computer risente del mio umore. Se sono arrabbiata, non si accende. Quindi il segreto è questo: entrare e, come primissima cosa, sorridere al computer. Poi fare un cenno anche alla pianta accanto alla sedia, che altrimenti si sente trascurata (anche questo è provato, vi assicuro). Bene, se queste prime operazioni sono avvenute con successo, procedo a controllare la posta in arrivo. Ho già guardato le email dal BlackBerry, forse ho già risposto a quelle più urgenti, ma ce ne sono molte altre che devo spulciare.
Ore 10.00 C’è un libro urgente, è arrivato stanotte mentre sognavo di allevare barboncini (è un sogno ricorrente, se c’è uno psicologo tra voi si faccia avanti). Va guardato subito. Nel frattempo, in base alla storia e a una veloce scorsa delle prime pagine, decido già se altri giunti vanno mandati in lettura o scartati.
Ore 11.00 Riunione con il marketing per parlare di un libro su cui puntiamo moltissimo. Come tutte le mattine, mi pento immediatamente di aver preso un caffè alla macchinetta e mi riprometto che sarà l’ultima volta
Ore 12.00 Sono in ritardo con un risvolto. La redazione me lo chiede con insistenza. Ci vuole un caffè. Argh.
Ore 12.30 La grafica mi ha mandato diverse prove di copertina. Una mi piace molto. Le inoltro agli altri, per fare un sondaggio e capire se la pensano come me.
Nel frattempo arriva un libro nuovo, uscirà tra quindici giorni, è la staffetta di un esordio a cui tengo moltissimo. Lo prendo, lo annuso, vedo se va tutto bene sul piatto, cioè la copertina, e sul retro. Quindi, lo poggio sullo scaffale della mia caotica libreria bene in vista. È una sorta di rito scaramantico, lo faccio sempre. E, a proposito di riti scaramantici, tocco i due amichetti qui sulla scrivania, la coccinella e il guerriero lego.
12.45 La copertina che a me piaceva tanto purtroppo non piace altrettanto ai miei colleghi. Chiamo la grafica, cerchiamo di capire in che direzione andare.
Ore 13.00 Corro fuori dalla casa editrice. Ho un pranzo con una scrittrice straniera dagli occhi verdi che è in visita in Italia per promuovere il suo libro. Sono di corsa, ma felice: non vedo l’ora di chiacchierare un po’ con lei.
Ore 14.30 Torno in ufficio. Riunione con l’ufficio stampa. Hanno invitato una nostra autrice a un festival, e le devo scrivere per spiegarle di cosa si tratta.
14.30-17.00 Passo il pomeriggio tra email e telefono: è in arrivo la fiera del libro di Londra e ho una sequela di appuntamenti da fissare.
Ore 18.00 La grafica mi ha mandato una nuova copertina: sono sicura che questa volta piacerà, è ancora meglio dell’altra. La invio.
Ore 18.15 Mi chiama la scout americana: parliamo delle novità e mi chiede come va il mercato.
E poi, consapevole di non essere riuscita a finire tutte le cose che mi ero ripromessa di fare oggi, corro fuori. C’è una presentazione, è l’autrice dagli occhi verdi!
Ore 20.00 La presentazione è andata benissimo. Ora sono a cena con l’autrice e alcuni librai.
Ore 23.00 La cena finisce e prendo il primo caffè decente della giornata. E so che non dormirò.
Ma tanto c’è ancora quel libro urgente da leggere….
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