Ho un libro in testa

Categoria: Gli scrittori raccontano

L’autrice di Qualcosa di simile (su Hounlibrointesta ne parla qui) ci fa entrare – con le sue parole e le sue fotografie – in una delle più belle librerie del mondo: si chiama Keibunsha ed è a Kjoto. Dove la scrittura torna a essere un affascinante enigma.

 

 

 

Quando ero bambina sceglievo i libri dalla copertina o dalle figure. Poi ho imparato a leggere ed è cambiata ogni cosa.

Ora vivo a Kyoto da qualche mese e sono tornata a non saper leggere o quasi. Ma il mio amore per librerie e libri passa anche dalle mani. Sfogliare pagine che sprigionano odori nuovi, sentire il peso delle parole stampate. Il piacere di vagare tra gli scaffali dimenticandosi il libro che si sta cercando per lasciarsi affascinare da tutti quelli che non si conoscono. Così, ho deciso di andare a fare una visita alla libreria Keibunsha, che è stata segnalata come una delle migliori 10 librerie del mondo alcuni anni fa.
Ho inforcato la bicicletta e ho percorso alcuni chilometri lungo il fiume Kamo, verso nord per raggiungere il quartiere popolare dove si trova.
Più che una libreria, dall’esterno, pare un negozio di piante e fiori. Un vivaio. E mi piace subito. Strutturata su un unico piano (è una rarità da queste parti) si estende lungo diverse vetrine. Sono così ampie e luminose che mi invogliano a sbirciare ancor prima di varcare la porta.
All’interno sono i libri a creare lo spazio, i libri a dare colore e movimento. Gli scaffali non sono molto più alti dei lettori: trovo gradevole avere anche l’ultimo ripiano a portata di sguardo.
Ci sono testi d’arte, i classici, la piccola editoria, volumi di cucina e libri per bambini. Su un largo tavolo di legno grezzo sono proposte edizioni d’arte di autori giapponesi. Formati speciali, carte preziose. Per ognuno di questi il primo volume della pila è contrassegnato da un’etichetta con scritto sample. Questo significa che lo posso sfogliare, girare e rigirare tra le mani. Familiarizzare con l’oggetto prima di decidere se comprarlo o meno. Mi riempio gli occhi di immagini, cerco di memorizzare più nomi possibili. Non saper leggere è un tormento. Non riesco a trasformare in significato quei segni. Continuo a chiedermi: chissà che storia accompagnano queste illustrazioni. Chissà che suono hanno queste poesie.

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