Ho un libro in testa

17apr
2012

Le nuove professionalità secondo Pietro De Viola e il caso #iosonoAlice

State per leggere un racconto inedito di Pietro De Viola, l’autore di Alice senza niente (Terre di Mezzo Editore), il libro cult che racconta le disavventure di Alice, trentenne laureata e disoccupata, alle prese con colloqui assurdi ed espedienti per sopravvivere (ne avevamo parlato qui). E dopo il racconto, non andate via: nella seconda parte del post Pietro ci spiega anche lo straordinario fenomeno che sta girando per il web: #iosonoAlice.

 

 

Le nuove professionalità

di Pietro De Viola

Ricevo sempre più spesso lettere di giovani amici laureati e disoccupati che mi chiedono consigli su come entrare nel mondo del lavoro. Devo accettarlo, in fondo è affrontando queste tematiche che ho avuto un minimo di visibilità. Il problema è che io dell’argomento “opportunità lavorative” ne so meno che niente. Mi sono quindi messo a studiare (si lo ammetto, a volte studio. Ma smetto subito, giuro) ed ho scoperto quelle che vengono definite nuove professionalità. Ho letto di All-Line Advertiser, Web Analyst, Search Engine Optimizer (SEO), eReputation Manager.

Sarò sincero: non mi convincono. Forse perché non conosco l’inglese. Vengo dal Sud, mio nonno mi ha insegnato che quando una cosa non si capisce novantanove volte su cento è perché ti vogliono fregare. Cosa consigliare dunque? Rimedierò rispolverando alcune antiche – ma sempre valide – opportunità professionalizzanti. Eccole, e buona fortuna.

Tesoriere di partito

Mi dicono si stiano liberando dei posti. Affrettatevi, sono parecchi ma non infiniti.

Vantaggi. Stipendio medio-alto.

Svantaggi. Occasionali problemi con la giustizia. E poi Santoro vorrà spesso intervistarvi.

Ghost-vocalist dei Litfiba

Sono un fan, ammetto di essermi commosso appena appresa la notizia della tanto attesa reunion. Ma, ammettiamolo: la voce di Piero Pelù non è più la stessa. Sempre piuttosto cavernosa certo, ma in fondo non abbastanza… come dire? Cavernosa. E dire che noi siamo parte di quella generazione che ai concerti ha saltato cantando El diablo, e ha sognato ai racconti dei fratelli maggiori che dal servizio militare riferivano di un’intera camerata ad ascoltare Prima Guardia. Allora il lavoro che fa per voi è il ghost-vocalist dei Litfiba. Come funziona? Semplice. Ufficialmente il cantante dei Litifiba resterà Piero Pelù, voi dovrete solo sostituirlo in studio di registrazione.

Vantaggi. Essere una rockstar – anche se ghost – non è cosa che capiti a tutti.

Svantaggi. Mal di gola acuto ad ogni uuhuuua!

Agente segreto

Lo sapevate? I servizi segreti sono sempre alla ricerca di nuovo personale. Potete inviare la vostra candidatura al sito www… (il resto è segreto, se lo scoprite vi assumono subito).

Vantaggi. Girerete il Mondo, conoscerete gente…

Svantaggi. Non potrete dire ai vostri genitori di aver trovato lavoro. Meglio giustificare la vostra nuova, e tanto sospirata, capacità economica con un lavoro illegale (non so, dite che adesso vendete copertoni rigenerati rubati fuori dalle scuole medie, cose così insomma).

Parcheggiatore abusivo filosofo

Oh, il caro vecchio parcheggiatore, un lavoro intramontabile. Ma voi laureati avete una marcia in più in grado di fare la differenza. Magari, spesso, leggete. E allora su con i consigli per vivere felici, riconquistare l’autostima ed essere amati. Unite la maestria del parcheggio a delle pillole di saggezza esistenzialista, e il gioco è fatto. Gli automobilisti ve ne saranno grati e ve lo dimostreranno con mance sostanziose.

Badate bene: prima di iniziare sarà il caso di dedicarvi ad un attento studio del territorio. Intendo: trovate una zona libera. Questo è FONDAMENTALE. E ho detto tutto (cit.)

Vantaggi. Ampia flessibilità di orari.

Svantaggi. Inquinamento e agenti (atmosferici e municipali).

Mio personle covrettore di bozzze

Mi accorgo di come spesso un personale correttore di bozze faciliterebbe il mio lavoro (lavoro, suvvia, non esageriamo). Annuncio sempre valido.

Vantaggi. Scrivo molto poco, non si tratterebbe quindi di un impegno oberante.

Svantaggi. Non posso pagarvi. E quindi tecnicamente non sarebbe un vero e proprio lavoro, ma rimane comunque in linea con la maggior parte delle offerte di stage in Italia.

#iosonoAlice
di Pietro De Viola

In rete accadono cose.

A volte brutte, spesso semplicemente ordinarie, in alcuni casi addirittura piacevoli o stupende. Proprio come nella vita.

E riguardo ai libri? Cosa accade intorno ai romanzi? E ai romanzi che dal web sono sbarcati in libreria? Per Alice senza niente sto rischiando di non avere più una risposta. Accade tutto, direi quasi che accade troppo. L’ultimo “avvenimento” ha un nome strano. Comincia con un simbolo, il cancelletto. Eccolo: #iosonoAlice.

È martedì 27 marzo, sono da poco passate le otto di sera. Accedo al mio sito, controllo l’andamento della giornata (lo faccio ormai raramente, ma oggi – coincidenza? Sesto senso? -  è uno di quei giorni). Un boom di visite.

Impiego un po’ a capire da dove arrivi tutto questo traffico, e quando lo scopro la sorpresa è grande: Twitter. Un hashtag, lanciato da @librisulibri, senza che io ne sapessi nulla. Incredibile: i tweet sono tantissimi. Allora capisco che #iosonoAlice è stato, in un solo pomeriggio, adottato dal popolo dei precari e aspiranti tali. Un modo per raccontarsi, protestare, scherzare, riflettere insieme. Quasi un mese è trascorso da quel pomeriggio, #iosonoAlice non si è fermato. Molti inviano le loro foto con post-it recanti l’hashtag. È persino nato un tumblr per raccogliere storie cui i 140 caratteri canonici di Twitter stavano stretti. Un modo per dare voce ad una generazione di precari, disoccupati, illusi, arrabbiati ma non ancora arresi. Già, perché dire #iosonoAlice significa partire da Alice senza niente, ma anche andare oltre. Oltrepassare il libro, uscirne (o tentare di farlo).

Che bello quando un libro esce dal libro.

Pietro De Viola

Alice senza niente – Sito ufficiale

Categorie: passaparola

TAGS: #iosonoAlicealice senza nientehashtaglavoroPietro De violaprecariTerre di mezzotwitterweb

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