Ho un libro in testa

19lug
2012

Bruce Springsteen, Paul McCartney e… fine della storia del rock

La nuova tappa londinese di Grand Tour de Force, lo straordinario giro d’Europa, la maratona di scrittura di Michele Monina che possiamo seguire in presa diretta su Hounlibrointesta. È arrivato in libreria Londra è un orologio (Laurana Editore).  Non sai che cos’è “Grand Tour de Force”? Leggi qui.

GRAND TOUR DE FORCE di Michele Monina
Londra, quinta puntata

La notizia di questi giorni, parlando di Londra, è quella che ben conoscete. Non ci sarebbe neanche bisogno di star qui a riprenderla, non fosse così palesemente buffa. No, non sto parlando delle stanze piccole del villaggio olimpico, quelle twittate da questo o quell’atleta. Né sto parlando delle dichiarazioni, quelle tutte italiane, piuttosto sceme fatte da alcuni dei suddetti atleti, a proposito del sesso pre o post competizione. Roba triste, e noi non vogliamo parlare di roba triste, qui.

No, sto parlando del duetto che un solerte addetto del Comune ha deciso di mandare a carte quarantotto, entrando di diritto nella storia della cultura popolare del nuovo millennio in compagnia di un altrettanto solerte suo collega.

Va be’, ci spenderò sopra qualche parola, ma solo perché Londra è talmente rock, come città, che un addetto comunale che fa un gesto così palesemente fuori tempo non può che meritare un minimo di spazio.

C’è un concerto del Boss a Hyde Park. E fin qui niente di nuovo. Il Boss è uno che ama stare sul palco, chiunque abbia avuto la fortuna di vederlo dal vivo ben lo sa, e Londra è la capitale della musica in quattro quarti, quindi è normale che tra i due ci sia buon feeling. Il Boss ama talmente stare sul palco che il suo ultimo tour mette in scena concerti ancora più lunghi che in precedenza, e qui scatta il problema. Sì, perché di problema si tratta. Infatti, per il gran finale, o qualcosa che avrebbe introdotto il pubblico del più importante parco londinese al gran finale, era in programma un duetto di quelli che solo a pensarli mette i brividi. Introducendolo con un plateale “erano cinquant’anni che aspettavo questo momento”, lui che di anni ne ha poco più di sessanta, Springsteen ha infatti accolto al suo fianco, e al fianco della E Street Band niente meno che Paul McCartney, e non dico altro. I due si guardano, si abbracciano e cominciano a eseguire una indiavolata versione di Twist and Shout, un classico che più classico non si può. Poche note e subito accade il fattaccio. Il solerte addetto del comune di cui sopra si accorge che il Boss ha sforato di brutto sull’orario previsto per la fine del concerto, e, come nel peggior incubo di ogni rockettaro che fa?, stacca la spina e lascia tutti al buio. Fine della storia. Fine della storia del rock, quantomeno. Figuriamoci il casino che succede tra il pubblico, civile, certo, ma sicuramente basito. E figuriamoci le polemiche sui social network il giorno dopo. Londra, la capitale del rock, non è più rock?, si chiedono in molti. Di colpo, si chiede anche Little Steven, chitarrista storico del rocker di Freehold, New Jersey, l’Inghilterra è diventata uno stato di polizia?

Niente di tutto questo, tranquilli, di troppa solerzia si tratta.

Stessa troppa solerzia (ma ci auguriamo, per il suo bene, che di altro addetto del comune si tratti) che ha spinto, anni fa, un collega del tipo di cui sopra a far cancellare un gigantesco murales che, a suo modo di vedere, rovinava la facciata di un palazzo della periferia nord di Londra. C’erano riproposti Samuel L Jackson e John Travolta nella nota scena di Pulp Fiction in cui puntano la pistola verso il pubblico. Peccato che, proprio pochi giorni prima, un altro addetto del comune avesse fatto valutare il murales in questione, a opera del graffitaro, Dio mi perdoni per questa espressione barbara, più importante del mondo, Banksy, ed era saltata fuori una cifra di circa mezzo milione di sterline. Risultato, il palazzo in questione, dopo l’intervento dei messi comunali, era molto più pulito e anche di un valore infinitesimalmente più basso.

Anche questa è Londra, baby. Basta portarsi dietro un generatore ed è fatta.

Londra è un orologio (Laurana Editore) è il secondo dei 12 libri scritti da Michele Monina in viaggio per l’Europa.

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L’elenco delle 12 tappe, con mese d’uscita del libro:
Atene è un sogno (giugno), in libreria da giugno
Londra è un orologio in libreria dal 6 luglio
Barcellona (agosto 2012)
Lisbona (settembre 2012)
Amsterdam (ottobre 2012)
Berlino (novembre 2012)
Parigi (dicembre 2012)
Vienna (gennaio 2013)
Praga (febbraio 2013)
Budapest (marzo 2013)
Istanbul (aprile 2013)
Stoccolma (maggio 2013)

L’AUTORE:
Michele Monina (Ancona, 1969) ha dedicato libri a personaggi che vanno da Vasco Rossi a Lady Gaga, da Zlatan Ibrahimovic a Valentino Rossi, passando per Bruce Springsteen e tanti altri ancora. Ha lavorato per MTV. Ha tradotto libri di Lou Reed ed Eminem, Palahniuk e Nick Cave. Ha scritto su “Gente viaggi”, “Rolling Stone” e “GQ”.
Laurana Editore ha pubblicato il suo “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi), prefazione di Gianni Biondillo.

 

Categorie: Grand Tour de Force

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