Ho un libro in testa

27apr
2012

Quando l’editor va in libreria

Sta per iniziare la nuova puntata della rubrica Le giornate di un editor. Ogni venerdì su Hounlibrointesta potremo seguire Elisabetta Migliavada, direttore della narrativa straniera della casa editrice Garzanti, e vedere da vicino com’è il lavoro di un editor e come nascono i libri.
Clicca qui per saperne di più su Elisabetta, la signora delle classifiche.

La mia scrivania. Per sapere com’è organizzata, vai alla prima puntata.

 

LE GIORNATE DI UN EDITOR di Elisabetta Migliavada

Oggi, dopo l’ufficio, sono andata in libreria. E come ogni volta ne sono uscita con il sorriso.

È il compleanno di mia nipote. Ha dodici anni e, nonostante la giovane età (o forse proprio per quello), è già una avida lettrice. Quindi non è certo un compito facile regalarle un libro, eppure i libri sono ciò che ama più di tutto… Quindi, via!, alla ricerca di qualcosa che non ha.

Entro in una piccola libreria del centro di Milano, minuscola ma assortitissima, una rarità, un gioiello che spero abbia vita eterna. È stracolma di volumi, un po’ messi alla rinfusa, senza un ordine preciso, ma chissà come uno accanto all’altro creano un perfetto arcobaleno di colori. Sembra un po’ di stare in un vecchio studio, l’atmosfera è familiare, manca solo un caminetto.

Mi guardo intorno, impossibile per me non dare un’occhiata ai libri della Garzanti, vedere se li hanno, come sono messi, se sono ben visibili (non nascondetevi, editor all’ascolto, tutti noi lo facciamo e, spesso, lo confesso, copriamo un libro della concorrenza con uno dei nostri, li alziamo in piedi, li mettiamo nel luogo più visibile della libreria… Ma lasciamo perdere, questa folle mania merita un post a parte…).

Mi stacco con fatica dalla modalità controllo/lavoro e cerco con animo spensierato tra i libri per ragazzi. Sono tanti, diversi, ne noto alcuni che ho letto quando ero piccola: mi ricordo di quel momento in cui prima di dormire c’era Piccole Donne che mi aspettava, o Pollyanna, L’isola dei delfini blu (ebbene sì ero un’inguaribile romanticona). Allora erano edizioni grandi, rettangolari e pesanti, e le aprivo ogni sera come uno scrigno… Cerco, guardo, so che mia nipote legge di tutto, ma proprio tutto, la maggior parte dei classici li ha già letti, devo guardare altrove, tanti tantissimi libri. Come fare a scegliere?

“Ha bisogno di aiuto?”

La voce della libraia proviene dal bancone, non le vedo il viso, è nascosto dalle pile di libri.

“Temo di sì… Grazie!”

Ah che bello, è venuta in mio soccorso. Mi chiede quanti anni ha mia nipote, che cosa legge di solito. Le rispondo. In poco tempo mi propone cinque libri, ognuno diverso dall’altro.

Li prenderei tutti!

Poi la mia scelta si concentra su due finalisti.

E vinceranno entrambi, come si fa a scegliere?

Come scrivevo all’inizio, sono uscita col sorriso, e con qualche pensiero.

Pensiero numero uno.

Tutti parlano di ebook e di eReader e di epub e… Ma vi immaginate davvero un mondo senza librai? Vi immaginate davvero che la scelta di un libro per sé o da regalare possa essere fatta sempre e solo davanti a un freddo monitor, aiutata soltanto da qualche pixel, e mai dal preziosissimo consiglio di un libraio?

Io spero vivamente che i librai ci siano sempre, e che siano sempre appassionati, curiosi, disponibili come sono oggi, come sono sempre stati.

Spero che si attrezzino al più presto per mantenere il proprio ruolo anche in vista di quella che si ama definire rivoluzione digitale. Pensate che bello sarà, per esempio, poter entrare in libreria, guardarsi attorno, parlare con i commessi, ascoltare i loro consigli e poi decidere: “Ok questo me lo carichi sul reader, per favore, mentre quest’altro ci tengo ad averlo su carta”…

Pensiero numero due.

Spero che ci siano sempre più persone a cui regalare libri. E che siano persone giovani o giovanissime, che si appassionino per la vita alla lettura così che un giorno potranno trasmettere questa passione ai loro figli.

Pensiero numero tre.

Spero vivamente che la libraia si ricordi di me. Di quella che ha comprato due libri da regalare, sì, ma soprattutto quella che ha dimenticato lì il sacchetto contenente i suddetti libri, cosa di cui mi sono accorta soltanto ora!!!

Categorie: Le giornate di un editor

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