Preparatevi, perché sta per partire la nuova puntata delle avventure del nostro avvistatore di libri in treno. Qui, su Hounlibrointesta, ogni lunedì. Per leggere le puntate precendenti, clicca in alto su Categorie: Lettori su rotaie.
E voi fate mai caso a quello che leggono le persone sui mezzi di trasporto?
Martedì della settimana scorsa, otto e qualcosa del mattino, sul solito regionale da Piacenza a Milano. Attorno a me, stavolta, ci sono diversi libri per le mani di diversi lettori. Niente di bizzarro, romanzi che si trovano facilmente in libreria.
Un signore legge un tascabile Einaudi (non ricordo cosa). Vedo solo che in copertina campeggia un bollone pubblicitario: meno venticinque per cento. Ripenso alla legge Levi, relativa allo sconto fisso sul libro. Al fatto che ormai bolloni del genere non se ne vedranno più tanti. E più penso a come è stata fatta la legge in questione, e mi tornano tutte le perplessità del caso.
Po mi viene in mente un’altra cosa che io vorrei invece. Vorrei che ci fosse, a disposizione degli insegnanti, una formazione specifica che li metta in grado di far amare i libri agli studenti. La lettura è una cosa che spontaneamente si amerebbe – poiché tutti amano le storie: nei film, nei resoconti che si fanno agli amici al bar, nelle avventure che si immagina di vivere – ma che si finisce per perdere se non si scopre al più presto che i libri ci fanno stare con gli altri e non ci separano da loro. Per questo è importante che la mamma racconti storie al figlio, che il figlio le riracconti alla mamma sempre uguali. Perché le storie fanno stare insieme agli altri, e io vorrei che si mettessero a disposizione degli insegnanti gli strumenti per mostrarlo agli studenti. Vorrei che nei corsi universitari, nelle scuole per l’insegnamento, nei corsi di aggiornamento e così via si mostrassero quelle attività laboratoriali che permettono sempre più di vedere il libri come qualcosa di interattivo, che ci riguarda. Qualcosa di vivo.
E invece. Invece niente perché se si ritiene di tener fuori una generazione intera dal mestiere dell’insegnamento, è un segno che sull’insegnamento non si vuole investire. È inutile formare meglio persone che non si vuol far lavorare, introdurre innovazioni accademiche e così via. Buffo uno Stato che interviene sulle percentuali di sconto dei libri senza preoccuparsi di incrementare la lettura.
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