Ho un libro in testa

28feb
2013

Michele Monina a Praga: barista, un altro

La nuova puntata di Grand Tour de Force di Michele Monina, lo straordinario giro europeo, la vorticosa maratona di scrittura (1 libro al mese!) che possiamo seguire in presa diretta: tappa dopo tappa, qui su Hounlibrointesta Michele ci racconterà che aria respira girando per l’Europa. In libreria è arrivato Praga di incanti e di spettri (Laurana Editore).
Non sai che cos’è “Grand Tour de Force”? Leggi qui.

cartolina di Dario Rossi

 

GRAND TOUR DE FORCE di Michele Monina
A Praga: terza puntata

La notizia l’avete letta tutti, immagino. Ultimamente ci sono state le elezioni. No, calma, tranquilli, non state lì a fare le faccette di quelli che colgono qualcuno mentre sta prendendo un granchio. Non parlo delle elezioni italiane. Quelle ci sono state proprio adesso, e forse non sono neanche del tutto terminate. Io sto parlando delle elezioni in Repubblica Ceca, di cui Praga, la città che mi trovo a raccontarvi, è la nota capitale (anche la sola nota città, a volerla dire tutta). Ci sono state le elezioni e la notizia voi, immagino, l’avete saputa per il motivo più naif possibile. Fermi tutti, anche stavolta, non sto qui a darvi degli ignoranti, gente che non sa che in Repubblica Ceca ci sono state le elezioni perché non legge i giornali. Li leggete, e proprio per questo lo sapete. Ma i giornali, in genere, non si occupano delle elezioni in paesi come la Repubblica Ceca, non esattamente centrali per quel che riguarda i destini dell’Unione Europea, e del mondo occidentale più in generale.

Diciamola tutta, la Repubblica Ceca, non fosse per la presenza di Praga, città amatissima dai turisti, da quelli italiani in modo particolare, non se la calcolerebbe nessuno, o quasi. Periferia della periferia, o una roba del genere. Poi c’è Praga, e tutto passa in secondo piano. Ma a queste elezioni ha partecipato un tipo che non potete non aver visto, sui giornali italiani. Un tipo, di cui ignoro il nome, e voi pure (lo so, potrei ricorrere a Google, ma non è il nome del tipo di cui vi sto parlando), ma di cui ricordo bene la faccia. Perché il tipo in questione ha la faccia completamente tatuata, come uno di quelli che si vedono, sempre sui medesimi giornali, ogni volta che a Milano si tiene il Festival dei Tattoo. Una faccia tutta tatuata, in ogni singolo centrimetro, e con piercing un po’ dappertutto. Un artista, ci hanno detto i giornali, come a voler giustificare l’estrosità del suo aspetto, e come, soprattutto, se l’aspetto di una persona necessitasse di una giustificazione. Un artista che si è presentato alle presidenziali, infatti, sotto la faccia tatuata potevamo benissimo scorgere un vestito elegante.
A vederle, quelle immagini, abbiamo ghignato un po’ tutti. Che buffi, questi cechi, che hanno visto un tipo del genere presentarsi come presidente. Gente strana che non a caso vive in un posto infestato da elfi, folletti e fate, col Golem a essere, dopo Kafka, il personaggio praghese più noto al mondo, sempre che Kafka fosse tanto più normale del Golem.
Ora, potrei stare qui a tirarvela ancora per le lughe, aggiungere dettagli naif e estrosi a questa situazione. Dovere di cronaca, in realtà, mi dovrebbe spingere a dire che il tipo ha raggranellato pochi voti, perdendo sonoramente, ma neanche questo è il fatto che voglio dirvi.
Il fatto di cui si parla oggi, piaccia o meno, è che io sono in giro per l’Europa da circa dieci mesi, col gap temporale che potete anche solo immaginarvi. Sono in giro e ogni volta che arrivo in una città, in un paese, subito mi chiedono come diavolo abbiamo fatto, noi, a stare sotto Silvio Berlusconi tutti questi anni. Bunga bunga, ormai, ha sostituito Paolo Rossi nei saluti dei tassisti, e non credo sia un bene.
Lo so che non dovrei parlare di politica, infatti non lo sto facendo, sto parlando di noi in quanto paese, non di noi in quanto parte di un paese che, politicamente, la vede in un certo modo. Ecco, diciamo che oggi, io, vorrei che alle nostre elezioni si fosse presentato un tipo tutto tatuato, pieno di piercing, un artista, e che a far ridere gli altri fosse il fatto che il tipo, l’artista, era tutto tatuato, pieno di piercing. Così non è. Noi abbiamo i giaguari da smacchiare, i tecnici che si danno alla birra e alla cinofilia, i più noti notisti economici che risultano dotati di curriculum molto più fantasiosi e creativi di quanto non fosse la loro scienza messa in pratica da Tremonti. E la sola vera novità arrivata dall’intuizione di un comico, almeno lui, comico di professione.
E poi c’è il ritorno dei soliti noti. Sempre loro. Solo loro.
Ancora, mi dicono, ci dicono? Ancora, rispondo. Poi guardo il barista e aggiungo, un altro, grazie. E ci bevo su.

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L’elenco delle 12 tappe di Michele Monina, con mese d’uscita del libro, tutti pubblicati da Laurana Editore nella collana Europe.
Atene è un sogno (giugno 2012)
Londra è un orologio (luglio 2012)
Barcellona ti sorride (agosto 2012)
Lisbona è tutta luce (settembre 2012)
Amsterdam è un’isola (ottobre 2012)
Berlino non ha muri (novembre 2012)
Parigi è un lungo tramonto (dicembre 2012)
Vienna è un giro in carrozza (gennaio 2013)
Praga di incanti e di spettri (febbraio 2013)
Budapest (marzo 2013)
Istanbul (aprile 2013)
Stoccolma (maggio 2013)

L’AUTORE:
Michele Monina (Ancona, 1969) ha dedicato libri a personaggi che vanno da Vasco Rossi a Lady Gaga, da Zlatan Ibrahimovic a Valentino Rossi, passando per Bruce Springsteen e tanti altri ancora. Ha lavorato per MTV. Ha tradotto libri di Lou Reed ed Eminem, Palahniuk e Nick Cave. Ha scritto su “Gente viaggi”, “Rolling Stone” e “GQ”.
Laurana Editore ha pubblicato il suo “10 modi per diventare un mito (e fare un sacco di soldi)“, prefazione di Gianni Biondillo.

Categorie: Grand Tour de Force

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