Ho un libro in testa

Categoria: Una stanza tutta per sé

Sandra Bardotti ci porta nella casa dove è nato il libro “Cate, io” (Fazi).

NELLA STANZA DI MATTEO CELLINI
di Sandra Bardotti

Siamo a Urbania, in una bellissima abitazione del centro che conserva un sapore un po’ rustico. La stanza di Matteo Cellini è una libreria esplosa. Pare che gli scaffali della libreria di legno scuro accanto alla porta finestra si siano ribellati all’entropia e abbiano riversato il loro sovrabbondante contenuto sulla scrivania antistante. Non sembra che tutto sia avvenuto in un unico momento, ma per successiva stratificazione, un libro alla volta, un libro sopra l’altro a comporre una colonna, mescolandosi con cd e fogli sparsi, occupando piano piano lo spazio disponibile. Il giradischi si staglia in un angolo con il coperchio sollevato. Il computer portatile è stato accerchiato e guarda l’assedio con un po’ di preoccupazione, facendosi piccolo piccolo. Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci porta nella casa dove è nato il libro “Atletico Minaccia Football Club” (Einaudi).

NELLA STANZA DI MARCO MARSULLO
di Sandra Bardotti

Con Marco Marsullo, autore di “Atletico Minaccia Football Club”, entriamo nella camera di un ragazzo appassionato di calcio. “È la camera di un adolescente, tutto sommato, e io la amo così. Circondato da ciò che amo e ciò in cui credo mi sento sempre stimolato, e soprattutto: felice”, confessa Marco quando entro e, perplessa, osservo su ogni lato i muri tappezzati di gadget e notizie riguardanti il Milan. Poster con le coppe, prime pagine dei giornali celebrative. Sopra il letto c’è persino una scritta che recita: “Siam venuti fin qua, siam venuti fin qua, per vedere segnare…”. “L’ho fatto la notte in cui è stato venduto Kakà, per la disperazione!”, mi dice sorridendo, e il suo sorriso è quello di un ragazzo che sa ancora che cosa è l’autenticità. Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci porta nella casa dove è nato il romanzo La conservazione metodica del dolore (Einaudi).

NELLA STANZA DI IVANO PORPORA
di Sandra Bardotti

Sul treno che mi porta a Casalmaggiore fa un caldo infernale. Si sa, i regionali in Italia sono sempre una sorpresa e bisogna accontentarsi. Anzi, forse bisogna addirittura ringraziare che ci siano ancora. Si entra nella Bassa, nevica e davanti agli occhi si stendono chilometri di campi imbiancati. Scendo dal treno e vedo Ivano che mi aspetta al primo binario. Niente sottopassaggio, attraverso la piattaforma di legno sui binari, ci salutiamo e la prima cosa che gli chiedo è come si può sopravvivere in mezzo a tanta desolazione. Anche il paesaggio in cui cresciamo sviluppa in noi il senso della bellezza.

Ivano è una persona gentile, cordiale; è evidente che è un uomo pacato e sensibile se dopo il mio simpatico esordio non ha fatto dietrofront piantandomi in asso al gelo. Arriviamo a Viadana, il paese in cui vive, passiamo davanti alla sua vecchia casa nel borgo, mi indica alcuni luoghi che ha descritto nel suo romanzo “La conservazione metodica del dolore” (Einaudi 2012). Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci fa entrare nella casa dove è stato scritto il romanzo Nel vento (Feltrinelli). Qui il blog di Emiliano.

NELLA STANZA DI EMILIANO GUCCI
di Sandra Bardotti

Andiamo in Toscana – la mia Toscana! – per incontrare Emiliano Gucci, fiorentino. È appena uscito il suo nuovo romanzo, si intitola Nel vento, e quando mi hanno detto che si parlava di corsa ho subito iniziato a leggerlo…

Entriamo in una piccola casa, dove Emiliano abita da poco più di un anno. Quando gli spazi sono angusti, si sa, bisogna sapersi arrangiare. Così Emiliano si è ritagliato uno spazio per scrivere nel disimpegno che mette in comunicazione le sue due stanze. Tre porte, quindi, si affacciano sulla sua postazione, una per ogni lato. “Paradossalmente, quello che dovrebbe essere il luogo più quieto, più nascosto, qui è un crocevia”, commenta. “Per rimanere veramente accerchiato mancava solo una finestra davanti alla scrivania, così me ne sono procurata una finta”, scherza, mostrandomi una vecchia persiana di legno appesa al muro. Mi racconta che è stata ristrutturata da un artigiano umbro e poi comincia subito a immaginare. “Se si potesse aprire, sono sicuro che si vedrebbero scenari pazzeschi, provenienti da una realtà onirica… o forse semplicemente il bagno del vicino!”. Leggi di più..

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L’autore di L’impero familiare delle tenebre future (il Saggiatore), ci ha raccontato quali libri ha in testa (qui). E adesso Sandra Bardotti ci porta a casa sua. Buona visita.

NELLA STANZA DI ANDREA GENTILE
di Sandra Bardotti

Curiosità, stima, affetto: sono queste le ragioni che mi hanno spinto a bussare alle porte delle case degli scrittori. Principalmente scelgo le mie vittime in base al loro lavoro, se i libri che hanno scritto mi sono piaciuti. A volte mi fido dei consigli di alcuni amici e conoscenti, e così mi è capitato di entrare nelle stanze di scrittori che non avevo mai letto. È un’esperienza diversa – ma non meno bella – perché non c’è quell’intimità che, tra le pagine, si instaura con l’autore di un libro che ti è piaciuto o hai amato. In ogni caso sono sempre uscita dalle case che ho visto con qualcosa in più: ricordi, pensieri, chiacchere e risate tra uno spritz e un bicchiere di vino (perché arrivo sempre all’ora dell’aperitivo, guarda caso…). Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci porta nella nuova casa dell’autore di Partigiano Inverno (Nutrimenti), finalista al Calvino 2011.

NELLA STANZA DI GIACOMO VERRI
di Sandra Bardotti

La casa in cui Giacomo Verri ci fa entrare non è quella in cui è nato Partigiano Inverno, il suo romanzo d’esordio sulla Resistenza in Valsesia scritto in una lingua straordinaria, finalista al Calvino 2011. Ha appena traslocato in una nuova casa con moglie e figli e il suo studio ne porta ancora visibili i segni. Gli scatoloni dei cd ancora da sistemare sono ammassati in un angolo della stanza e il pianoforte della moglie è invaso da libri e altri materiali.
Siamo nel seminterrato, la stanza è molto ampia. C’è spazio per i libri e per gli strumenti di lavoro di entrambi. Il pianoforte occupa il centro della stanza. Le pareti sono occupate quasi totalmente dalle librerie. Per il resto, sono bianche, spoglie, trasmettono l’idea di non essere ancora vissute. La scrivania è una postazione pc invasa da fogli, libri e post-it. Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci fa entrare nella casa dove è nato il libro (leggetelo, leggetelo) Sofia si veste sempre di nero (minimum fax ), un romanzo composto da dieci racconti sull’universo femminile. Qui la trama. Qui il blog di Paolo.

NELLA STANZA DI PAOLO COGNETTI
di Sandra Bardotti

Potrei raccontare molte cose della mia visita a casa di Paolo Cognetti. Potrei iniziare dal consueto smarrimento negli immensi corridoi del Passante ferroviario di Milano, questo mezzo di trasporto per me ancora così misterioso. Potrei raccontare di non aver riconosciuto Paolo che mi aspettava proprio sulla porta di casa e di essergli passata davanti con lo sguardo in aria, intenta a cercare il civico giusto. Potrei dirvi qualcosa sull’ottimo vino di montagna che mi ha offerto mentre parlavamo di racconti seduti al massiccio tavolo di legno scuro. O soffermarmi sullo spritz e due chiacchere alle Scighera prima di venire via. Ci sono così tante cose che mi hanno colpito, tanti piccoli particolari legati a Sofia e alla vita di Paolo che non vorrei lasciarne indietro nemmeno uno. Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci fa entrare nella casa dell’autore di Pallone criminale (Ponte alle Grazie) e Gioco sporco. Un romanzo di camorra, ‘ndrangheta e scommesse (Dalai editore).

NELLA STANZA DI GIANLUCA FERRARIS
di Sandra Bardotti

Ho conosciuto Gianluca Ferraris sulla via per Thiene. Eravamo stati invitati a un festival ed erano state organizzate alcune macchine che partivano da Milano. Mi sono ritrovata nella sua e così siamo partiti all’alba, ancora molto assonnati. Abbiamo speso due piacevoli ore di viaggio parlando, e il giorno dopo altrettanto.

La prima impressione che ho avuto di Gianluca è che fosse una persona molto organizzata e ordinata. Quando sono entrata in casa sua ne ho avuto conferma. “Anche la mia scrivania in ufficio è molto più ordinata di quella del giornalista medio. Sono un sagittario e per me il disordine è terribile. Ho bisogno di avere ordine intorno per organizzare le idee – o, almeno, un disordine logico, dove riesco a orientarmi. Inoltre, pensando che sono fuori casa tutti i fine settimana, cerco di tenere sempre un po’ ordinato e pulito perché non posso pensare di tornare la domenica sera e dover poi fare le pulizie”. Leggi di più..

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Sandra Bardotti ci fa entrare in casa di Vanni Santoni, autore di Se fossi fuoco, arderei Firenze (Laterza) e Tutti i ragni (:duepunti). Il suo blog è sarmizegetusa. Il prossimo libro? In realtà sono due: appesi alla parete.

NELLA STANZA DI VANNI SANTONI
di Sandra Bardotti

Abbiamo superato quota dieci stanze. Forse è giunto il momento di un rapidissimo giro di ricognizione. Entrare nelle stanze degli scrittori, descrivere la disposizione dei mobili, i libri, le abitudini e gli strumenti di lavoro mi ricorda innanzitutto che scrivere è un mestiere come un altro e spesso c’è davvero ben poco di trascendentale: coinvolge computer, carta, penna, sudore e dedizione. Ho raccontato degli incontri, il cui risultato spesso è solo il prodotto discutibile di una personale percezione. Niente di più. Niente che abbia la pretesa di svelare chi sa quali segreti o pruriginose manie.
Tutte le volte mi sono portata via qualcosa. A casa di Vanni Santoni ho avuto conferma che la costanza è la chiave di tutto. E ne sono uscita con due regali bellissimi. Leggi di più..

Categorie: Una stanza tutta per sé

Sandra Bardotti ci fa entrare nella stanza dell’autore di Bar Atlantic (Marcos y Marcos). O meglio, come ci racconta Osimo, nella sua «nonstanza dove si colloca il nonlavoratore».

NELLA STANZA DI BRUNO OSIMO
di Sandra Bardotti

“Di solito si pensa che uno scrittore sia circondato da un’aura di rispetto e di timore reverenziale e, se non vive in una torre d’avorio, quantomeno avrà un loft minimalista in un quartiere bohémien. Non è il mio caso”. Entriamo in casa di Bruno Osimo, a Milano. È la casa della sua famiglia, quella in cui ha passato l’infanzia. Veniamo accolti in un ampio e caldo salone. I libri sono ovunque, come ci si può immaginare. Dalla cucina ci raggiunge il sottofondo di una radio dimenticata accesa e un invitante odore di pesce.

Dove scrive Bruno? Il racconto del suo mondo di scrittore è particolare, affascinante e davvero molto divertente.

“Nella mia famiglia si dà molta importanza ai lavori fisici, mentre le persone sedute al computer sono considerate suppergiù dei fannulloni perditempo. Suvvia, è impossibile che uno che se ne sta seduto e quasi fermo stia lavorando, no?

Nel corso degli anni, sfrattato di volta in volta dalle sempre più provvisorie stanze tutte per me, mi sono ritrovato a peregrinare senza posa da un vano all’altro, finché, per superare il trauma del continuo cambiamento, ho deciso di teorizzare il nonstudio: la nonstanza dove si colloca il nonlavoratore. Ho finito, insomma, per preferire una soluzione nella quale non occupo più una stanza, ma solo un angolo”. Leggi di più..

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