Ho un libro in testa

09lug
2012

Monina: Londra e i misteri della psicogeografia

Eccoci alla terza tappa londinese di Grand Tour de Force, lo straordinario giro d’Europa di Michele Monina che possiamo seguire in presa diretta su Hounlibrointesta. Domani arriva in libreria Londra è un orologio (Laurana Editore).  Non sai cos’è “Grand Tour de Force”? Leggi qui.

GRAND TOUR DE FORCE di Michele Monina
Londra, terza puntata

Una guida su Londra, a parere insindacabile di chi scrive, è un controsenso. A Londra ci si deve per forza di cose perdere, se la si vuole conoscere. Condizione, questa del perdersi, necessaria ovunque, si trattasse anche di un paesino di poche centinaia di abitanti in Abruzzo o in un villaggio costruito su una palafitta nel Borneo malese, ma tanto più a Londra che del perdersi e il divagare è diventata, nel corso degli ultimi decenni, capitale mondiale.

Ora, immagino che alcuni di voi staranno pensando che il mio pusher taglia con troppo talco la roba che mi butto in vena (magari spinti a tali riflessioni dal mio aspetto, capelli lunghi, barba lunga). A parte il fatto che sono più straight-edge di Henry Rollins, e che non bevo neanche la famosa Birra Turtel, quella analcolica, figuriamoci se mi inietto in vena roba, il mio discorso è molto più logico di quanto non sembri. Sto infatti parlando di psicogeografia, quella strana branca della geografia e della psicologia che mette entrambe in relazione tra loro e che ha fatto dell’andare alla deriva per le metropoli una forma di studio e analisi. Non voglio star qui a tediarvi con teorie che, messe in poche righe, potrebbero suonarvi astruse e anche complicate, andatevi a leggere un qualsiasi libro di Iain Sinclair (in italiano è disponibile solo London Orbital, il suo capolavoro) o di Peter Ackroyd e farete un bagno salubre in quelle acque, senza bisogno di altre note a margine.

E siccome la psicogeografia, disciplina alla quale mi sento di aderire anima e corpo, è una scienza che si fonda sull’incappare apparentemente casualmente nelle cose, vi racconto, in poche parole, come l’ho incontrata io, a Londra.

Londra, chiunque avrà modo di leggere il mio Londra è un orologio troverà conferma a queste mie parole, è la città che io amo più al mondo (insieme a New York, è vero, ma Londra è Londra). Ci sono andato decine e decine di volte, sempre girandola a piedi, spesso senza un filo logico preciso. Poi un giorno scopro che alla Tate Britain, museo gratuito, come tutti i musei britannici, che ha la migliore galleria di opere britanniche al mondo, c’è un’ala interamente dedicata ai preraffaelliti. Io di arte ne so poco, perché durante le lezioni di storia dell’arte, al liceo, uscivo a giocare a pallavolo in cortile, che tanto il prof non ci vedeva molto. Faccio sosta davanti all’Ofelia e davanti alla Beata Beatrix, e scopro che quella è l’arte che più mi piace (insieme a quella pop-art dei vari Roy Lichtenstein). Poi scopro un po’ di cose sui preraffaelliti, compresa che il loro fondatore, Gabriel Dante Rossetti, è figlio di quel Rossetti al quale sono dedicate piazze, teatri, scuole e chi più ne ha più ne metta in quel di Vasto, Abruzzo, città di mia suocera. Parto, incuriosito, alla scoperta del magico mondo dei preraffaelliti, quindi, e scopro connessioni con il Lewis dell’Alice nel paese delle meraviglie, con atteggiamenti da rockstar degni di Lady Gaga o David Bowie (droghe, promiscuità, tradimenti, eccentrismi come pavoni portati al guinzaglio). Insomma, ci casco dentro con le scarpe e tutto. E arrivo a Alan Moore, il fumettista che si è inventato V for Vendetta e gli Watchmen (tra gli altri). Da lui arrivo infine a Sinclair e Ackroyd, in un percorso fatto di derive tipico della psicogegrafia. Tutto legato da piccoli passaggi, tutto apparentemente illogico.

Londra è così. Parti per andare a vedere un quadro e finisci a girare per un cimitero alla ricerca della tomba di una ragazza morta di tisi (o suicidatasi con il laudano, non è chiaro) e dissepolta anni dopo la tumulazione con metri e metri di capelli rossi ad avvolgerne il corpo intatto (parlo di Lizzie Siddal).

Incuriositi?

Continuate a seguire il mio Grand Tour de Force ne vedremo delle belle(e anche un po’ meno macabre).

Londra è un orologio (Laurana Editore) è il secondo dei 12 libri scritti da Michele Monina in viaggio per l’Europa.

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L’elenco delle 12 tappe, con mese d’uscita del libro:
Atene è un sogno (giugno), in libreria
Londra è un orologio in libreria dal 6 luglio
Barcellona (agosto 2012)
Lisbona (settembre 2012)
Amsterdam (ottobre 2012)
Berlino (novembre 2012)
Parigi (dicembre 2012)
Vienna (gennaio 2013)
Praga (febbraio 2013)
Budapest (marzo 2013)
Istanbul (aprile 2013)
Stoccolma (maggio 2013)

L’AUTORE:
Michele Monina (Ancona, 1969) ha dedicato libri a personaggi che vanno da Vasco Rossi a Lady Gaga, da Zlatan Ibrahimovic a Valentino Rossi, passando per Bruce Springsteen e tanti altri ancora. Ha lavorato per MTV. Ha tradotto libri di Lou Reed ed Eminem, Palahniuk e Nick Cave. Ha scritto su “Gente viaggi”, “Rolling Stone” e “GQ”.
Laurana Editore ha pubblicato il suo “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi), prefazione di Gianni Biondillo.

Categorie: Grand Tour de Force

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