Ho un libro in testa

Categoria: Nella testa degli scrittori

A cosa starà pensando Guido Gozzano mentre nuota? Probabilmente all’Isola che scivola sui mari, all’azzurro color di lontananza… Leggete che storia. E godetevi questa foto rara.


La più bella
di Guido Gozzano

I.

Ma bella più di tutte l’Isola Non-Trovata:
quella che il Re di Spagna s’ebbe da suo cugino
il Re di Portogallo con firma sugellata
e bulla del Pontefice in gotico latino. Leggi di più..

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L’autore di Tutti i colori del mondo (ne parla qui) ci racconta le sue letture e il nuovo romanzo a cui sta pensando.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

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Che cosa ho in testa perché lo sto leggendo

Alcuni libri. Quello che sto leggendo, ossia La freccia del tempo di Martin Amis, e quello che ho sul comodino, i Sillabari di Goffredo Parise. Ma ho soprattutto in testa Un’eredità di avorio e ambra di Edmund de Waal. L’ho letto ormai quasi un anno fa, ma continua a tornare. Per l’esattezza delle emozioni, perché è l’ultimo libro letto per cui ho pianto, perché mi sembra un immenso. Per il modo in cui è narrato, un’opera unica tra la biografia e il romanzo, tra la didascalia e l’epica. Perché insegna sempre che gli oggetti contengono il tempo. Lo custodiscono. Leggi di più..

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L’autore del romanzo La notte dei petali bianchi (Laurana Editore) ci racconta le sue letture e il nuovo romanzo a cui sta pensando.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

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Che cosa ho in testa perché lo sto leggendo

Di libri letti e vivisezionati, di cui potrei parlare per ore senza stancarmi, ce ne sono tanti. Ogni scrittore credo abbia un suo personale archivio mentale in cui determinate storie e personaggi continuamente fanno la loro comparsa, frasi o incipit che senza sforzo escono ed entrano dagli scaffali della memoria. Le mie narrazioni di riferimento aumentano a dismisura poiché si allargano ai racconti per immagini propri del cinema, e così spesso mi accorgo ̶ scrivendo o immaginando un soggetto per un romanzo o un racconto ̶ che la mia genesi creativa affonda le sue radici più che altro nei film di Won Kar-wai o in certe pellicole di Inarritu. Di notte ̶ mentre fisso sulla carta delle idee, a penna ̶ mi tornano in mente alcuni piano-sequenza di Antonioni o certe atmosfere di Louis Malle, di Chabrol, oppure rivedo per la centesima volta Paris, Texas di Wim Wenders per studiare l’uso del colore in determinate scene di esterni. Pertanto credo che la mia scrittura abbia molto, o più, a che fare col cinema rispetto alla letteratura.
Tuttavia i libri che ho in testa, in questo preciso momento ma non solo, sono almeno tre e tutti per motivi diversi. Uno dei romanzi più intensi e utili, per me, letto negli ultimi anni è sicuramente Scogliera di Olivier Adam. Se dovessi indicare oggi lo scrittore europeo di maggior talento non farei fatica a citare il suo nome.

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Incontriamo l’autore di Portami a ballare (Fazi editore), l’ultimo libro della serie gialla del commissario Ponzetti.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

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Che cosa ho in testa perché lo sto leggendo
Mi ha colpito recentemente un romanzo d’esordio di un giovane scrittore romano, Marco di Porto, Nessuna notte è infinita, edizioni Lantana, già autore di una raccolta di racconti nel 2007, edita da peQuod.
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L’autrice de La felicità del testimone (Manni Editori) ci racconta le sue letture e il nuovo romanzo a cui sta pensando.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
a cura di Caterina Morgantini

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Che cosa ho in testa perché lo sto leggendo

Per amore e per scelta (ma l’amore è sempre una scelta) di recente ho cominciato a leggere alcuni racconti di Dorothy Parker, raccolti da Bompiani in una vecchia edizione, oggi quasi introvabile. Traduzione di Eugenio Montale e prefazione di Fernando Pivano: un’autentica perla. Leggi di più..

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L’autore di Partigiano Inverno (Nutrimenti), finalista al Premio Italo Calvino 2011, ci racconta le sue letture e il nuovo romanzo a cui sta pensando.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
a cura di Caterina Morgantini

Che cosa ho in testa perché lo sto leggendo
Difficile indirizzare la mia scelta su un solo titolo; preferirei piuttosto parlare di costellazioni tematiche, di arcipelaghi testuali. Prima di tutto sento ancora bene allignati tra le pieghe del cervello quei romanzi che hanno fatta la bella base del mio Partigiano Inverno: il Fenoglio, soprattutto del Partigiano Johnny e di Una questione privata, il Calvino del Sentiero, Gadda, e altri. In specie mi viene in mente il Meneghello dei Piccoli maestri che – lo confesso – ho letto dopo la stesura del romanzo, ma lo percepisco con una potenza retroattiva (se mai questa cosa possa avere un senso). Mi piace pensare che in qualche modo quel Meneghello fosse giunto a me anche prima, attraverso un dialogo indiretto, mediato da altri libri. Leggi di più..

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Sergio Pent ci racconta i libri che ha in testa: “In una sola persona“di John Irving e “La casa delle castagne”, il suo nuovo romanzo che uscirà a febbraio.

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
a cura di Caterina Morgantini

Il libro che ho in testa perché lo sto leggendo
In questo momento ho terminato di leggere il nuovo romanzo di un autore che ho “quasi” sempre adorato, John Irving, “In una sola persona”, forse uno dei suoi migliori risultati dopo un paio di prove intenzionalmente eccellenti ma un po’ eccessive come stesura. Amo i temi di Irving (la ricerca del padre, l’identità sessuale, ma anche psicologica di ciascuno di noi, le stravaganze del destino, gli addii, gli amori giusti ma impossibili) e credo che rappresenti (con Auster, McEwan, il nostro Ongaro) uno dei pochi scrittori contemporanei che, senza fare gli accademici, riescono a raccontare la vita e le sue bizzarrie attraverso delle splendide storie.

Il libro che ho in testa perché lo sto scrivendo
In questo momento non sto scrivendo un nuovo libro ma a febbraio uscirà un mio romanzo presso l’editore Barbera nella collana Centocinquanta, dal titolo “La casa delle castagne”, una commossa storia d’amore che attraversa tre generazioni e che ha come scenario le montagne della val di Susa negli ultimi anni del secolo scorso (1990-1999) con retroscena risalenti al secondo conflitto mondiale, in una valle stretta ma ricca di vita e di odori. Con un po’ di passaparola potrebbe, credo, essere una storia che piace un po’ a tutti, dai lettori occasionali a quelli che cercano qualcosa di vero e umano in un romanzo.

Nato in val di Susa nel 1952, vivo a Torino, collaboro attualmente a “Tuttolibri” e “L’unità”, ma ho scritto molto per “Diario”, “Avvenire”, “L’indice” e molte riviste letterarie. Faccio parte dal 1998 della giuria del premio “Scerbanenco” e ho fatto parte di altre giurie letterarie. I miei romanzi più recenti sono “Un cuore muto” (e/o 2005), “La nebbia dentro” (Rizzoli 2007), “Piove anche a Roma” (Aliberti 2012).

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Incontriamo l’autore del romanzo La conservazione metodica del dolore (Einaudi Stile Libero).

 

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

I libri che ho in testa perché li sto leggendo

Sto leggendo molto, in questo momento, sia in relazione alla «Nottola» sia perché credo fermamente nella necessità di prepararsi per poter offrire – a me stesso, prima che ad altri – un lavoro di qualità. Nello scritto e nelle presentazioni. Per troppo tempo ho girato intorno a certi titoli, convincendomi che non fossero indispensabili.

Direi che, tra tutti, i titoli che mi stanno lavorando più dentro al momento sono La strada di Cormac McCarthy e Cosa resta del padre di Massimo Recalcati. Il secondo cita ampiamente il primo per tratteggiare la figura del padre e, più in genere, il tema dell’eredità nell’arte. Essendo questo un tema che sento profondamente mio – vuoi per la recente scomparsa di mio padre, in merito alla quale sto cercando a piccoli sorsi un senso, vuoi perché era da prima di questa il tema fondante del mio romanzo – imbattermici dopo mi è stato di grande aiuto e di scoperta. Aggiungerò che mi è piaciuto, proprio artisticamente parlando, non aver letto La strada prima. A volte pensieri troppo forti rischiano di stravolgere quelli che ti stai costruendo; che hai, a fatica, seminato. Leggi di più..

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Incontriamo Roberto Saporito, che ci racconta le letture che lo hanno più colpito e i tre libri che ha in cantiere (due usciranno nel 2013, uno lo sta scrivendo).

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

Il libro che ho in testa perché lo sto leggendo
Il libro che sto leggendo in questo momento è “Guardami” della scrittrice americana Jennifer Egan, ma il libro che più mi ha colpito negli ultimi anni (insieme allo strepitoso “Chronic City” di Jonathan Lethem), è sempre un romanzo della Egan, ma quello pubblicato lo scorso anno intitolato “Il tempo è un bastardo” (tra le altre cose Premio Pulitzer 2011, per il miglior romanzo americano), un libro assolutamente geniale, una perfetta (anche se sulla carta parrebbe altamente improbabile) fusione tra la (forse irraggiungibile) “Recherche” di Marcel Proust, il miglior Don DeLillo (per capirci quello di “Rumore bianco” o “Mao II”) e il Bret Easton Ellis o il Jay McInerney più ispirati, che, in una sorta di riuscita alchimia, porta a quello che si potrebbe considerare il perfetto romanzo postmoderno, che ti prende immediatamente e che vorresti non finisse mai.  Leggi di più..

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Incontriamo l’autore del romanzo L’impero familiare delle tenebre future (il Saggiatore).

NELLA TESTA DEGLI SCRITTORI
i libri che leggono, che stanno scrivendo
a cura di Caterina Morgantini

Il libro che ho in testa perché l’ho letto
Intorno ai 16 anni avevo letto Lolita e subito dopo avevo iniziato a leggere molti altri libri di Vladimir Nabokov. Un’estate fui mollato da una fidanzata e, in preda alla disperazione, in due giorni divorai Ada o ardore. Ma ero in stato di incoscienza. Interrompevo la lettura continuamente per rileggere la lettera con cui mi diceva addio. Ora lo sto rileggendo con maggiore concentrazione: ed è un romanzo-mondo, filosofico, dove l’umano è disumano in quanto umano.

Il libro che ho in testa perché lo sto scrivendo
Sto lavorando a un romanzo dalla trama molto intrecciata, con tre personaggi principali (uno scultore anziano, un inetto, e una bimba che nasconde qualcosa) e un evento meteorologico sconvolgente per tutto il paese. Ci saranno carne, sangue e sperma, ma anche quotidianità, amore. Sarà un romanzo più tradizionale rispetto all’Impero familiare delle tenebre future: corale, familiare, ma anche intimo e meditativo.
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