Ho un libro in testa

Categoria: Incontri ravvicinati del tipo “scrittore famoso”

Al Festivaletteratura di Mantova sarà un protagonista. Un’altra ragione per leggere/rileggere i suoi romanzi: dopo “Limonov”  Adelphi ha pubblicato “L’Avversario“, ma agosto è una buona occasione anche per ri-scoprire gli altri, tra cui il formidabile “Baffi“. Il libro che Carrère preferisce? Vite che non sono la mia.

E se ancora non l’avete fatto, potete leggere l’intervista di Marta Perego. Per entrare nella casa di Carrère basta cliccare qui.

 

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Marta Perego ci fa incontrare l’autore di “Canada” (Feltrinelli).

OLTRE I CONFINI CON RICHARD FORD
di Marta Perego

L’altra sera ero a una cena “letteraria”. Quelle cene in cui ci sono editor, giornalisti, scrittori, si mangia (se riesci ad arrivare al buffet) e si chiacchiera di libri, scrittori, uscite, drammi e felicità del mondo dei libri. Un mio amico che lavora in una casa editrice mi presenta ad un’altra persona dicendo “lei è quella che si innamora degli scrittori”. Io arrossisco e dico… “Ma va”. Lui risponde “Massì, dici sempre che sono bellissimi”. Faccio quella che in gergo si chiama “mente locale” e penso. Caspita. È vero. Carrère, Safran Foer, Etgar Keret e ora anche Richard Ford. Ve li ho raccontati tutti qui. E, per me, sono tutti bellissimi. Leggi di più..

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Marta Perego ci fa entrare nella casa parigina di Emmanuel Carrère, scrittore amatissimo, enigmatico, autore di libri bellissimi e inquietanti, da “Limonov” a “Baffi“.

A TU PER TU CON EMMANUEL CARRÈRE
di Marta Perego (@marta_perego)

Vorrei raccontarvi il segreto di uno scrittore che sta conquistando i cuori dei lettori di tutto il mondo, con un libro che parla di un personaggio – controverso, antipatico, folle, a cui finisci per affezionarti anche se non vorresti- come Eduard Limonov. Me l’aspettavo bohemien, charmant e viveur, questo Carrère – come avevo letto da tante parti. Invece no. Mi si è presentato un uomo gentile, affabile, sorridente. Un uomo che ti colpisce per la sua serenità raggiunta, per la gratitudine con cui te ne parla. Per la sua limpida consapevolezza: è come se ti dicesse costantemente “sono diventato così, grazie a lei”… E tu capisci che in quel caos di finzione, realtà, letteratura e vita può esistere un senso e un collante. Che, nel caso di Carrère, ha i capelli neri raccolti e lo sguardo abbassato.

“Credo di scrivere per migliorarmi come essere umano. Per diventare più consapevole, e un uomo più consapevole è un uomo più libero”. Leggi di più..

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Marta Perego intervista l’autore di Miele (Einaudi) che racconta molte cose: cosa c’è di lui nel romanzo, come è diventato scrittore, come vede il futuro e cosa pensa di Philip Roth (e della scelta di non scrivere più).

A TU PER TU CON IAN MCEWAN
di Marta Perego (@marta_perego)

Forse è inutile eccedere nelle presentazioni. Ian McEwan è uno degli scrittori contemporanei più grandi del mondo. Uno capace di arrivare al cuore e al cervello di lettori forti, lettori così così e anche di chi di libri ne legge davvero pochi. Dico questo sulla base di sondaggi personali, di tante persone che ho incrociato nella mia vita che mi hanno detto “sai io di libri non ne leggo” ma poi scopri che almeno un romanzo di McEwan l’hanno letto e gli è piaciuto.

E questo è un grande merito per uno scrittore ed è una cosa che McEwan sa fare, credo, per una ragione molto semplice: non ha mai sottovalutato l’importanza delle storie. Che sia la ragazzina di Espiazione alle prese con i drammi della storia e le sue colpe, la Guerra Fredda e i dilemmi d’amore di Lettera a Berlino o i problemi etici di Amsterdam.

McEwan nei suoi libri ti prende per mano e ti conduce in strade, luoghi, situazioni avanti e indietro nella storia. In mezzo, tra colpi di scena, humour, amore e dramma, ci mette la letteratura. Usa i mezzi narrativi penetrandoci dentro, forse un po’ giocandoci ma sempre con onestà e fiducia nei confronti del lettore. La sua forza sta lì, nel mix tra linguaggio, trama e racconto dell’essere umano. Leggi di più..

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L’autore di romanzi cult come “La famiglia Winshaw” spiega a Marta Perego il senso del suo ultimo libro, “Lo specchio dei desideri (Feltrinelli). E dice: «È il libro più politico che abbia mai scritto».

CHE COSA C’È DIETRO LO SPECCHIO
di Marta Perego (@marta_perego)

Incontro Jonathan Coe a Pordenone per il festival PordenoneLegge. È qui per presentare il suo “Lo specchio dei desideri” il suo primo romanzo per bambini. Dopo una simpatica gag a suon di gelati e abiti bianchi, mi regala un’intervista che fa riflettere, tanto. Perché lui è uno che al suo mestiere, quello di scrivere, ci crede davvero. Leggete un po’ perché…

Mi si avvicina con sorriso sornione e mi dice “Cavoli mi sono vestito di bianco perché pensavo che in Italia vi vestiste tutti così” Leggi di più..

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Voi come vedete il futuro? Sentite cosa Annalena McAfee, autrice del romanzo “L’esclusiva”, racconta a Marta Perego. Mentre il marito, Ian McEwan…

IL FUTURO SECONDO ANNALENA MCAFEE
di Marta Perego (@marta_perego)

A Pordenonelegge ho incontrato Annalena McAfee, moglie di Ian McEwan e giornalista. Ha fondato il “Guardian Review” (l’inserto letterario del “Guardian”) ed è stato suo direttore fino al 2006. Ha esordito come scrittrice con “L’esclusiva”, un libro uscito pochi mesi fa per Einaudi.

E se lui rimane uno dei miei autori preferiti in assoluto (a Novembre esce in Italia “Miele, non vedo l’ora), lei è entrata nel mio cuore e nei miei ricordi. Con una domanda “e tu, come vedi il tuo futuro?” Leggi di più..

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Si sta pensando a un’app per Iphone, pare, all’iStrega “diventa stregato anche tu: mandaci il tuo manoscritto, paga 50 euro e ti arriverà a casa una cassa di liquore”. Vi è già arrivata la notizia? Nooo? E infatti stiamo solo scherzando. Però seguite Marta Perego, tornata dallo Strega con foto, chiacchiere con Alessandro Piperno, Gianrico Carofiglio, Marcello Fois, Emanuele Trevi… e varie idee.  Buona visione. E buon divertimento.

Alessandro Piperno con Marta Perego

NOTTE STREGATA AL DI LÀ DELLE POLEMICHE
RIFLESSIONI IN PREMESSA
di Marta Perego (@marta_perego)

Se vi aspettate che in questo post mi scagli contro le storture di un sistema ormai noto e consolidato vi sbagliate. Non ho interesse a parlare male di un qualcosa per cui non ho soluzione. Il Premio Strega è un premio degli editori, è chiaro, comprovato ed è quasi una ridondanza ripeterlo. Ci sono degli enormi difetti in tutto il procedimento che porta alla definizione del vincitore. A partire dal fatto che, per accedervi, un autore deve essere presentato da due “Amici della domenica”(e se non hai amici? Se non sei abbastanza inserito nelle dinamiche da salottone romano? Che fai?). Poi la caccia al voto, le lettere, le telefonate ( vi consiglio di leggervi questo post che racconta del rapporto di Pasolini col premio, tanto per dire che non è che i difetti siano un qualcosa di propriamente recente). Un copione che chi si occupa di libri ben conosce e critica da anni.

Quest’anno Tullio De Mauro, il direttore della Fondazione Bellonci, ha voluto intensificare il peso dei cosiddetti “lettori forti” (lettori segnalati dalle librerie del circuito ALI). L’anno scorso erano 30, quest’anno 60. Ma chi sono questi lettori forti? Dove li pescano? Secondo molti giornalisti blasonati, questi lettori avrebbero votato in massa Gianrico Carofiglio, l’autore più pop e famoso. Ma come hanno fatto a capirlo? A chi hanno chiesto? E, anche se fosse? Forse il merito di questa operazione sta proprio nell’aver inserito un terzo nome in gara, più lontano alle dinamiche intellettual-salottiere-editoriali. Leggi di più..

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Ebbene eccola qui: l’autrice che sta facendo parlare-sparlare tutto il mondo di sé. Ve la immaginavate diversa? Ascoltate che cosa racconta a Marta Perego (che dietro il suo sorriso sta studiando attentamente l’autrice del caso “Cinquanta sfumature”).

ALLA SCOPERTA DELLA VERA E L JAMES E DI COSA SI NASCONDE DIETRO IL CASO EDITORIALE “CINQUANTA SFUMATURE”
di Marta Perego (@marta_perego)

Non sono una che si fa intimidire dai casi. Letterari, cinematografici, culturali, sociologici. E non sono nemmeno una che si scaglia addosso cotali successi per partito preso. “Se vendi fai per forza schifo”. E anzi, quando mi è capitata davanti la signora E L James mi è subito nato un moto di simpatia. Tracagnotta, sorrisona, ma determinata e convinta. Fin troppo.

Nell’intervista mi parla come in un comunicato stampa, anche se con cortesia. Capirai, dopo 10 milioni di copie e centinaia di copertine l’abitudine te la fai, soprattutto se scrivi un libro come “Cinquanta sfumature di grigio” e tutti (e dico tutti, me compresa), vogliono arrivare ad un unico punto: ma tutti quegli scudisciamenti, le frustate, le sale delle torture da dove arrivano? È un po’ autobiografico?

Lei ti guarda, ti sorride e ti dice “No, ma mi piacerebbe”. A quel punto come fai a non stimarla, almeno un po’?

INTERVISTA A EL JAMES (rubata sul terrazzo della Mondadori di Piazza Duomo)

Signora EL James, da cosa è nato “Cinquanta sfumature”? Leggi di più..

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Siamo a Tel Aviv: Marta Perego intervista Keret, chiacchierando di scrittura e scrittori, da Kakfa ad Amos Oz. E del suo nuovo libro che in Italia uscirà a settembre: “All’improvviso bussano alla porta” (Feltrinelli).

SCOMMETTIAMO CHE TRA TRE MESI  PARLERANNO TUTTI DI ETGAR KERET?
di Marta Perego (@marta_perego)

Lo so, questa rubrica si chiama “Incontri ravvicinati del tipo scrittore famoso”. Lo so, davvero. Però in questo caso, come già avevo fatto con Jennifer Egan, voglio prendermi di nuovo la licenza di scommettere su un nome che io sono sicura (ma dico sicura sicura sicura) che tra tre mesi sarà sulla bocca di tutti.

Sto parlando di Etgar Keret, scrittore 45enne nato, cresciuto e pasciuto a Tel Aviv. Ha già pubblicato in Italia con e/o sette raccolte di racconti, in settembre pubblicherà la nuova, “All’improvviso bussano alla porta” per Feltrinelli. Leggi di più..

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Oggi la puntata della rubrica Incontri ravvicinati del tipo “scrittore famoso” è diversa: Marta Perego è appena tornata da un viaggio in Israele e ha voglia di raccontarci ciò che più l’ha colpita. Seguite le storie che ha trovato e il suo reportage (che ci porta fino ai volti degli scrittori  Yishai Sarid, Etgar Keret e Amos Oz).

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VIAGGIO IN UNA ISRAELE FATTA DI STORIE di Cora Sinigaglia

La scorsa settimana sono stata invitata a un viaggio stampa per scoprire arte e cultura contemporanee di Israele. Ho passato una giornata a Gerusalemme e quattro e Tel Aviv.

Wifi a Gerusalemme.

Skyline di Tel Aviv.

È stata un’esperienza meravigliosa. Israele è un paese che affascina, entra nel cuore e sono sicura che farà fatica ad uscirne. 64 anni di storia, 7 milioni di abitanti, una superficie che di poco supera quella della Puglia e una stratificazione di contraddizioni, culture, religioni che ti conquista, nella sua complessità. Leggi di più..

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