Ho un libro in testa

Categoria: La cassetta degli attrezzi

Incontriamo l’autore di Mi riconosci.


La valigia dello scrittore

di Davide Musso

Uno scrittore più giovane e uno più maturo. Un’amicizia letteraria che diventa, nel tempo, quasi un rapporto padre/figlio. Poi la malattia dello scrittore maturo e il lento precipitare degli eventi, fino alla fine. Nel suo nuovo libro (Mi riconosci, Feltrinelli) Andrea Bajani racconta la storia del suo legame profondo con Antonio Tabucchi.

 

Mi riconosci è, a mio avviso, innanzitutto un atto d’amore estremo verso una persona che per te è stata, da un certo punto in poi, un riferimento umano ma anche letterario e professionale. Come e perché nasce un libro così personale?

Sì, credo sia proprio un atto d’amore. Ma non penso che sia soltanto nei confronti di una persona. Credo sia prima di tutto un atto d’amore verso la letteratura. Averla come equipaggiamento e come confronto, sapere che si può attraversare la vita con una valigia di libri, sapere che si può scendere dall’altra parte della vita con quella stessa valigia, ecco, è un privilegio che bisognerebbe riuscire a condividere di più. Far sentire come si viaggia, con quel bagaglio a mano. Che conforta, scombina, riserva sorprese. A ogni apertura pensi che ci sia stato un errore, perché dentro ci trovi le cose degli altri. E però poi ti rendi conto che non è un errore, e che anche con le cose degli altri, se le indossi tu, si può continuare a viaggiare. Leggi di più..

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Filippo Nicosia racconta a Davide Musso la sua idea: una libreria viaggiante su furgone per portare in giro l’editoria indipendente.

Libri on the road
di Davide Musso

Conosco Filippo Nicosia da alcuni anni per incroci a fiere editoriali (io lavoro in una casa editrice, lui lavora in una casa editrice) e per la sua passione per la scrittura: fin dalla prima chiacchierata ho capito che non era del tutto a posto e che saremmo andati d’accordo. Così non mi sono stupito più di tanto quando mi ha detto di avere acquistato un vecchio furgone da trasformare in una libreria viaggiante con cui attraversare in lungo e in largo la Sicilia quest’estate. Il progetto – che, come spiega Filippo, non è un progetto – si chiama “Pianissimo – libri sulla strada“, partirà il 9 agosto e avrà come compagni di viaggio Serena Casini, Mauro Maraschi e Maura Romeo.

Sul sito scrivi che “Il viaggio dei libri nell’isola è un momento d’incontro e di dialogo, di promozione della lettura e dell’editoria indipendente, nella regione che, dopo la Basilicata, detiene il record negativo di lettori d’Italia e, dato ancora più allarmante, quello di analfabeti.” Come nasce il progetto “Pianissimo” e perché, con quali obiettivi?

“Pianissimo” non è un progetto e non si pone obiettivi. “Pianissimo” è un gesto, un viaggio, strade paesi persone e libri. Di progetti e obiettivi parlano le istituzioni con la loro sintassi tutta potenziale che non si tramuta mai in fatti. “Pianissimo” è una scelta d’istinto, un po’ situazionista e un po’ corsara il cui solo scopo è incentivare la lettura, rendere visibile l’editoria indipendente, leggere e far leggere. Leggi di più..

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Incontriamo l’autore di  “Questo bacio vada al mondo intero” e di “TransAtlantic”, il nuovo romanzo uscito in America.

I nostri passi incerti. Intervista a Colum McCann
di Davide Musso

“Il mondo gira. Sotto i nostri passi incerti. È quanto basta.”
Il mondo gira e ci porta con sé, anche se non ce ne accorgiamo. Le vite si incrociano, si sfiorano a volte senza incontrarsi mai davvero.
“Avanziamo incespicando, pensa Jayslin, portiamo un po’ di rumore nel silenzio, troviamo in altri di che andare avanti. È quasi abbastanza.”
L’amore, e tutto il dolore che scorre in mezzo a noi.
“C’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, fin dall’inizio.” Leggi di più..

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Davide Musso parla con Paolo Cognetti de Il ragazzo selvatico“, uscito per Terre di Mezzo Editore. È una chiacchierata particolare, perché Davide (editor di Terre di Mezzo) e Paolo hanno lavorato insieme a questo libro (domani 6 giugno sarà presentato a Milano alla libreria Gogol & Company alle 19, qui il link).

UN RAGAZZO SELVATICO IN FUGA DA SÉ
di Davide Musso

Trent’anni, un inverno difficile, la necessità di staccare da tutto e da tutti. Paolo Cognetti – fresco di candidatura al Premio Strega con il libro “Sofia si veste sempre di nero” uscito per minimum fax – pubblica con Terre di mezzo Editore Il ragazzo selvatico“, il suo primo titolo dichiaratamente autobiografico, la storia vera di una fuga in montagna e di un viaggio per ritrovare se stessi, per fare i conti con il passato, una lotta a mani nude contro il dolore.

 All’inizio del libro racconti che la tua esperienza nasce da un’insoddisfazione generale che stavi vivendo in quel periodo: “Avevo dato molto, e dove stava la mia ricompensa?”. Così hai deciso di ritirarti in una baita a duemila metri. Da solo. Perché hai cercato questa condizione, in qualche modo estrema, per ridare un senso a quello che stavi facendo?
«Sono sempre stato un solitario. E in montagna ci sono cresciuto: fino ai vent’anni era il luogo dell’estate, dove mi liberavo di regole e padroni e tornavo a uno stato selvatico che per me è sinonimo di felicità. Poi sono rimasto in pianura per una decina d’anni, a scrivere, lavorare, metter su casa, costruirmi una vita adulta come tutti. Quando quella vita è andata in crisi, provare a curarmi salendo in montagna è stato quasi istintivo: ti sei perso, non sai più dove ti trovi, allora ti volti a guardare da dove sei arrivato, rifai il percorso al contrario per cercare un’altra strada. Per me è stato un tornare all’infanzia, a mio padre e mia madre. Al ragazzo selvatico che ero. Sentivo che dovevo ripartire da lì. Volevo farlo nel modo più estremo possibile perché sono un estremista! E poi perché in mezzo c’è stato “Into the Wild“, per me un incontro cruciale. Allora la baita, la solitudine, le settimane senza mai scendere a valle, la legna, la neve, le notti».

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Gran finale con Keith Haring. Davide Musso sta per tornare in Italia. Ecco quindi il suo ultimo post da New York.

«DAI VOCE ALLA STRADA SENZA LINGUA»
di Davide Musso

Saluto New York con Keith Haring, writer e pittore scomparso a 31 anni nel 1990. Con i suoi omini gioiosi raccontava storie sui muri della Grande Mela (ma non solo, a Pisa per esempio trovate questo) ancor prima di finire nei musei. Diversi suoi graffiti purtroppo sono stati cancellati, ma se vi spingete fino a East Harlem, tra complessi di case popolari e capannoni industriali, potete ancora godervi le due pareti di “Crack is Whack”, un esplicito invito a non fare uso di crack dipinto nel 1986 in questo campetto da basket di periferia e ristrutturato di recente (vedi qui). Leggi di più..

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Sulle tracce di Chaim Potok. Davide Musso, che su Hounlibrointesta cura la rubrica “La cassetta degli attrezzi“, sta girando per New York. E così ogni giorno ci manderà un post su quello che colpisce il suo occhio di editor-scrittore-lettore.

SVOLTATE L’ANGOLO
di Davide Musso

A proposito di supereroi, se volete provare l’ebbrezza di un salto spaziotemporale New York è la città adatta: svoltate l’angolo e vi ritrovate in un mondo completamente diverso da quello dove eravate solo una manciata di secondi prima. Se per esempio attraversate la Broadway da Williamsburg verso sud, lasciandovi alle spalle l’omonimo ponte sospeso, i locali hipster alla moda che costellano il quartiere spariscono all’improvviso per fare spazio a nugoli di bambini con kippah e boccoli che scorrazzano per strada. Qui vive la comunità di ebrei chassidici dove lo scrittore Chaim Potok ambientò alcuni dei suoi romanzi più famosi, come “Il mio nome è Asher Lev“, che racconta di un giovane ebreo ortodosso con uno straordinario talento per la pittura costretto a scegliere tra la propria vocazione e le rigide tradizioni della famiglia d’origine. Leggi di più..

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Nel laboratorio di scrittura di Dave Eggers. Davide Musso, che su Hounlibrointesta cura la rubrica “La cassetta degli attrezzi“, sta girando per New York. E così ogni giorno ci manderà un post su quello che colpisce il suo occhio di editor-scrittore-lettore.

HO FATTO CRASH!
di Davide Musso

Dall’esterno potrebbe sembrare un negozio di accessori per supereroi come tanti… E invece no: sapendo quale degli scaffali di metallo far ruotare una volta entrati, si può accedere a 826NYC, “filiale” newyorkese del laboratorio di scrittura creativa per bambini fondato nel 2002 a San Francisco (826valencia.org) dallo scrittore Dave Eggers. Leggi di più..

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Nella casa di Truman Capote. Davide Musso, che su Hounlibrointesta cura la rubrica “La cassetta degli attrezzi“, sta girando per New York. E così ogni giorno ci manderà un post su quello che colpisce il suo occhio di editor-scrittore-lettore.

QUI È STATO SCRITTO “COLAZIONE DA TIFFANY”
di Davide Musso

In questa casa gialla al 70 di Willow Street, una tranquilla stradina residenziale a due passi dal ponte di Brooklyn, Truman Capote scrisse il romanzo “Colazione da Tiffany“, uno dei suoi libri più famosi, pubblicato nel 1958. Tre anni fa la casa (900 metri quadrati per 16 stanze) è stata venduta per una cifra da capogiro. E così oggi le pagine di “Tiffany” e Holly Golightly mi hanno tenuto compagnia nel mio girovagare, da Willow Street giù giù fino a Coney Island, con la sua ruota panoramica, e poi su su fino a una panchina di Central Park: Leggi di più..

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Davide Musso, che su Hounlibrointesta cura la rubrica “La cassetta degli attrezzi“, sta girando per New York. E così ogni giorno ci manderà un post su quello che colpisce il suo occhio.

PER IL BIBLIOFILO ALTERNATIVO
di Davide Musso
Strand Books
è una tappa obbligata per il bibliofilo alternativo in visita a New York. Storica libreria indipendente di Manhattan su quattro piani, con pavimenti di legno scricchiolante e scaffali alti fino al soffitto dove arrampicarsi con apposite scale: qui trovate quasi di tutto, dai romanzi ai fumetti, dai libri sulla grafica dei dischi metal agli illustrati per bambini. Leggi di più..

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Nella “Cassetta degli attrezzi” di Davide Musso oggi c’è l’esordiente che ha colpito Alice Munro.

Trasparenze di Davide Musso

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI Letture, scritture, lavoro editoriale
“Le relazioni rendono la vita degna di essere vissuta”

di Davide Musso

L’esordio di Deborah Willis, autrice canadese classe 1982, ha colpito Alice Munro (“La gamma emotiva e la profondità di queste storie, la chiarezza e l’abilità compositiva sono stupefacenti”) e non può lasciare indifferenti: “Svanire” (Del Vecchio) raccoglie 14 racconti affilati come schegge su gente che scompare lasciandosi tutto alle spalle, su amori che si sfilacciano, su incomprensioni tra padri e figli e così via. Un libro che anche Paolo Cognetti ha segnalato tra i migliori usciti negli ultimi tempi.

foto di Darshan Stevens

I tuoi racconti hanno a che fare con chi sparisce, con le persone che non ci sono più, ma anche con il dolore di chi resta. Perché hai deciso di lavorare proprio su questo tema?

Non è che abbia deciso di lavorare sul tema della sparizione – mi sono ritrovata a lavorarci senza rendermene conto. Il mio editor ha sottolineato che tutti i miei racconti sembravano avere a che fare con questo argomento, ed è a quel punto che abbiamo deciso il titolo. Mi ricordo di essermi sorpresa perché io ho semplicemente scritto, in un periodo di sei anni, senza pensare a come le storie sarebbero state insieme. Non sono sicura che il soggetto mi interessasse tanto all’epoca, e mi interessa poco ora. Credo di aver lavorato su queste particolari ansie mentre scrivevo il libro. Mi piace pensare che la scrittura porti a una trasformazione, per lo scrittore e, in alcuni casi speciali, per il lettore. Credo che scrivere di determinate paure o dubbi o preoccupazioni possa forse alterarli, o permettere allo scrittore di conviverci con maggiore serenità. Leggi di più..

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