Ho un libro in testa

Categoria: vi racconto il mio libro

Incontriamo Maria Rosaria Valentini, scrittrice, poeta, autrice di un romanzo composto «con la testa abitata dallo scultore Constantin Brancusi». Qui la scheda di Mimose a dicembre (Keller editore).

Ho iniziato a scrivere Mimose a dicembre con la testa abitata dallo scultore Constantin Brancusi insieme alla sua Maiastra. Non saprei dire esattamente perché. La Maiastra è un uccello protagonista di molte fiabe rumene ed è capace non solo di volare, ma anche di trasformarsi, di pronunciare parole. Brancusi ha rappresentato e interpretato questo soggetto numerose volte evidenziandone il significato simbolico. Leggi di più..

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Parla l’autore di Terra ignota (Mondadori), il primo volume di una saga fantasy che mescola fiaba, azione, epica cavalleresca e mito classico. Vanni si pone una domanda: perché un autore, che ha ottenuto risultati sempre crescenti con la letteratura non di genere, è andato a confondersi con spade e magia? 

Nella mia Terra ignota
di Vanni Santoni

Prima di tutto un ringraziamento va a Chicca Gagliardo: da quando ci conoscemmo per la presentazione del suo Lo sguardo dell’ombra, ho sempre trovato ospitalità su queste pagine, tant’è che per i miei libri sono diventate una specie di portafortuna. E nonostante la mia ripetuta presenza, ogni volta apparire su “Ho un libro in testa” non è banale, perché l’autore è chiamato a un monologo, a trovare da solo il modo giusto per cominciare; per, idealmente, “schiarirsi la voce”. Leggi di più..

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L’autore di “Le ballate dispari” (Italic Pequod) ci racconta com’è nato il libro e ci fa leggere un brano.

Lo Scrivagliero e le sue ballate dispari
di Massimo Angiolani

Viaggiare, andare in posti lontani dai nomi esotici è senza dubbio stimolante. Gli occhi vedono oltre, le antenne sono alte per captare ogni segnale, le vele spiegate per utilizzare la massima potenza che il vento può regalare, così da affrontare di petto e a testa alta il mondo in burrasca. Leggi di più..

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Dopo “Cantico della galera” (vedi qui) Giuseppe Munforte ci racconta com’è nata l’idea del suo nuovo romanzo”La resurrezione di Van Gogh” (Barbera Editore).

MI HA FATTO DA GUIDA CÉLINE
di Giuseppe Munforte

Ho inseguito l’idea di questo romanzo per alcuni anni. Volevo mettere sulla pagina quel momento della vita in cui tutte le cose sono vissute con un’intensità debordante, il male e la gioia, il dolore e l’amore, e che si chiama giovinezza. Leggi di più..

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Incontriamo l’autrice del romanzo La sarneghera (Elliot Edizioni).

COME HO SCOPERTO LA MIA STORIA
di Laura Muhlbauer
Ho trascorso parte della mia infanzia a Sarnico, paese lacustre e luogo d’origine di mio nonno. A Rudello invece, abitava mia nonna, prima di sposarsi, insieme alla sua numerosa famiglia. Io e i miei fratelli ci trasferivamo per i mesi estivi a Sarnico, dove i miei nonni avevano una grande casa che si affacciava sul lago. In giardino trascorrevamo intere giornate impegnati in mille giochi, semplici ma divertenti. Spesso però, eravamo costretti ad interromperli perché un cielo nero e un vento improvviso, ci costringevano a barricarci in casa e a infilarci sotto le coperte. Era la sarneghera.I vecchi del paese dicevano che proveniva da sud-ovest e che durava pochi minuti. In realtà per noi era un tempo infinito. Leggi di più..

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Incontriamo l’autrice del romanzo “Il posto delle donne” (Ponte alle Grazie), “una storia di eros, morte, amicizia, tradimento, redenzione”. Qui la scheda.

COM’È NATO “IL POSTO DELLE DONNE”
di Rossana Campo

Questo mio nuovo romanzo, “Il posto delle donne”, racconta la storia di Emma, una ragazza italiana che vive da molti anni a Parigi e lavora in un bistrot. È appena stata lasciata dalla sua compagna Carmen e una sera incontra una donna più giovane, una spensierata e sensuale ballerina di lap dance, Maxine, e se ne innamora; ma dopo pochi giorni, Maxine viene ritrovata uccisa in un parco della città. Emma non si rassegna, decide di scoprire la verità: ricostruisce la vita di Maxine incontrando la sua amante e la compagna di lei, esplorando l’ambiente maschilista della lap dance; e nel frattempo, cerca di superare il fallimento della sua storia d’amore e il trauma della perdita della giovane amica, cerca di aprirsi ancora una volta alla vita, all’amore. L’eroina di questo mio undicesimo romanzo credo sia una donna coraggiosa e fragile, tenera e dura, un po’ matta e un po’ saggia, che non abbandona mai la speranza, almeno così mi pare. Leggi di più..

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Incontriamo la scrittrice spagnola Blanca Busquets che ci parla del suo romanzo L’ultima neve di primavera (Piemme). Sabato sarà presentato al Salone del Libro di Torino.

PERCHÉ HO SCRITTO “L’ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA”

L’ultima neve di primavera racconta la storia di due donne che vivono in contesti molto diversi e a distanza di un secolo l’una dall’altra. Nonostante ciò, le due protagoniste si assomigliano molto e sono le due sole persone che riconoscono un paese sotto la neve in un quadro in cui tutti gli altri vedono solo macchie…
Vivono esperienze simili, entrambe crescono in un ambiente ostile, entrambe attraversano gravi difficoltà ma riescono a superarle. Leggi di più..

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Incontriamo l’editor che ha curato Scrivere una canzone e Scrivere la natura, due volumi della collana Scritture creative di Zanichelli, due libri speciali, non semplici manuali di scrittura (il 16 Luca Sofri li presenterà al Salone del Libro di Torino). Se chiedete a Pietro Bassi cos’è il lavoro di editor vi dice: il mestiere più bello del mondo. Sentite perché.

LE PAROLE DELLA MUSICA E DEI LUPI
di Pietro Bassi

Un anno fa mi sono trovato a dividere le mie giornate (e le mie nottate) fra due libri e un essere umano.

Un libro si intitola Scrivere una canzone. Lo hanno scritto Alfredo Rapetti Mogol (in arte Cheope, autore dei testi di sessanta canzoni di Laura Pausini) e Giuseppe Anastasi (autore di molte canzoni di Arisa). Era il primo libro che scrivevano, ma nessuno se n’è accorto. Che tu, come editor, abbia a che fare con scrittori navigati o con professionisti al loro primo libro cambia poco. Leggi di più..

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115 (46 donne, 69 uomini): è il numero degli autori di In territorio nemico, il primo romanzo di “Scrittura industriale collettiva” (minimum fax). Come si può scrivere un’opera a 230 mani? Che significato ha? Ce lo racconta Vanni Santoni, che con Gregorio Magini ha fondato il metodo SIC.
P.S. Oggi, per la festa dei lavoratori, ci sembrava bello parlare di un lavoro letterario collettivo che ha per tema la Resistenza.

VANNI SANTONI: VI RACCONTO “IN TERRITORIO NEMICO”
Una premessa: qui non ci dovrei essere io, o almeno non solo io, ma altre 114 persone, che con me hanno scritto questo romanzo, appena uscito per minimum fax; da fondatori del metodo SIC, con cui il libro è stato realizzato, e coordinatori dei suoi lavori, io e Gregorio Magini – ma soprattutto io, che durante la stesura del romanzo mi occupavo di tenere i contatti con l’esterno – abbiamo anche il ruolo di frontmen, ma è sempre bene ricordare quanto questo libro sia collettivo.

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Sentite il dialogo: Lorenzo Jovanotti parla di un libro che gli piace molto: è Jovanotti. Mai dentro mai fuori (Arcana) di Michele Wad Caporosso, una biografia composta in forma di fiaba. Qui su Hounlibrointesta l’autore ci spiega perché non bisogna perderselo.

13 MOTIVI PER LEGGERE UNA FAVOLA NEL 2013.
PER ESEMPIO QUELLA DI JOVANOTTI.
di Michele Wad Caporosso

Il presente è buio, e non solo a livello teorico. L’avete sentito Per un passato migliore dei Ministri, no? Non è solo una questione politica ormai, o sociale, è che c’è bisogno di favole, le care vecchie favole. Gli evergreen, cari miei. Quelle storie che insegnano a vivere, anche – e soprattutto – a chi vive ormai da oltre 30 anni e che quando legge consigli di questo tipo pensa: “Ma figurati se con tutti i problemi che c’ho mi metto a leggere una favola. Perché dovrei?”. Ecco 13 motivi per cui dovreste, scettici che non siete altro. (e se i 13 motivi dovessero convincervi “Mai Dentro Mai Fuori” è la storia di Pinocchio in cui il protagonista è praticamente Jovanotti. E i suoi 25 anni di avventure. Leggi di più..

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