Ho un libro in testa

Categoria: RITRATTI di uomini e donne anche illustri

La grande signora italiana del giallo, Laura Grimaldi, vista da vicino. È la nuova puntata delle biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti protagonisti della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

IL MONDO GUARDATO DA LAURA GRIMALDI
di Silvia Sereni

Prima o poi, ne sono certa, la sognerò. E avverrà come sempre. Suonerà il telefono e io sentirò queste parole: «Silvia! Sono Laura». La sua voce è l’unica di cui abbia memoria che al solo sentirla mi faceva sempre scattare mentalmente sull’attenti. E di cui, nello stesso tempo, senza alcuna contraddizione, sento e sentirò sempre la mancanza. Perché Laura era imperiosa, sicura di sé come una regina (ammesso che le regine siano regali in questo senso), e insieme capace di grande comprensione e sensibilità umana. Sferzante nei suoi giudizi, lo ha detto benissimo Pino Cacucci nel “coccodrillo” che ha scritto per il Corriere quando se ne è andata, soprattutto quando giudicava la corruzione e l’insipienza della classe politica e d’altra parte ricca di bontà, una bontà sempre ironica e scherzosa, come le fate madrine un po’ burbere delle fiabe. Leggi di più..

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Dopo averci raccontato Carlo Fruttero qui e Franco Lucentini qui, Silvia Sereni ci fa assistere a una chiacchierata straordinaria con la celebre, indimenticabile, splendida coppia di scrittori.
È la nuova puntata delle biografie speciali di
Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti protagonisti della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

L’impagabile spettacolo pirotecnico della famigerata coppia
di Silvia Sereni

Ma com’era, vista da vicino, quando si presentava al completo, cioè due su due, la famigerata coppia? Un impagabile spettacolo pirotecnico, perché era tutto un gioco di rimandi, di navigata complicità, di sottile esercizio della ragione moltiplicato per due. Franco più dolce e pacato, Carlo più brillante e estroverso, la diversità dei ruoli non mancava. Eccezionali anche presi singolarmente, in due era tutto doppio. Leggi di più..

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È la nuova puntata delle biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

Carlo Fruttero (che Silvia racconta qui) e Franco Lucentini.

LUCENTINI: GENTILE, PENSOSO, ROMANTICO
di Silvia Sereni

Mite, sobrio, schivo. Quando si descrivevano ironicamente in azione, come solo loro sapevano fare, gli inseparabili Carlo Fruttero e Franco Lucentini ricorrevano sovente alla metafora del saloon. Noi due pistoleri, dicevano di sé. In giro con stivali, cappellaccio, cinturone e mano posata strategicamente sull’impugnatura della pistola. Ma se proprio dobbiamo immaginarlo in un villaggio western, Franco Lucentini non potrebbe che essere il pianista del saloon. Gentile, pensoso, romantico. Niente a che vedere con quei brutaloni che sogna Tarantino. Sarà perché amava i classici e sapeva un’infinità di lingue, tra cui anche quelle più antiche, come il greco e l’aramaico, ma io lo vedo più in un convento, circondato da volumi rilegati e in-folio medievali. Leggi di più..

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Il 16 gennaio 2012 Fruttero se n’è andato, portando con sé un libro. È la nuova puntata delle biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

Carlo Fruttero: la foto viene da qui.

PINOCCHIO: IL LIBRO CHE FRUTTERO HA PORTATO NELL’ALDILÀ
di Silvia Sereni
«Ma cosa volete, voi? Cosa pensate di fare?». La domanda veniva da Carlo Fruttero che, come ogni mercoledì, in quel periodo, pranzava da noi, perché allora mio padre tornava ancora a casa nell’intervallo del lavoro e portava spesso con sé qualche amico. Non gli pareva vero, a Fruttero, di trovarsi di fronte un’autentica, per quanto modesta, rappresentante di quel movimento che è stato battezzato “del ’68”, che ero poi io. Era curioso, perché lui era curioso di tutto. E anche umanamente interessato. Non oso immaginare con quali frase fatte, di quelle che per uno come lui, nemico acerrimo dei luoghi comuni, dovevano suonare del tutto prive di senso, gli avrò risposto. Perché il ’68 è stata una bellissima cosa, ma in quanto a slogan, temo, ci si andava a nozze. In ogni caso non ricordo che in quell’occasione abbia storto la bocca. Era estremamente ironico, ma la sua ironia era gentile, non antagonista. Dava la sensazione di uno che guardava serenamente, da antico filosofo, ciò che si svolge tra cielo e terra, ma soprattutto sulla terra. Da quell’episodio nacque una poesia che fa parte della raccolta «L’idraulico non verrà», poesia che con raffinatissima eleganza dice tutto quello che si può dire anche oggi sulla società del consumo. Leggi di più..

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È la nuova puntata delle biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

Un autoritratto di Daria Menicanti

LA DOMENICA, ARRIVAVA LA DARIA
di Silvia Sereni

Tra tutti i personaggi della commedia umana che si svolgeva attorno alla mia famiglia, uno dei più assidui era la Daria. La chiamavamo così, alla milanese. Lei, e nessun’altra. Arrivava puntuale come un orologio ogni domenica a pranzo, sempre con un cabaret di paste di cui facevano parte imprescindibili cannoncini alla crema, i preferiti di mio padre, all’apparenza  schizzinoso e poco mangione, ma non esente da debolezze culinarie. Loro due erano grandi amici dai tempi dell’università e di quei tempi  conservavano un rapporto tra lo scherzoso e il cameratesco che faceva sì che quando Daria, a tavola, veniva fuori con certe freddure tutte sue spesso basate su giochi di parole (e che facevano dire invariabilmente a mia madre: “Ride solo la Silvia!”, cioè io), mio padre le indirizzasse un affettuoso scappellotto che lei prontamente schivava stringendo le spalle, già di per sé ben poco imponenti, e inclinandosi tutta di lato. Leggi di più..

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Tornano le biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

LALLA  ROMANO RACCONTATA DA SILVIA SERENI

Quando oggi penso a Lalla Romano, una delle figure più ricorrenti sulla scena del romanzo della mia famiglia, mi vien fatto di chiedermi: ma come sarà stata da piccola? Già così placidamente, adamantinamente sicura di sé? Perché lei era così: dotata di una particolare capacità di essere spontaneamente, totalmente e liberamente se stessa. Almeno, era questa l’impressione che dava, e io penso che questa impressione corrispondesse davvero alla realtà. Ricordo che una volta, parlando in pubblico, disse, per inciso, parlando di sé: «Perché io da ragazza ero bella…». Non lo faceva per vantarsi. Lo pensava, e quindi lo diceva, senza nessun timore di poter essere presa per vanesia. Quale altra donna, anche molto bella, ha questo coraggio? Secondo me poche, a meno che non cerchino la sfida. Lei no, lei era come una regina, sovranamente distaccata da quasi tutto. Sicura, per nulla timida, eppure per nulla aggressiva o arrogante. Non ne aveva bisogno. Era, anche, molto semplice. Regale pure in questo, come solo sa esserlo la nobiltà più aristocraticamente elevata che riusciamo a immaginare. Leggi di più..

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Le biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.


GIUSEPPE PONTIGGIA RACCONTATO DA SILVIA SERENI

Ma chi era il più simpatico? Il Peppo, viene spontaneo dire. Perché Giuseppe Pontiggia era solare, cordiale, morbido. La sua ironia, sempre presente sotto traccia, era di quel genere che, fondandosi sulla conoscenza dell’animo umano, fa perno sulla tolleranza. Metteva di buon umore. Da un lato, in virtù della sua figura possente, faceva pensare a un eroe omerico, ma dall’altro, per via della bonomia dei tratti, suggeriva piuttosto l’immagine di un personaggio da fiaba, come il genio dei boschi, o da romanzo ottocentesco, uscito direttamente dall’allegra brigata di Pickwick. Non lo dico a caso, è lui che ha scritto una pagina memorabile sulla felicità di farsi trasportare tra allegri sobbalzi sulla carrozza traballante che segna la rotta del romanzo giovanile di Dickens. Leggi di più..

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PIERO CHIARA RACCONTATO DA SILVIA SERENI
La leggenda luinese voleva che mio padre fosse il più discolo dei bravi bambini, mentre lui, Piero Chiara, il più bravo dei discoli. Così sarebbe nata l’amicizia di una vita, anzi delle loro due vite. Apparteneva, Piero Chiara, alla stirpe millenaria dei narratori orali, dei cantastorie, dei personaggi capaci di affascinare i loro simili attraverso la parola. Come raccontatore pubblico, di fronte a gruppi di amici al bar preferito di Luino o anche di salotti più o meno famigliari, Chiara era eccezionale. Ancor più impareggiabile che come scrittore, e sì che è, tuttora, anche se forse viene letto meno di una volta, scrittore coi fiocchi.

Lo ricordo, una sera, nella nostra casa delle vacanze a Bocca di Magra (una delle, ne cambiammo tante), dipingere a tinte forti la figura di una donna molto prosperosa che, una volta stesa nuda sul letto, a differenza, secondo lui, di tutte quelle che gli era capitato di vedere (e forse ne aveva viste tante, ma di questo non so nulla), aveva i seni che, al posto di reclinare pietosamente di lato, continuavano a puntare ostinatamente verso il cielo. Ma ciò che rendeva belli e affascinanti questi racconti era il fatto che Chiara riusciva a immetterci un che di epico, di portentoso, che li distaccava nettamente dalla chiacchiera maschile da bar di basso livello. Un po’ come certe scene di Fellini, solo che lui sapeva evocarle usando semplici parole. Io allora dovevo avere circa undici anni, ero ancora più ingenua della mia età, e credo di averlo guardato con gli occhi sbarrati, come il topolino ipnotizzato dal serpente. Non scandalizzata, ma stupita. Ah, è di queste cose che parlano tra loro gli adulti, avevo pensato. Chissà se lui si era reso conto della presenza dell’innocente. Ero lì solo perché d’estate a volte, se non si usciva con altri ragazzi, e forse anche per questo allora ero troppo piccola, si stava alzati più del solito dove stavano i genitori con i loro amici. Leggi di più..

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Le biografie speciali di Silvia Sereni. Figlia del poeta Vittorio Sereni, Silvia è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei.

CARLO BO RACCONTATO DA SILVIA SERENI
Poco spendibile attraverso aneddoti, la figura di Carlo Bo, disse in un’intervista uno dei suoi amici “ermetici”, non ricordo se Carlo Betocchi o Piero Bigongiari. Per forza, Carlo Bo era un monumento. Del Commendatore non è questa la statua? L’avrei visto bene nella parte del padre di donna Anna del Don Giovanni. Alto, imponente, aveva un che di regale, di perentorio, come suggerisce il suo cognome, che, addosso a lui, anziché nella direzione del dubbio, testimoniava piuttosto a favore della determinazione e dell’autorevolezza. Lo ricordo una sera, a Urbino (di cui, come magnifico rettore dell’Università, era davvero il re, tanto che lo paragonavano a Federico da Montefeltro, o a ciò che Cosimo de’ Medici era stato per Firenze), mentre appoggiandosi a un bastone, più da passeggio che da sostegno, proiettava la propria ombra gigante sulla piazza del Palazzo ducale. Mi colpì proprio la sua figura, come se fosse un personaggio illustre che veniva dal passato, e non cercai di salutarlo. Avrei dovuto dirgli: «Ciao, ti ricordi, sono figlia di Vittorio». Impossibile, non si può fermare un re. E nemmeno un duca.

Del resto, che fosse uomo non raccontabile attraverso episodi banali lo si deve anche al fatto della sua famosa laconicità. Che a noi Sereni faceva sempre ridere. Quando telefonava, nostro padre capiva subito che era lui non perché dicesse, come avrebbe detto chiunque, «Sono Carlo», ma perché sentiva soltanto: «Sicché?». Toccava all’altro parlare, diffondersi, riferire, raccontare. Lui dava udienza. Regale, intendiamoci, non presuntuoso. Era gentilissimo, generoso di doni, ogni Natale arrivava un panettone enorme, non ricordo se Cova o Tre Marie, in ogni caso avvolto in carta d’oro. Leggi di più..

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La nuova puntata di RITRATTI di uomini e donne anche illustri. L’autrice, Silvia Sereni, è una raffinata giornalista culturale, grande lettrice ed esperta di libri, figlia del poeta Vittorio Sereni. È cresciuta in una casa dove passavano tanti personaggi straordinari della Letteratura. E così, puntata dopo puntata, Silvia ce li farà incontrare anche a noi, ce li farà vedere come li ha visti lei. Saranno biografie speciali. Per leggere la puntata precedente (su Attilio Bertolucci) clicca qui. Oggi incontriamo Anna Banti. E una domanda: possibile che tante donne in prima linea sui temi del proprio sesso abbiano l’abitudine di essere aggressive, in particolare con le altre donne?

ANNA BANTI RACCONTATA DA SILVIA SERENI

Nella versione disneyana del giardino fiorito di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, Anna Banti, almeno ai miei occhi, sarebbe stata l’iris altezzoso che ti squadrava dall’alto in basso attraverso l’occhialetto. Come le zie d’antan, uscita direttamente da un romanzo di Dickens. Avevo accompagnato mio padre in una visita nella casa dove Anna Banti passava le vacanze al mare, a Forte dei Marmi, o giù di lì. Per un po’ parlarono di cose loro, fatti letterari, poi, a un certo punto, e all’improvviso, lo sguardo della scrittrice si posò su di me. Probabilmente per tutto il tempo ero stata lì come una statuina, non so se bella, con aria annoiata, ad aspettare che finissero di parlare, infatti non ho in mente nulla di ciò che si dissero. Però ricordo bene ciò che accompagnò lo sguardo volto verso la mia persona. Una domanda perentoria, che più che una domanda era un giudizio che non richiedeva risposta. Diretta, ben inteso, non a me, ma a mio padre. «Ma, così giovane, e l’avete sposata?». L’avete! Io ero poco più che ventenne e in effetti ero già sposata, appena sposata. Un classico matrimonio sessantottino in Comune, solo gli sposi e i due regolari testimoni, tutti molto baffuti, tranne ovviamente la sottoscritta e gli officianti, senza scambio di anelli, né parenti né amici al seguito. Probabilmente aveva ragione lei, non sapevo nulla di nulla allora, o quasi. Ma in quel momento riuscì a farmi sentire inesistente. Non credo di aver proferito verbo, letteralmente incenerita dallo sguardo della signora. Leggi di più..

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