Ho un libro in testa

Tag: Pete Townshend

 

Scrive Davide: «Queste sono foto “storiche”, la conferenza stampa di Pete Townshend all’Anteo del 5.12.1985. il mio primissimo uso di una Reflex, prestata da un amico fotografo… Considera che lavoravo come autore di libri e critico musicale da meno di due anni… immagina l’emozione profonda… Townshend era in promozione per l’album solista White City. Come raramente feci nella mia carriera, mi feci autografare con dedica ben due album: QUADROPHENIA ovviamente, e ALL THE BEST COWBOYS HAVE CHINESE EYES. Chiunque legga i miei libri, capirà perché…”

 

 

 

OGNIDOVE di Davide Sapienza

 

UN LIBRO PURO E SEMPLICE: THE WHO, PURE AND EASY di Eleonora Bagarotti

 

Leggere un libro italiano di simile levatura per una casa editrice ormai storica come Arcana (per la quale ho lavorato e pubblicato per circa dieci anni) è una sorpresa piacevole, un ritorno al passato che guarda al futuro. Confesso: Eleonora Bagarotti è un’amica letteraria e musicale. Giornalista, scrittrice, musicista (classica). Con lei ci scambiamo da anni pareri e pensieri sul suo amico Pete Townshend, il Beethoven della musica rock, colui che l’ha trasformata dall’interno creando il canone che dopo The Who è stato ripreso, riscritto, condotto a interessanti conclusioni o a patetiche parodie. Ma nessuno è mai arrivato a quei livelli. Perché quei livelli sono il genius loci del rock (senza il roll), e il genius loci del rock si chiama Pete Townshend.

Devo evitare di correre il rischio di parlarne io di Who e Townshend, perché è giusto che a farlo sia questo libro di cui mi imbatto in questo Ognidove affascinante, cartaceo, della collana Testi commentati, prassi consolidata da molti anni, da quando chiedere i diritti al publishing di un autore, come accadeva invece ai miei tempi (chi ricorda la leggendaria collana Musiqa, quella con l’arcobaleno che attraversava la copertina?) è troppo complicato e costoso. Eppure in questo caso va bene proprio così. Conosco gli album di The Who a memoria. Per cui leggere come Eleonora sa utilizzare questo materiale in maniera pressochè perfetta per raccontare la vicenda Who e Townshend, risulta stupefacente. Sinceramente straordinario, anche perché di rado ci si imbatte in descrizioni musicali così armonizzate all’analisi del testo scritto.

Il libro è dedicato a The Who. Ma è fondamentalmente la storia di un uomo e di un artista complesso (Pete T) che ritroviamo bambino traumatizzato da molestie e poi adolescente rabbioso, quindi timido autore di canzoni, chitarrista extraordinaire, seeker spirituale sulla via di Meher Baba, pianista, pioniere nell’uso di metodi sperimentali con il sintetizzatore nel rock, marito, padre, produttore, autore di rock opere immense (Tommy, Quadrophenia, e Lifehouse), album e canzoni che hanno stabilito il canone della canzone rock (Baba O’Riley, Won’t Get Fooled Again, Behind Blue Eyes). Ma Pete T è anche stato il teorico più esplicito ed espressivo del ruolo che la musica ebbe dagli anni sessanta agli anni settanta. Ed è stato anche il teorico più esplicito, denudando sempre se stesso nella musica e nei testi, della fine di un sogno. Se John Lennon già nel 1970 diceva the dream is over, proprio mentre Pete registrava il tormentato ma straordinario Who’s Next, è Townshend a uscire dalla trincea, a dire sono una rockstar ricca e al bivio, con un intero album sulla “vecchiaia” a 30 anni (The Who By Numbers) nel quale scrive Immagina un’anima, così vecchia da essere distrutta: allora capirai che la tua invenzione sei te stesso. Leggi di più..

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