Ho un libro in testa

05lug
2012

Che cosa legge la libraia al mare

Evviva, è tornata Monica Zanfini da due settimane di vacanza, ci mancava. La sua rubrica “Cronache dalla libreria” è su Hounlibrointesta tutti i giovedì, per scoprire il punto di vista di chi in libreria sta dall’altra parte (e ne vede di tutti i colori).

Foto di Patrizia Traverso

CRONACHE DALLA LIBRERIA Tornando al lavoro, sulle note di De André
di Monica Zanfini

Qualche giorno di vacanza, diciamo un week-end “rinforzato”, sono bastati per rigenerarmi: anche se comincio a pensare che i librai siano come Jones il suonatore, dell’indimenticabile album di De André tratto dall’Antologia di Spoon River, costretto a suonare per tutta la vita. Anche in vacanza se la gente sa che sei libraio ti tocca consigliare libri per tutta la vita. E così è accaduto a me, nel piccolo albergo della Riviera Adriatica che frequento da tanti anni. Carino e accogliente, Cristina e i suoi figli sono anche cari amici, ha una vetrinetta dove sono collocati alcuni libri a disposizione dei clienti. Molti sono volumi dimenticati nelle camere e prevalgono i thriller e horror: Stephen King, Dean Koontz, e molti altri dello stesso genere. Quando una signora anziana mi ha chiesto di suggerirle un libro per la notte ammetto di essermi trovata in difficoltà: non leggo questo genere, perché so che uno scrittore come King è talmente bravo da riuscire a spaventarmi causandomi notti insonni. Però scorrendo tutti i titoli custoditi nella vetrinetta è arrivato a salvarmi Andrea Vitali con Il segreto di Ortelia, un libro adatto per una signora spiritosa che, sebbene anziana, ha una vitalità prorompente: l’ho però consigliato avvertendola che Andrea Vitali è uno scrittore pericoloso, una vera droga per i lettori che, una volta letto un suo libro, non possono fare a meno di leggerli tutti. Io, invece, non ho attinto dalla vetrinetta: sono partita con un solo libro (ad agosto invece la valigia sarà più fornita). Ancora non sono riuscita ad individuare il “libro per l’estate”, quello di cui parleremo per due settimane sotto l’ombrellone e che l’albergatrice Cristina consiglierà ad amiche e clienti.

Quattro anni fa ci siamo lanciate su Lo sguardo dell’ombra, lo scorso anno sono state le Galline di Silvia Bergero a tenerci compagnia razzolando con noi in spiaggia.

Quest’anno sono a corto di idee, ma il libro che mi sono portata al mare, anche se non propriamente marittimo, è di grande intensità: ho scelto Storie di donne di Fausta Garavini, una serie di racconti legati dal filo della solitudine: donne sole per scelta, per circostanze della vita che sceglie per loro; ma anche solitudini maschili. Pochi giorni prima di partire ho seguito la presentazione del libro e ne sono stata rapita. Conoscevo l’autrice, studiosa di Letteratura Francese, in particolare di Montaigne al quale ha dedicato una vita di studi e ricerche: ma soprattutto la conosco come grande frequentatrice di librerie e come affezionata cliente. La Professoressa Garavini (per me sarà professoressa per sempre) è una persona che entra in libreria portando con sé un’ondata di bellezza, quella bellezza che ti fa pensare a una scrittura luminosa. E infatti la sua scrittura ha la perfezione dei diamanti, brillante e nitida, ma come i diamanti è tagliente, riesce a fare a pezzi, con crudele lucidità e metodicità, gli animi dei protagonisti.

E poi è successo che anche questa breve vacanza, come ogni cosa, ha avuto il suo termine: sono tornata in libreria ripensando a Jones il suonatore e ai libri che avrei potuto consigliare. Ma la prima domanda è stata spiazzante.

Una signora mi ha chiesto:

“Vorrei un libro di una scrittrice di 64 anni che ha scritto una trilogia”.

Non ho saputo rispondere. Qualcuno può darmi suggerimenti?

Categorie: Cronache dalla libreria

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