Ho un libro in testa

Archivio: aprile 2012

Gabriele Dadati è qui con noi, su Hounlibrointesta, ogni lunedì mattina. Per sapere che cos’è Catene di smontaggio leggi la prima puntata qui.

CATENE DI SMONTAGGIO di Gabriele Dadati

Sabato scorso entro in una libreria dell’usato di Piacenza – la Torre dei libri – e vedo in bella mostra La controvita di Philip Roth nella recente edizione dei Supercoralli Einaudi. Non ci penso su neppure un minuto, non mi pongo il problema di conoscere la trama del romanzo, lo prendo in mano e lo pago.

Uscito, leggo il risvolto: “Quale che sia il loro scenario, tutti i personaggi della ‘Controvita’ si confrontano con l’incessante tentazione di un’esistenza alternativa che possa ribaltare il loro destino.

A illuminare queste vite in transizione e a guidarci fra i suggestivi panorami del libro, familiari o alieni che siano, c’è la mente dello scrittore Nathan Zuckerman. Sua è l’intelligenza scettica e avvolgente che calcola il prezzo da pagare nella lotta per cambiare le sorti personali e dare un nuovo volto alla storia, che si attui in uno studio dentistico di un quartiere residenziale del New Jersey o in un villaggio inglese improntato alla tradizione nel Gloucestershire o in una chiesa del West End londinese o ancora in un minuscolo insediamento israeliano nel deserto della West Bank occupata”. Leggi di più..

Categorie: Catene di smontaggio

Ogni domenica, Marco Corrias, giornalista e scrittore, pubblica uno o due capitoli del suo romanzo storico, inedito e ancora senza titolo. L’intento è quello di coinvolgere tutti voi lettori in una sorta di editing collettivo. Insomma, riscriviamo insieme questo romanzo. Ma potete anche solo gustarvi il piacere di poter seguire passo passo la nascita di un romanzo.
Per leggere
la trama clicca qui. Per leggere i capitoli precedenti clicca in fondo su Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo.

Nel romanzo di Marco Corrias, tra i personaggi, potete incontrare anche Caravaggio.

Capitolo 25
(dove si racconta di come Pungiglione capì tutto)

Si era chiesto, giacché conosceva bene quei luoghi, perché mai Lupo gli avesse dato convegno proprio là, nel rione di Roma massimamente presidiato dalla polizia. Ed era arrivato a due conclusioni. La prima era che evidentemente le case in cui lui e Meo nascondevano i libri ed essi stessi, e dove intendevano condurlo appena incontrati, doveva essere nelle vicinanze. E la seconda era che è più facile passare inosservati in un posto come quello che in una contrada solitaria. Tre persone che s’incontrano non destano sospetti se ciò avviene, con fare naturale, sotto gli occhi di decine di guardie.

Lupo, però, non poteva immaginare che questa volta mancava una condizione essenziale perché questo teorema si potesse applicare: il segreto del loro incontro, da qualche ora, non era più tale.

Fu forse questa sensazione d’essere spiato, che mai Pungiglione ha saputo spiegarsi, o la buona sorte che spesso gli ha tenuto compagnia, a fargli decidere, una volta arrivato alla piazza del Biscione, di proseguire per la via che porta lo stesso nome, evitando quindi di entrare nell’angusto Passetto, al di là del quale avrebbe dovuto incontrare Lupo e Meo. Dovette fare un largo giro, per poter raggiungere la via di Grotta Pinta. E in questo lasso di tempo accaddero alcuni fatti che forse, uniti al ritardo, allungarono la sua vita. Leggi di più..

Categorie: Il romanzo di tutti: un editing collettivo

Incontriamo Franca Mancinelli, una poetessa che ha “nel suo sguardo selvatico e rapace una silenziosa e vigile conoscenza”.

VERSI DIVERSI a cura di Isabella Leardini versi – da conservare, far girare – di autori diversi

vorrei con le parole aprirti
questa vita come una mano
che sul tavolo capovolta
aspetta d’essere riempita
stretta nella tua. Vorrei la lingua
a chiudere ogni foro, a intonaco
su questo intreccio di sterpi bruciati.
Saremo due camicie
appese l’una dentro l’altra
per una stagione intera
dove la penombra ha immerso
l’amo negli inverni

Franca Mancinelli
da “La generazione entrante
(Ladolfi editore 2011)

Il commento di Isabella Leardini Ci sono immagini destinate a restarci in mente. È proprio così per queste due camicie appese nell’armadio, abbandonate eppure così piene di una pace perfetta, subacquea. Questi versi sono di Franca Mancinelli, oggi li abbiamo presi da un antologia di poeti nati negli anni ’80, ma ben presto potremo leggere estratti dal suo nuovo libro anche in “Nuovi poeti italiani 6″ (Einaudi), l’attesa antologia di poetesse curata da Giovanna Rosadini. Franca è la più giovane tra le antologizzate, ma la sua giovinezza è soltanto anagrafica, perché c’è da sempre nel suo sguardo selvatico e rapace una silenziosa e vigile conoscenza. Il suo primo libro si chiama “Mala kruna” ed è uscito per l’editore Manni qualche anno fa.

Categorie: Versi diversi

Sono molti i festival letterari in Italia, ma questo, alla vostra Lettrice Innamorata, pare interessante in modo particolare. Si tratta del Festival dei Comportamenti Umani di Lodi che si svolgerà dal 3 al 7 maggio prossimi.

Grandi ospiti e appuntamenti per i vari temi trattati: il passato, il cibo, la crisi, le passioni. Insomma la commedia umana tra arte, scienza, letteratura e spettacolo. In particolare vi segnalo la presenza di Luciano Ligabue che presenterà Giovedì 3 maggio alle ore 21, il suo ultimo libro: Il rumore dei baci a vuoto.
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Categorie: appuntamento

Sta per iniziare la nuova puntata della rubrica Le giornate di un editor. Ogni venerdì su Hounlibrointesta potremo seguire Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti, e vedere da vicino com’è il lavoro di un editor e come nascono i libri.
Clicca qui per saperne di più su Elisabetta, la signora delle classifiche.

La mia scrivania. Per sapere com’è organizzata, vai alla prima puntata.

 

LE GIORNATE DI UN EDITOR di Elisabetta Migliavada

Oggi, dopo l’ufficio, sono andata in libreria. E come ogni volta ne sono uscita con il sorriso.

È il compleanno di mia nipote. Ha dodici anni e, nonostante la giovane età (o forse proprio per quello), è già una avida lettrice. Quindi non è certo un compito facile regalarle un libro, eppure i libri sono ciò che ama più di tutto… Quindi, via!, alla ricerca di qualcosa che non ha.

Entro in una piccola libreria del centro di Milano, minuscola ma assortitissima, una rarità, un gioiello che spero abbia vita eterna. È stracolma di volumi, un po’ messi alla rinfusa, senza un ordine preciso, ma chissà come uno accanto all’altro creano un perfetto arcobaleno di colori. Sembra un po’ di stare in un vecchio studio, l’atmosfera è familiare, manca solo un caminetto.

Mi guardo intorno, impossibile per me non dare un’occhiata ai libri della Garzanti, vedere se li hanno, come sono messi, se sono ben visibili (non nascondetevi, editor all’ascolto, tutti noi lo facciamo e, spesso, lo confesso, copriamo un libro della concorrenza con uno dei nostri, li alziamo in piedi, li mettiamo nel luogo più visibile della libreria… Ma lasciamo perdere, questa folle mania merita un post a parte…).

Mi stacco con fatica dalla modalità controllo/lavoro e cerco con animo spensierato tra i libri per ragazzi. Sono tanti, diversi, ne noto alcuni che ho letto quando ero piccola: mi ricordo di quel momento in cui prima di dormire c’era Piccole Donne che mi aspettava, o Pollyanna, L’isola dei delfini blu (ebbene sì ero un’inguaribile romanticona). Allora erano edizioni grandi, rettangolari e pesanti, e le aprivo ogni sera come uno scrigno… Cerco, guardo, so che mia nipote legge di tutto, ma proprio tutto, la maggior parte dei classici li ha già letti, devo guardare altrove, tanti tantissimi libri. Come fare a scegliere?

“Ha bisogno di aiuto?”

La voce della libraia proviene dal bancone, non le vedo il viso, è nascosto dalle pile di libri. Leggi di più..

Categorie: Le giornate di un editor

La parola a Monica Zanfini, libraia. Per scoprire il punto di vista di chi in libreria sta dall’altra parte (e ne vede di tutti i colori). “Cronache dalla libreria” è su Hounlibrointesta ogni giovedì.

CRONACHE DALLA LIBRERIA Librai nei libri
di Monica Zanfini

Periodicamente i giornali lanciano il grido d’allarme sulla scomparsa di piccole librerie e sulla perdita di professionalità tra gli addetti dei punti vendita librari: purtroppo è una tendenza che si registra da anni e che nel momento attuale, complice la crisi, l’aumento degli affitti commerciali nei centri storici e l’avvento dell’e-book, torna alla ribalta.

Ai librai toccherà la sorte di tanti bravi artigiani: il riconoscimento, tardivo, di una grande eccellenza accompagnata dal grande rimpianto nel prendere atto dell’incapacità di riuscire a tramandare una professione.

È strano constatare che nel momento in cui un mestiere rischia di estinguersi acquista un particolare appeal presso il pubblico dei lettori, e i romanzi in cui la libreria e il suo principale abitante sono i protagonisti sono sempre più numerosi. A questo ho pensato quando una cliente mi ha chiesto “Il libraio”.

Nelle opere narrative la libreria è sempre un luogo magico come magico è il libraio: vi si scoprono lettere d’amore, come nel romanzo di Cathleen Schine (clicca qui), oppure vi si riversano le proprie passioni letterarie sfidando ogni legge del mercato e del marketing editoriale, come fanno Francesca e Ivan proprietari de La libreria del buon romanzo.

Ma i librai sanno essere anche misteriosi, come i due protagonisti di un racconto di Roal Dahl (clicca qui), o comici e stralunati come il protagonista de “La strana storia del libraio a cui cadde una pila di libri in testa”, o il loro lavoro, se diventa una battaglia di civiltà e libertà, può essere molto pericoloso in un paese lacerato e distrutto come l’Afghanistan (clicca qui).

E in Italia? Il libraio italiano sembra sull’orlo di una crisi di nervi (clicca qui e poi qui, anche se non rischia il carcere; eppure Saverio, il protagonista de “La libreria dell’armadillo” ha ancora la passione del cacciatore di volumi fuori catalogo, mentre insegue “Randagio è l’eroe”, un introvabile libro di Giovanni Arpino. Ma il libro che rappresenta meglio ciò che accade nelle librerie italiane è senza dubbio “Il barone rampicante.

Tutto vero ciò che vi si narra: i compilatori si sono avvalsi di una rete capillare di informatori e insieme allo strafalcione del cliente non mancano, per par condicio, le “perle” dei librai. Insomma, un modo per spingere le persone a frequentare di più le librerie, che sono anche luoghi allegri!

Categorie: Cronache dalla libreria

Oggi inizia una nuova rubrica: Una stanza tutta per sé. Sandra Bardotti ci racconterà e ci mostrerà i luoghi dove nascono le storie. Attenzione, state per entrare nella stanza di Paolo Sortino, l’autore di Elisabeth, un vero caso letterario, un romanzo bello e tremendo come una tragedia greca (leggete che cosa ne dicono gli altri scrittori qui).

La macchinina di Sortino che viene da Cuba.

NELLA STANZA DI PAOLO SORTINO di Sandra Bardotti

In una stanza piccolissima alla periferia sud di Roma potreste trovare Paolo Sortino, seduto alla scrivania, con il cane accucciato tra le gambe o da solo. In questo spazio ridotto è nato Elisabeth (Einaudi, 2011), un romanzo claustrofobico che è una proiezione della stanza – “all’inizio la senti piccola ma poi cominci a starci sempre più comodo, diventa sempre più accogliente, intima”. Le tende chiuse nascondono una porta finestra con un balcone. “Magari fossero di velluto, le tende, come il sipario di un teatro, per non far passare nemmeno un raggio di luce. Mi sento più raccolto nel mio piccolo mondo osceno”.

Girandovi intorno vedreste una piccola scrivania affollata, con lo spazio per il pc al centro, una lampada da tavolo a destra e un posacenere a sinistra. Pacchetti di Pall Mall – “rigorosamente rosse” – e tabacco sfuso, con relative cartine e filtri. Tazze di caffè ammucchiate. Prima o poi passerà qualcuno a portarle via. La vostra attenzione potrebbe essere catturata da piccoli oggetti curiosi che emergono tra le carte di una qualche stesura: un giocattolo (“è una piccola bussola delle risposte che ti dice se lei ti ama davvero, se quel personaggio funziona così come lo hai descritto” – sono questi i segreti di uno scrittore, ora è chiaro – “se è giunta l’ora di accendere un’altra sigaretta” “Ma non l’hai appena fumata, Paolo? Io vedo un posacenere stracolmo, anzi due, e l’aria è pesante”. “Altro giro, altra corsa”), le mollette dei panni scordate qua e là, un elastico in cui intrigare le dita o da lanciare come una fionda contro la parete, giochetti emersi da un uovo di pasqua.

Oppure potreste vedere Paolo seduto sul letto a una piazza e mezzo utilizzato come divano, dalla parte opposta della stanza, circondato da libri, cartacce, chiavi, una chitarra (“ogni tanto strimpello qualcosa per schiarirmi le idee, senza un motivo musicale preciso”), a ragionare sulle bozze delle varie stesure (c’è una macchinina sopra una fila di fogli – “viene da Cuba, è in ceramica, la metto sopra la stesura migliore”), a scrivere con il MacBook Air sulle gambe.

Altre carte e qualche libro su una Billy da 40 cm – “non ne fanno più da 60 cm, che è la misura perfetta perché lo scaffale non si pieghi. È una cosa da denunciare!”.

Su una parete c’è la locandina di una mostra: Pop Art Portraits, titolo verde e fucsia sopra uno dei ritratti in bianco e nero più fedeli di Andy Warhol, 11 october 2007 – 20 january 2008, sponsored by Lehman Brothers. E accanto uno scontrino – “erano tre del mattino, stavamo aspettando il treno delle quattro e mezzo in un bar squallidissimo di fronte a Liverpool station. Un uomo mezzo matto si è fermato a parlare con noi, ci ha invitato a cena a casa sua e sul retro dello scontrino ha annotato le cose che avrebbe dovuto comprare per l’occasione. Una lista folle: tipo 14 uova…

Insomma, Warhol e un matto. Che poi è come dire la stessa cosa, no?”

Sandra Bardotti è nata a Siena ventisei anni fa, vive a Milano e lavora presso Wuz.it. Le piacciono i libri e il teatro. Ma quello che ama di più è intrufolarsi nelle stanze degli scrittori, osservare come vivono e lavorano, ascoltare i loro racconti, immaginare le loro giornate. Perché da una stanza si capiscono più cose di quante pensiamo.

Categorie: Una stanza tutta per sé

La nuova puntata di Non avere paura dei libri di Christian Mascheroni. Ognuno di noi è diventato un lettore appassionato grazie a chi ha saputo trasmettere la magnifica passione. Chi l’ha trasmessa a noi? E noi a chi la stiamo trasmettendo? Christian Mascheroni oggi è un autore televisivo e uno scrittore (è appena uscito il nuovo romanzo Wienna). Dietro la sua passione per i libri c’è una formidabile donna di nome Eva: sua madre. Puntata dopo puntata, Christian ci fa entrare nella sua famiglia, tra letture, ricordi, emozioni, ombre e luci. Per leggere le puntate precedenti, vai in fondo a Categorie: Non avere paura dei libri. Christian sarà con noi ogni quindici giorni. Buona lettura!

«Allora io appoggiai il libro sulla scrivania, non ricordo quale fosse –forse Crash di J.G. Ballard»

NON AVERE PAURA DEI LIBRI di Christian Mascheroni
Venticinquesima puntata: Siamo quello che non vogliamo diventare, per fortuna.

Eva e Christian. Specchio; riflesso.

Il giorno in cui divelsi, dall’armadio di mia madre, le ante a specchio, compresi che non mi sarei mai più riflesso in camera dei miei genitori. Staccai le ante a mani nude e le gettai contro la parete. Gli specchi si infransero. Alcune lame di vetro caddero sul materasso del letto matrimoniale, che giaceva sul pavimento insieme alle assi di legno e alle molle che avevo piegato, spaccato, accatastato. Stavo distruggendo la camera dei miei genitori. Non era previsto che lo facessi. Mancano pochi giorni al mio trasferimento nel nuovo appartamento. Avrei potuto semplicemente lasciare tutto intatto, ma non volevo che nessuno si appropriasse dei riflessi della mia vita precedente. Erano passati cinque anni dalla morte dei miei genitori. Era tempo di chiudere il passaggio. Leggi di più..

Categorie: Non avere paura dei libri

La scrittrice Barbara Garlaschelli ci racconta il nuovo romanzo di Emilia Marasco. Barbara è qui con noi, su Hounlibrointesta, l’ultimo mercoledì di ogni mese. Per parlarci del suo amore per i libri e dei libri che parlano d’amore.

La foto del quadro viene da qui.

LA LETTRICE INNAMORATA e La distanza necessaria di Emilia Marasco (Il canneto editore)

In questo romanzo di Emilia Marasco - breve, intenso e purissimo - ci sono due protagoniste: Mara, una giornalista che vive a Milano e si occupa di cronaca nera, e Christina, la donna ritratta in un famoso quadro del pittore Andrew Wyeth, Christina’s world, per l’appunto.

Non voglio svelarvi la genesi di questo romanzo, né il mondo di Christina, così potente da aver colpito non solo l’immaginazione di Wyeth – che trascorse molta parte della sua vita in quel mondo -, ma anche quella di Mara.

Ciò che voglio raccontarvi è l’emozione e la sensazione di pace che ho provato leggendo questa storia. Che, alla fine, è la storia di un viaggio, non solo da un punto di vista geografico, ma soprattutto emozionale, compiuto da Mara in direzione di Christina e di se stessa. Leggi di più..

Categorie: La Lettrice Innamorata

La nuova puntata di RITRATTI di uomini e donne anche illustri. L’autrice, Silvia Sereni, è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri, figlia del poeta Vittorio Sereni. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia ce li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei. Saranno biografie speciali. Per leggere la puntata precedente (su Attilio Bertolucci) clicca qui. Oggi incontriamo Anna Banti. E una domanda: possibile che tante donne in prima linea sui temi del proprio sesso abbiano l’abitudine di essere aggressive, in particolare con le altre donne?

ANNA BANTI RACCONTATA DA SILVIA SERENI

Nella versione disneyana del giardino fiorito di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, Anna Banti, almeno ai miei occhi, sarebbe stata l’iris altezzoso che ti squadrava dall’alto in basso attraverso l’occhialetto. Come le zie d’antan, uscita direttamente da un romanzo di Dickens. Avevo accompagnato mio padre in una visita nella casa dove Anna Banti passava le vacanze al mare, a Forte dei Marmi, o giù di lì. Per un po’ parlarono di cose loro, fatti letterari, poi, a un certo punto, e all’improvviso, lo sguardo della scrittrice si posò su di me. Probabilmente per tutto il tempo ero stata lì come una statuina, non so se bella, con aria annoiata, ad aspettare che finissero di parlare, infatti non ho in mente nulla di ciò che si dissero. Però ricordo bene ciò che accompagnò lo sguardo volto verso la mia persona. Una domanda perentoria, che più che una domanda era un giudizio che non richiedeva risposta. Diretta, ben inteso, non a me, ma a mio padre. «Ma, così giovane, e l’avete sposata?». L’avete! Io ero poco più che ventenne e in effetti ero già sposata, appena sposata. Un classico matrimonio sessantottino in Comune, solo gli sposi e i due regolari testimoni, tutti molto baffuti, tranne ovviamente la sottoscritta e gli officianti, senza scambio di anelli, né parenti né amici al seguito. Probabilmente aveva ragione lei, non sapevo nulla di nulla allora, o quasi. Ma in quel momento riuscì a farmi sentire inesistente. Non credo di aver proferito verbo, letteralmente incenerita dallo sguardo della signora. Leggi di più..

Categorie: RITRATTI di uomini e donne anche illustri