Incontriamo la scrittrice spagnola Blanca Busquets che ci parla del suo romanzo L’ultima neve di primavera (Piemme). Sabato sarà presentato al Salone del Libro di Torino.

PERCHÉ HO SCRITTO “L’ULTIMA NEVE DI PRIMAVERA”
L’ultima neve di primavera racconta la storia di due donne che vivono in contesti molto diversi e a distanza di un secolo l’una dall’altra. Nonostante ciò, le due protagoniste si assomigliano molto e sono le due sole persone che riconoscono un paese sotto la neve in un quadro in cui tutti gli altri vedono solo macchie…
Vivono esperienze simili, entrambe crescono in un ambiente ostile, entrambe attraversano gravi difficoltà ma riescono a superarle. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Incontriamo l’editor che ha curato Scrivere una canzone e Scrivere la natura, due volumi della collana Scritture creative di Zanichelli, due libri speciali, non semplici manuali di scrittura (il 16 Luca Sofri li presenterà al Salone del Libro di Torino). Se chiedete a Pietro Bassi cos’è il lavoro di editor vi dice: il mestiere più bello del mondo. Sentite perché.

LE PAROLE DELLA MUSICA E DEI LUPI
di Pietro Bassi
Un anno fa mi sono trovato a dividere le mie giornate (e le mie nottate) fra due libri e un essere umano.

Un libro si intitola Scrivere una canzone. Lo hanno scritto Alfredo Rapetti Mogol (in arte Cheope, autore dei testi di sessanta canzoni di Laura Pausini) e Giuseppe Anastasi (autore di molte canzoni di Arisa). Era il primo libro che scrivevano, ma nessuno se n’è accorto. Che tu, come editor, abbia a che fare con scrittori navigati o con professionisti al loro primo libro cambia poco. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
115 (46 donne, 69 uomini): è il numero degli autori di In territorio nemico, il primo romanzo di “Scrittura industriale collettiva” (minimum fax). Come si può scrivere un’opera a 230 mani? Che significato ha? Ce lo racconta Vanni Santoni, che con Gregorio Magini ha fondato il metodo SIC.
P.S. Oggi, per la festa dei lavoratori, ci sembrava bello parlare di un lavoro letterario collettivo che ha per tema la Resistenza.
VANNI SANTONI: VI RACCONTO “IN TERRITORIO NEMICO”
Una premessa: qui non ci dovrei essere io, o almeno non solo io, ma altre 114 persone, che con me hanno scritto questo romanzo, appena uscito per minimum fax; da fondatori del metodo SIC, con cui il libro è stato realizzato, e coordinatori dei suoi lavori, io e Gregorio Magini – ma soprattutto io, che durante la stesura del romanzo mi occupavo di tenere i contatti con l’esterno – abbiamo anche il ruolo di frontmen, ma è sempre bene ricordare quanto questo libro sia collettivo.

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vi racconto il mio libro
Sentite il dialogo: Lorenzo Jovanotti parla di un libro che gli piace molto: è Jovanotti. Mai dentro mai fuori (Arcana) di Michele Wad Caporosso, una biografia composta in forma di fiaba. Qui su Hounlibrointesta l’autore ci spiega perché non bisogna perderselo.
13 MOTIVI PER LEGGERE UNA FAVOLA NEL 2013.
PER ESEMPIO QUELLA DI JOVANOTTI.
di Michele Wad Caporosso
Il presente è buio, e non solo a livello teorico. L’avete sentito Per un passato migliore dei Ministri, no? Non è solo una questione politica ormai, o sociale, è che c’è bisogno di favole, le care vecchie favole. Gli evergreen, cari miei. Quelle storie che insegnano a vivere, anche – e soprattutto – a chi vive ormai da oltre 30 anni e che quando legge consigli di questo tipo pensa: “Ma figurati se con tutti i problemi che c’ho mi metto a leggere una favola. Perché dovrei?”. Ecco 13 motivi per cui dovreste, scettici che non siete altro. (e se i 13 motivi dovessero convincervi “Mai Dentro Mai Fuori” è la storia di Pinocchio in cui il protagonista è praticamente Jovanotti. E i suoi 25 anni di avventure. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Come può un’immagine venuta in testa per caso diventare un romanzo? Ce lo racconta Giovanni Agnoloni, scrittore viaggiatore, autore di Sentieri di notte (Galaad Edizioni, collana “Larix”, diretta da Davide Sapienza).

COM’È NATO “SENTIERI DI NOTTE”
di Giovanni Agnoloni
Sentieri di notte si può definire un noir dalle tinte fantascientifiche, ma non è rigidamente classificabile entro i limiti di un genere. Vediamo subito alla storia – anzi alle storie – che lo compongono. La vicenda si svolge nel 2025, in un’Europa in cui tutti i servizi di erogazione energetica sono legati alla Rete. Una notte di fine settembre, la multinazionale che domina quest’impero, la Macros, con sede a Berlino, decide di staccare la spina, facendo collassare internet e riducendo tutti al buio e all’incomunicabilità, per prendere il potere. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Faccio una piccola premessa. L’altro giorno qui vi raccontavo di un’amicizia. La stessa cosa vale per Francesca e me. Ci siamo conosciute grazie al suo libro precedente, Qualcosa di simile. E dalla stima è nata un’amicizia. Quando ho letto il suo nuovo libro, L’origine della distanza (Terre di Mezzo Editore), ne sono rimasta colpita (e non è detto affatto che i libri degli amici ti colpiscano, persone e libri non sempre corrispondono). Quello che quindi penso del libro di Francesca lo potete leggere qui. Ma volevo anche che voi poteste ascoltare ciò che Francesca dice del suo libro. Stasera, alle 19, lo presenteremo alla libreria Gogol & Company. Vi aspettiamo.

L’ORIGINE DE “L’ORIGINE DELLA DISTANZA”
di Francesca Scotti
L’origine della distanza è un libro nato su un filo sospeso. In Giappone, dove vivo per diversi mesi all’anno, ho sentito la terra mancarmi sotto i piedi, per la meraviglia, per la solitudine. Eppure, quella percezione di estraneità, di distanza, io l’ho subito chiamata “casa”. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
In genere nella rubrica “Vi racconto il mio libro” è l’autore che lo racconta. Così avevo chiesto a Barbara. Ma lei, invece, che non ama scrivere dei propri libri (ma di quelli degli altri sì, la conosciamo bene la nostra Lettrice Innamorata), ha passato la parola alla scrittrice Nicoletta Vallorani che è una sua grande amica. La trovo una bella idea. L’amicizia vera, disinteressata, è cosa rara, anche nel mondo dell’editoria. E quindi ascoltiamo Nicoletta che ci racconta Carola (Frassinelli), il nuovo romanzo di Barbara Garlaschelli.

“CAROLA”: UN ROMANZO INSOLITO
di Nicoletta Vallorani
Carola è un romanzo insolito, non solo e non tanto in se stesso (perché è bello, è letteratura, è una gran storia e una scrittura che culla e conforta), ma anche nella produzione complessiva, e ormai copiosa, di Barbara Garlaschelli. Fin qui, siamo stati guidati in mondi difficili, portati per mano ad affrontare pericolose claustrofobie, prevaricazioni domestiche, amori profondi che si trasformano in odio disperato e rancore. Fin qui, abbiamo spiato personaggi incredibilmente simili a persone impegnati a distruggersi, a vicenda o da soli, in quella sorta di cannibalismo che in alcuni casi è la vita. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Massimo De Nardo ci ha parlato del suo libro Che mestieri fantastici! (realizzato con Tullio Pericoli e Stefano Bartezzaghi) qui. Da quel giorno sono successe diverse cose, e così ho chiesto a Massimo di venire a raccontarcele. Perché è bello sapere come continua la vita di un libro, e questo è un libro speciale, nato nella nuova casa editrice Rrose Sélavy.
P.S. L’altro giorno ero a Firenze, entro in libreria ed eccolo lì

NEL FRATTEMPO
di Massimo De Nardo
Continuiamo a sfogliare Che mestieri fantastici (e se vi andrà di leggere questa nuova noterella ci farà davvero piacere). Dopo la pubblicazione, le “cose” hanno preso una buona strada. Buona non significa dritta (nella vita reale, o ti va storto o devi superare salite e tornanti a non finire).
È faticoso essere una piccola, sconosciuta casa editrice. Il tuo libro esiste se viene recensito: regola (o considerazione) elementare, però è così. Abbiamo iniziato qui, nel posto di chi ha un libro in testa (e anche bei pensieri, nella testa). Cin cin. Poi è arrivata la recensione del Sole 24 Ore. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Incontriamo l’autore di Un bel posticino (Marcos y Marcos). Parla del suo libro e vi invita il 9 marzo a Montagnola, dove Hesse ha vissuto. Premetto subito: Carlo è mio marito, la Chicca a cui accenna sono io. Questo libro è nato da una gita fatta assieme, in un cimitero molto particolare…
Foto di Davide Musso
HESSE, SPOON RIVER E FABRIZIO DE ANDRÉ
di Carlo Zanda
Quando incontro un amico che ha saputo di Un bel posticino, la prima cosa che mi chiede è come mi sia venuta l’idea. E so che intanto si domanda se sia tra i milioni di persone sparse nel mondo che quand’erano ragazzi hanno letto Siddharta restando immancabilmente sedotti dal guru Hermann Hesse. Allora, visto che siamo tra amici, chiarisco subito che anch’io a suo tempo ho letto Siddharta e Narciso e Boccadoro ma che, a causa di un’allergia a qualsiasi forma di entusiasmo fideistico che mi porto appresso da quand’ero in fasce, non ho mai pensato che Hesse fosse il portavoce della mia generazione, un profeta o un guru per l’appunto.
Ripensandoci, è stato forse proprio questo fatto a mettermi nella giusta condizione mentale per affrontare nel modo migliore la ricerca a Montagnola, il paese ticinese dove Hesse ha vissuto dal 1919 al 1961, quando è morto, e che io conoscevo solo di nome – per via del suo illustre ospite – sino a che non mi è capitato di visitarlo qualche anno fa con Chicca, durante una breve vacanza sul lago di Lugano decisa all’ultimo momento per sfuggire al caldo insopportabile che in quell’agosto faceva a Milano. La visita a Montagnola era scontata. Un po’ meno quella al cimitero di Sant’Abbondio, dove scoprimmo che Hesse era sepolto. Ma la fortuna era dalla parte nostra, così entrammo. Era pomeriggio inoltrato e la luce sulla Collina d’Oro cominciava ad assumere quelle morbide tonalità che per esempio rendono unica la campagna toscana ma che mai immagineresti di associare alla Svizzera. Leggi di più..
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vi racconto il mio libro
Incontriamo l’autore di Fisica quantistica della vita quotidiana (Einaudi), una raccolta di 101 microromanzi, un vorticare di particelle, atomi, molecole di folgoranti storie.

Su Fisica quantistica della vita quotidiana. 101 microromanzi
di Piergiorgio Paterlini
Nella fisica o meccanica quantistica serve più l’immaginazione che la piatta misurazione, che anzi spesso non si riesce a fare. La fisica quantistica è più vicina alla fanta-scienza che alla scienza come siamo abituati a conoscerla e a concepirla in modo semplicistico. La fisica quantistica è la scienza del: “deve proprio essere (andata) così, anche se non riesco a vederlo”, perché altrimenti non si spiegherebbe nulla di come funziona l’universo (anzi: gli universi).
Quindi: immaginazione, significati, più e prima che occhi e semplice osservazione della mela che cade dall’albero e va in giù invece che in su. La fisica quantistica è non soltanto la più grande rivoluzione scientifica di tutti i tempi, ma una scienza molto letteraria, se la letteratura è anche, soprattutto, prima di tutto immaginazione (dio sa che è così, che deve essere così). Però è una scienza – sia chiaro – proprio secondo i criteri di verificabilità che noi diamo a questa parola: fa cioè previsioni che si realizzano in modo preciso e ripetuto, non è balzana. Leggi di più..
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