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LIBRI SOTT’OLIO
di Anna Corraini
Oggi volevo parlarvi di un libro di libri o meglio di un libro di Zine. Girls Zine è infatti un bellissimo volume che raccoglie una serie di giornali autoprodotti da ragazze. Fotocopie, rilegature a mano, colori sbavati, scritte improbabili sono gli ingredienti principali, il tema cambia da Zine a Zine. Viaggi, colori, lifestyle, bambini, pop star, arte, fotografia, disegni e molto altro nelle pagine da sfogliare. Periodici spesso non costanti diventano la voce di un qualcos’altro che non si può permettere una normale tiratura, o che invece vuole una voce e un canale tutto suo. Ho sempre sognato di fondare un giornale di questo tipo tutto mio, e questo volume è nella mia libreria da sempre poiché le pagine finali danno alcuni esempi di come possono essere stampati e rilegati. Qualche volontario per iniziare? Leggi di più..
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Libri sott'olio
È la nuova puntata di “In su e in giù”. Gabriele Dadati si occupa di libri a 360° (come lettore, scrittore, editor, insegnante di scrittura…) e quindi ogni lunedì ci racconterà una delle mille cose che gli capitano: come lettore, o scrittore, o editor, o…

IN SU E IN GIÙ
di Gabriele Dadati
È un periodo in cui, per ragioni mie di vita, leggo molta poesia. Sostanzialmente, mi faccio tornare per le mani libri che ho amato in ragione di uno al giorno. E, devo dire, la considero una bella fortuna: ad aprire queste pagine che mi hanno accompagnato negli anni si liberano come un profumo le sensazioni delle prime letture, che certe volte furono fortissime. I sentimenti tornano vivi. Torno a stupirmi come mi stupii. Leggi di più..
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In su e in giù
Dentro le opere e le letture di Silvia Camporesi (che ci mostra anche un’immagine del lavoro che esporrà al MIA, dal 10 al 12 maggio a Milano). È la nuova puntata di “L’arte di leggere”: Anna Cecilia Russo ogni domenica ci farà incontrare i protagonisti del mondo dell’arte e del design, per sapere che cosa stanno progettando e quali libri hanno in testa e li ispirano.

ALLA RICERCA DEI LUOGHI DELL’ANIMA
di Anna Cecilia Russo
Bologna, gennaio. Fuori freddo gelido e neve, ma tra gli stand e i corridoi di “Arte Fiera 2010” atmosfera calda, incontri inaspettati e tanta voglia di respirare arte. È cominciata proprio lì, infatti, su una delle panchine sparse per le varie hall, la mia lunga conversazione con Silvia Camporesi. Talmente lunga, che non si è mai ancora interrotta. Avevamo già collaborato a distanza in passato, ma, si sa, il confronto diretto è sempre un’altra cosa. Conoscevo bene soprattutto il suo video del 2004 “Ofelia in motion”, il suo lavoro sulla protagonista femminile dell’“Amleto” di William Shakespeare, che affida, fino all’ultimo sospiro, il suo mal d’amore alle acque del fiume. Resta ancora uno dei miei preferiti. Un’Ofelia attuale, infatti, quella di Silvia, seppur sempre immersa nei versi di una tragedia del XVII secolo, che nella scena e nei toni richiama il quadro del pittore preraffaellita John Everett Millais, ma che va poi oltre, racchiudendo nel movimento ritmico e fluttuante delle vesti e dei fiori sull’acqua, anche parte delle inquietudini femminili contemporanee.
Per vedere “Ofelia in motion” clicca qui Leggi di più..
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L'arte di leggere (cosa leggono artisti e designer)
Ascoltiamo i versi di Tommaso Di Dio, primo in classifica nel Censimento dei poeti di Pordenone legge.
VERSI DIVERSI a cura di Isabella Leardini @IsabelLeardini
versi – da conservare, far girare – di autori diversi
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Quella volta che hai trattenuto il sorriso
per un tempo lungo, come un colore.
Quella volta che lo hai tenuto nel viso
prima della forma, prima del dolore
che ne sagoma il contorno. Leggi di più..
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Versi diversi
Siete tutti invitati: mandateci le vostre poesie (max 5) a versidiversi@parcopoesia.it, se volete indicate la vostra età e raccontateci qualcosa di voi.
Il laboratorio è un’occasione per vedere i vostri versi pubblicati, ma anche per capire come una poetessa, Isabella Leardini, analizza, commenta, ragiona. Insomma, è un corso di scrittura e di lettura poetica. Questa settimana leggiamo insieme una poesia di Florin Mwanaiki Mmaka.
IL LABORATORIO DI POESIA ON LINE
di Isabella Leardini @IsabelLeardini
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Versi diversi
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VIVERE PER RACCONTARLA
di Monica Zanfini*
Il 2012 è stato l’anno delle Città invisibili, un libro che non invecchia anche se ha passato la boa dei 40 anni. Mostre, riletture e festeggiamenti hanno punteggiato, un po’ ovunque, l’annata. Ma lei ci aveva giù pensato nel 2009, progettando in Spagna un libro d’artista che ha preso parte alla III edizione del Festival del Libro d’artista di Barcellona.
Lei è Elvira Muntoni (il suo sito lo potete vedere qui), una giovane architetto-designer, con una solida cultura del progetto, un grande amore per la tecnologia e l’abilità manuale di chi vuole ancora “sporcarsi le mani “ per creare qualcosa. Leggi di più..
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Vivere per raccontarla
Simona Vinci vi racconta che cosa ha provato diventando Diane Arbus: è uno dei monologhi che compongono Mappe sulla pelle, un libro corale di 12 autrici che hanno dato voce a 12 donne controcorrente (ne abbiamo parlato qui).
In Mappe sulla pelle Olivia Corio è Ella Fitzgerald, Carmen Covito è Eleonora Duse, Maria Rosa Cutrufelli è Anna Kuliscioff, Donatella Diamanti è Virna (truccatrice), Chicca Gagliardo è l’ombra di Alda Merini, Barbara Garlaschelli è Joyce Carol Oates, Daniela Losini è Coco Chanel, Daniela Piegai è Artemisia Gentileschi, Elisabetta Spaini è Niki de Saint Phalle, Nicoletta Vallorani è Angela Carter, Elena Varvello è Alice Munro, Simona Vinci è Diane Arbus.
Ogni giovedì, una di noi vi porterà dietro le quinte del suo racconto.
Qui TUTTE LE PUNTATE con i racconti precedenti.
NELLE SCARPE DI DIANE ARBUS
di Simona Vinci
Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter in ordine le cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io.
Diane Arbus
Fin da bambina ho sempre provato attrazione, più che ribrezzo, per tutte le eccezioni alle regole. Mi piacevano le cose che non piacevano a nessuno, ero attratta dalle bizzarrie, dalle stranezze, dalle ombre, dai segreti, dai misteri, cercavo quello che veniva occultato dal banale e il banale in ciò che mi veniva sbattuto in faccia con l’eccesso. Mi piacevano le storie gotiche, i fantasmi, i mostri. Leggi di più..
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Nelle scarpe di
Dopo Non avere paura dei libri, il racconto autobiografico a puntate di Christian Mascheroni pubblicato su Hounlibrointesta che è diventato un libro per Hacca Edizioni, è partita una nuova avventura. Si intitola “Buongiorno libri sogni d’oro”. Che cosa significa? Christian ce lo racconta qui.

BUONGIORNO LIBRI SOGNI D’ORO
di Christian Mascheroni
Dove finisce l’infanzia
Ci sono giorni che non la trovo. Si nasconde sotto il letto o dentro il cassetto disordinato delle matite. Ci sono giorni che neppure fra le pagine del diario la riesco a ritrovare. Non che sia sempre alla sua costante ricerca, ma la voglio tenere d’occhio. Che non sfugga. Che non se ne vada via così, lasciandomi un vuoto da colmare. L’infanzia è una parte di me e con lei ho una relazione duratura. Forse perché sono un eterno bambino a volte, ma a dire il vero sono legato all’infanzia perché è un cratere magico da dove erutta una lava incandescente capace di sciogliere i patimenti dell’età adulta. A me piace richiamarla, sfogliarla, ricordarla. Sono nostalgico e chi mi conosce lo sa bene, ma la mia non è una vera e propria nostalgia. È un affetto profondo per quell’età in cui tutto è sogno, ma l’ago che cuce insieme i pezzi è fatta di una realtà spesso cruda e incivile. L’inciviltà dell’esperienza che ti prende per la collottola e ti fa guaire, quando ancora sei un cucciolo. Leggi di più..
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Buongiorno libri sogni d'oro
115 (46 donne, 69 uomini): è il numero degli autori di In territorio nemico, il primo romanzo di “Scrittura industriale collettiva” (minimum fax). Come si può scrivere un’opera a 230 mani? Che significato ha? Ce lo racconta Vanni Santoni, che con Gregorio Magini ha fondato il metodo SIC.
P.S. Oggi, per la festa dei lavoratori, ci sembrava bello parlare di un lavoro letterario collettivo che ha per tema la Resistenza.
VANNI SANTONI: VI RACCONTO “IN TERRITORIO NEMICO”
Una premessa: qui non ci dovrei essere io, o almeno non solo io, ma altre 114 persone, che con me hanno scritto questo romanzo, appena uscito per minimum fax; da fondatori del metodo SIC, con cui il libro è stato realizzato, e coordinatori dei suoi lavori, io e Gregorio Magini – ma soprattutto io, che durante la stesura del romanzo mi occupavo di tenere i contatti con l’esterno – abbiamo anche il ruolo di frontmen, ma è sempre bene ricordare quanto questo libro sia collettivo.

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vi racconto il mio libro