Ho un libro in testa

Categoria: Fra le righe

Francesca Scotti ci porta all’interno di un grande, vertiginoso libro: “Lispector. Le passioni e i legami“.

FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti
Clarice, vivere e scrivere.

«Occorrerà del Coraggio per fare ciò che sono in procinto di fare: dire. Ed espormi all’enorme sorpresa che proverò di fronte alla povertà della cosa detta».
“La passione secondo G.H.”

Clarice Lispector è una bambina di pochi mesi quando arriva in Brasile. È nata nel dicembre 1920 a Tchetchelnik, in Ucraina, durante il viaggio di emigrazione dei genitori. Leggi di più..

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La scrittrice Francesca Scotti ci fa incontrare Biggie Bash, il frontman della reggae band che mixa suoni salentini e giamaicani. Si parla di musica & letture.

FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Ogni tanto mi accorgo di aver bisogno di ascoltare la distanza, forse per approdare in un altrove che nemmeno immagino. Cerco strumenti musicali primitivi, canzoni popolari dell’Europa Orientale, melodie tradizionali giapponesi mixate all’elettronica. Ed è stato proprio seguendo questo moto ondivago che ho incontrato Boom Da Bash. Ho ascoltato una canzone e poi un’altra e un’altra ancora. Le ascoltavo per il movimento che riuscivano a produrre, addosso, intorno, nelle immagini. Le ascoltavo per raggiungere una di quelle stanze mai aperte, per sentirmi a testa in giù e perché delle parole mi arrivava prima il suono che il significato. Le ascoltavo per la loro energia.
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Francesca, che ha rappresentato l’Italia a Scritture Giovani 2012 del Festivaletteratura di Mantova, è appena stata al Sigtuna Litteraturfestival.

FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Il primo colore è quello dei campi coltivalti, oro vecchio.

Il primo sapore è quello dell’aneto, che mi calma.

La prima forma è quella di una casa, come la disegnerebbe un bambino.

E poi acqua, silenzio, vuoto.

A Stoccolma arrivo all’imbrunire. Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

L’esecuzione di Julian Layn inizia con il silenzio. Seduto al suo pianoforte a coda, le mani sulle gambe, sembra voler ascoltare lo spazio prima di riempirlo di suono. Il Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, in occasione di Piano Milano City 2013, è il suo palcoscenico. Ma, allo stesso tempo, è anche foyer, quinta e parterre. Perché Julian suona per strada, sulle distese di neve, sui marciapiedi. Viaggia insieme al suo strumento musicale e a una biblioteca di frammenti sonori (heavysonicsource) - temi, frasi o passaggi – che ha incontrato e registrato nel tempo.

Qui potete ascoltarlo insieme a me durante la lettura: Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Quando guardo i lavori di Sam Punzina sento anche un suono, anzi più d’uno. Sono effetti liquidi: d’acqua colorata che scivola su qualcosa di fresco, di crema che fonde fino al bollore, di gocce e di linfa che scorre sotterranea. Poi arrivano i colori, i personaggi. Guardare le sue opere è come salire su una giostra bizzara popolata da farfa-conigli, scoiattoli quattrocchietti, fragole viola e canarini degli abissi. E ancora meduse, piante carnivore, margherite e quello che non riuscite a immaginare. Sam, con i suoi lavori, racconta delle fiabe che eccitano la fantasia e portano altrove.
Incontrarla è stato prezioso e di seguito potete leggere le sue risposte a qualche mia curiosità. Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

“Mi piace molto il dipinto con l’albero” dico.
“Radici” mi risponde Aldo.
In effetti “Radici” non solo è il titolo del quadro ma è anche parte del mistero che incontro nei lavori di Aldo Sergio. Sembrano così distanti e differenti da ciò che conosco. Eppure familiari in questa loro distanza.
Ho la fortuna di poter chiacchierare con Aldo, guardandando i suoi lavori. Alcuni me li lascia pesino sollevare, prendere in braccio.
“Quando hai cominciato a dipingere?”
Mi racconta una storia che parla dell’odore dei colori a olio. Gli stessi colori che, da bambino, aveva provato a mischiare con l’acqua sperimentando l’impossibilità sulla tavolozza. Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Nel 1965, anno in cui il regista Antonio Pietrangeli gira il film “Io la conoscevo bene”, non ero ancora nata. Adriana (una splendida e ventenne Stefania Sandrelli) invece aveva appena lasciato il Pistoiese per andare a Roma, in cerca del successo. Il successo sfavillante dello spettacolo, quello che vuole corpo e bellezza. Adriana è meravigliosa. È fresca, semplice, di un’ignoranza delicata. Scivola da un lavoretto all’altro, prima è parrucchiera poi è maschera al cinema. In attesa che arrivi il suo momento cambia pettinatura, colore dei capelli. Esce con giovanotti borghesi, conosce giornalisti e attori, sempre convinta che questi personaggi la porteranno in vetta. Ma non è lei ad approfittarsi di loro e in questo scenario riesce persino a innamorarsi. Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Qualche giorno fa sono andata a tagliarmi i capelli. Non che si tratti di una notizia sensazionale, certo. Qui a Nagoya ci sono molti parrucchieri, così come a Kyoto, dove vivevo prima. Ma questa è stata per me la prima volta. (In realtà il mese scorso mi è capitato di cenare in un salone di bellezza che di notte diventava un ristorante francese. Ma questa è un’altra storia).
Tabata, una donna con scarpe rosse e un paio di calzoncini che parevano più un’opera d’arte che un capo d’abbigliamento, mi ha spuntato i capelli. Prima mi ha massaggiata, incremata, leggermente percossa (per favorire la circolazione sul cuoio capelluto). Poi mi ha rifocillata con tè e biscotti, acconciata e rivestita di sciarpa e cappotto. Infine mi ha accompagnata fino in strada e salutata cerimoniosamente.
Una volta a casa “sfogliando” la rete, sono incappata nell’immagine di una ragazza giapponese con il viso segnato dalle lacrime e i capelli rasati. Probabilmente l’avete vista anche voi, perchè sta facendo il giro del mondo. È Minami Minegishi, una delle giovani cantanti di un titanico gruppo j-pop femminile, le AKB48. Minami è apparsa davanti alla telecamera in queste condizioni per recitare il suo mea culpa; ha dismesso gli abiti da palcoscenico e i lisci capelli neri per dichiararsi pentita. Ha violato una regola della band, la cosiddetta “No date rule” che impedisce alle componenti del gruppo di avere relazioni sentimentali. Minegishi è stata vista uscire una mattina dalla casa di Alan Shirahama, dancer di un noto gruppo pop. Com’è ovvio i ragionamenti e i pensieri che si possono fare sono sull’accaduto sono numerosie coinvolgono diversi aspetti. Ma per un istante è solo la natura del suo gesto che mi interessa. Leggi di più..

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FRA LE RIGHE
di Francesca Scotti

Da quando mi sono trasferita a Nagoya, complice un po’ di solitudine, ho cominciato a guardare in maniera diversa gli oggetti che mi circondano. Non mi riferisco solo a quello che mi appartiene ma anche – anzi, soprattutto – alle cose degli altri: quelle indossate, quelle di tutti i giorni, quelle dimenticate. Così, nel silenzio di alcune giornate senza meta, mi sono accorta di quanto gli oggetti assorbissero la mie energie di immaginazione. Per la loro storia esplicita, o per quella che potevano nascondere. Domandare “questo a cosa serve?” o “ questo come si indossa?” mi ha aiutato a ritrovare la gratuità di certi incontri. Gli oggetti come fossero agenti della reazione chimica dello scambio, della conoscenza. E in alcuni casi persino dell’amicizia. Leggi di più..

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